Articoli e riflessioni

Avventura in canoa sul Sile

Martedì 30 Giugno il clan si è ritrovato alle 7.15 davanti al campanile, per la prima uscita assieme agli ex novizi da poco saliti dal Noviziato nel gruppo del Clan/fuoco.

Svolte le dovute procedure a causa Covid e dopo qualcuno che si è fatto aspettare, siamo saliti in macchina alla volta del porto Silea. Chi avrebbe immaginato che a Silea c’è il porto? (controllate pure su Google Maps). Carichi di aspettative ci aspettava una giornata entusiasmante!

19 giugno 2020. Quella sera noi ragazzi del Noviziato Fenice ci siamo ritrovati, davanti alla Chiesa del nostro paesino, pronti per affrontare la cerimonia che ci avrebbe portati, a fine serata, a far ufficialmente parte del Clan dei Viaggiatori Liberi. Il sentimento comune che avevamo era la preoccupazione, derivante dal fatto che nessuno sapeva cosa o come e dove avremo fatto il passaggio.

Vi è mai capitato di andare a fare la spesa, arrivare fino allo scaffale dei Wafer e fermarsi a contemplare indecisi la moltitudine di pacchetti per diverse ore? Solitamente questo non succede perché nel momento stesso che arriviamo nella corsia, la nostra mente, basandosi sui pregiudizi e sugli stereotipi che ha appreso fin d’ora, decide quali Wafer scegliere. Se, per esempio, non ci cambia nulla e siamo pigri, allora prendiamo il primo che capita, se siamo dei perfezionisti, invece, potremmo rimanere lì a tastare i vari pacchetti per scegliere quale sia il migliore, almeno finché non arriva il commesso a chiedere di non farlo.

I messaggi dei giovani delle superiori delle parrocchie ai loro coetanei, in questo periodo di distacco forzato. Filmato trasmesso in occasione della Santa Messa di Pasqua in diretta streaming proposta dalle nostre parrocchie.

Sabato 11 gennaio alle ore 15 armati di zaino, uniforme, cibo e spirito di avventura ci siamo incamminati, accompagnati dai nostri capi verso la nostra mèta: l’oratorio di Piombino Dese.min 20200202 scout uscita pdese

Lungo il percorso ci ha accompagnato un bel sole invernale, delle buone chiacchere e i racconti dei capi che ci hanno fatto viaggiare su e giù nel tempo. Certamente non sono mancate le “indecisioni” su che strada fare per arrivare presto ma in modo sicuro e c’erano opinioni contrastanti anche tra i piombinesi stretti. 

Una volta arrivati a Piombino sistemato i nostri bagagli abbiamo acceso i fuochi nel cortile adiacente e divisi i compiti: alcuni hanno montato i treppiedi a cui avremmo appeso le nostre pentole per cuocere la più classica delle pastasciutte, mentre altri accendevano il fuoco. Facendoci compagnia e caldo l’un l’altro abbiamo atteso che l’acqua bollisse e poi abbiamo cucinato la nostra cena, a volte in modo un po’ “alternativo” ma sicuramente pratico, fatta eccezione per le lunghe sedute di scolo dell’acqua, PROMEMORIA: Non dimenticare più a casa lo scolapasta se si cucina per 30 persone.

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