Dall'Ecuador Sr. Blanca Lima, responsabile per la Provincia sudamericana delle missioni delle Suore Salesie di Padova, ringrazia dell'aiuto arrivatole tramite la nostra missionaria Sr. Ezelaria Mazzonetto. “Gesù vi ricolmi di benedizioni e grazie per il bene che fate con carità e amore”.

Da Roma Sr. Ezelaria Mazzonetto invia al nostro Gruppo gli auguri di Buon Natale e ringraziamenti perché ancora una volta ci siamo ricordati della missione che le sta ancora a cuore: l'Ecuador. Chiede al Signore di benedire il nostro impegno a favore dei più sfortunati.

Dall'Ecuador don Giuliano Vallotto riflette sulla sua missione, ora che è “anziano”:

Amici del gruppo Missione e Solidarietà, questo è il sesto Natale che celebro in Ecuador, dopo il mio ritorno in questo paese. Dal 1985, data della mia partenza da qui al mio nuovo arrivo nel dicembre 2014, le cose sono cambiate in maniera molto profonda. Dal campo sono passato alla città senza trascurare i miei rapporti con Muisne soprattutto a causa del terremoto. Allora avevo poco più di trent’anni, oggi ne ho 76. Allora l'Ecuador era un paese di forte emigrazione, prima verso la città poi verso altri paesi. Oggi il paese è meta di medici cubani, di colombiani, ma soprattutto di venezuelani. Allora c’era il Sucre che come moneta non valeva quasi niente, oggi c'è il dollaro. Mi domando: che senso può avere la Missione in questa situazione tanto cambiata?  La risposta non è tanto semplice anche se l’opzione di fondo è e rimane la stessa: i poveri sono la fonte e il motivo della missione. I poveri continuano ad esserci anche se alle povertà di sempre si aggiungono nuove forme di povertà. Essi costituiscono la sfida permanente ed è così grande che alla mia età spesso mi sento inadeguato di fronte ad essa. Quando vado nel campo sento che ho ancora qualche cosa da spendere, ma la città impone sfide diverse. Ho l’impressione di trovarmi nella tappa successiva alla conquista dei terreni e della casa. Quelli erano i tempi dei fondatori dei Barrios (quartieri), tempi di solidarietà, di lotta… Questo succedeva 30 - 40 anni fa! Forse non era molto difficile per un prete stare con loro. Ma oggi è la disintegrazione del tessuto sociale tipico della città che minaccia la vita dei quartieri. La solitudine, il consumo di droga, l’alcol, il piccolo mondo di marginalità che si forma agli incroci di grandi strade e notti a cielo aperto di molta gente, le stazioni di arrivo dei bus dove stabilmente convivono e baruffano marginali equadoregni e marginali migranti... Ieri ho bussato alla porta di una casa dove mi dicevano che c' erano venezuelani. Ho trovato più di 30 persone appartenenti a 6 famiglie: per ogni famiglia una sola stanza dove si fa tutto. In questi giorni hanno tagliato l’acqua e la luce: esattamente quello che succedeva nel secolo scorso ai marocchini e senegalesi e ...due secoli fa agli italiani a New York! Allora capite perché a 76 anni mi sento inadeguato! Che faccio allora? Faccio quello che posso, con tutti i miei limiti. E soprattutto cerco più di una volta le tracce del passaggio di Dio nell'esistenza dei piccoli, nei fatti di ogni giorno. Quando il giorno volge al tramonto non possiamo darci da dimissionari (!): continueremo a fare i … missionari, anche se in altro modo!

Buon Natale a tutti,

Don Giuliano