Notizie dalla parrocchia

Campo Reparto – Schievenin 2019

3 Agosto 2019. Il sole, fortunatamente, splende su Loreggia, e se a qualche malcapitato quel sabato mattina è toccata una levataccia non avrà potuto fare a meno di notare che la piazza della nostra ridente cittadina era stata invasa da una ventina di vigorosi giovanotti, totalmente ignari di cosa li avrebbe aspettati nei successivi 12 giorni di campo di Reparto. Eravamo noi Reparto “Orizzonte” che ci apprestavamo a raggiungere Schievenin, nel bellunese, dove ci saremmo lanciati all’avventura cucinando i nostri pasti solo con il fuoco, lavandoci sotto docce improvvisate e dormendo in solidissime tende.

Non penso tutti sappiamo quale sia il motto degli scout (o anche solo che ne abbiamo uno), è “Estote Parati”, espressione latina che significa “siate pronti”, ed infatti noi siamo SEMPRE pronti.

20191027 scout campo schieveninIl campo estivo di quest’anno si è proprio basato su questo essere sempre preparati, a qualsiasi evenienza, e cosa simboleggia di più eventi improbabili e imprevisti del gioco da tavolo più famoso del cinema? E così tirando ogni giorno i dadi di “Jumanji” nel brusco tentativo di uscire ci trovavamo a fronteggiare imprese sempre diverse associate ad improbabili animali: gare di cucina dai provetti cuochi scimpanzé, gare di canto dagli inascoltabili pipistrelli, gare di scenette dagli spavaldi pavoni o anche solo aiutare il buon Alan Parrish, intrappolato nel gioco da ben 26 anni, nella vita di tutti i giorni.

Il motto del campo si è rivelato azzeccato: molte attività si basavano sull'imprevedibilità, come la costruzione di barelle con maglioni e camicie e qualche bastone o medicazioni e fasciature con il nostro fazzolettone. Ma anche imparare a costruire un rifugio di emergenza nel bosco, dormendo sotto soltanto un telo cerato issato e teso dai nostri cordini, che tengono assieme e ci tengono al coperto per tutta la durata del campo.

Imprevedibili sono state anche tante giornate, dove dal sole cocente e l’afa si passava alla pioggia e vere e proprie tempeste in men che non si dica, costringendoci a trovare nuove strade per risolvere i nostri problemi, come la legna bagnata che non brucia o un fornello un po’ troppo poco coperto.

Meno imprevedibili erano le serate, dove i nostri fedeli compagni erano il fuoco, i canti i giochi e il rumore del torrente che ci passava accanto e che rendeva ancora più caratteristico il nostro campo e nel quale un pomeriggio abbiamo pure fatto un bagno.

Sempre pronti anche ad aiutarci l’un l’altro nelle difficoltà, che non sono mancate di certo tende mal fissate e crollate sotto il vento e la pioggia, cucinare affumicandosi per non permettere al fuoco di spegnersi. Per non parlare della camminata, i capi ci hanno condotto su un dislivello di più di 800 metri! Qualcuno sembrava non farcela ma noi non ci siamo fatti scoraggiare: è proprio in questi momenti invece, in cui esce tutto il nostro spirito di Squadriglia (piccoli gruppetti in cui siamo divisi), dove il capo e il vice si fanno carico, o ci provano con grande fervore dei più giovani cercando di insegnargli con la loro navigata esperienza, come affrontare ogni asperità.

E così, il 13 agosto, dopo essere finalmente riusciti a scappare dalla giungla di Jumanji, abbiamo smontato alzabandiera e portale, strutture che assieme agli angoli montiamo nei primi giorni di campo solo con l’aiuto di corde e pali (chiodi? Non sappiamo neanche cosa siano) e abbiamo salutato la sopraelevata che la squadriglia Aquile aveva montato per dormire a oltre due metri di altezza. Per concludere abbiamo salutato Mirko e sua moglie, che ci avevano ospitato nella loro tenuta, Clara, Emanuele e Niccolò, i nostri straordinari cambusieri, Livio che con dovizia trasposta sempre il nostro materiale e tutti i capi ed ex-capi che in qualche modo ci hanno aiutato.

Siamo tornati a casa stanchi ma soddisfatti di queste giornate all'insegna della fatica ma anche della gioia e della comunità.

Buona strada e alla prossima,

Fenicottero Amichevole