Natale: quella goccia d'acqua che continua a dissetare il mondo

20191201 riflessione natale don antonioQuest’estate, nel giardino della canonica dove ero, è successo un fatto un po’ insolito. Mi sono dimenticato di chiudere bene il rubinetto di un lavandino esterno e una piccola goccia d’acqua vi è caduta per tutta la notte. Che cosa ci importa della piccola goccia d’acqua, così piccola, che però è caduta regolare nel lavandino? Che cosa possiamo fare con una goccia? La mattina successiva, ho trovato l’acqua che traboccava dal lavandino; tante gocce cadute una dopo l’altra lo avevano riempito. 

Spesso ci disperiamo di fronte ai mille gesti sempre uguali della vita quotidiana; non sempre riusciamo a darne un senso. Abbiamo tante piccole cose da fare ogni giorno, a casa e al lavoro; piccole cose che sembrano insignificanti, inutili di fronte a quanto fanno i grandi personaggi, quelli di cui si parla nei giornali, che si fanno vedere in televisione, perché loro fanno grandi cose. Che la nostra vita sia inutile?

Anche Maria, la fanciulla di Nazaret, si è domandata: “Perché Dio Padre ha scelto me per diventare la madre di Gesù? Perché non ha scelto altre donne ben più famose? Perché è venuto a cercarmi in questo paesino sperduto in mezzo alle colline d’Israele? Tanti perché che ha portato nel cuore e ai quali ha tentato di rispondere durante tutta la sua esistenza. Maria è rimasta sempre una donna umile e riservata; sempre vissuta nel nascondimento.  “Serbava ogni cosa nel suo cuore” - dice bene la Scrittura di fronte agli eventi che le succedevano.

In questo Natale che cosa domanda a noi il Signore? In questo tempo così difficile e complesso che cosa siamo chiamati a fare noi cristiani? La mia risposta, forse, è semplice. 

Il Signore ci invita a vivere senza scalpore, ad essere fedeli ai compiti di ogni giorno, come Maria sua madre, che compì grandi cose, facendo benissimo ogni giorno le più piccole. Il Dio lontano ha voluto farsi vicino ad ogni uomo, prendendo il volto di un bambino, ha voluto mettersi dentro la nostra storia per dare senso ad ogni storia, anche la più insignificante. Il bambino che nasce a Betlemme ci rivela che tutto ha un senso, che ogni situazione umana, anche la più disperata, ha un suo significato profondo, perché Dio ha voluto assumerla. Come dice Madre Teresa di Calcutta: “Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano, ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia in meno”.

È importante che colmiamo la nostra vita di migliaia di gocce d’acqua seppur minuscole ma belle piene. Allora la nostra esistenza sarà feconda, perché strariperanno dal nostro cuore che non potrà trattenerle e diverrà capace di bagnare anche le persone inaridite attorno a noi così da far rifiorire la vita.

A questi pensieri si unisce il nostro ringraziamento per le tante gocce ricevute e il nostro augurio di Buon Natale: a tutte le persone che svolgono un servizio all’interno della comunità, anche in semplici e umili lavori; a tutta la comunità con cui insieme si cammina verso il Regno di Dio.

Un augurio lieto a tutti di Buon Natale!

Fraternamente don Antonio, don Aldo e don Giovanni