Non perdiamoci: riflessione a conclusione dell'anno catechistico

Caro Gesù, che bello questa sera essere qui tutti assieme, ragazzi, genitori, catechisti, sacerdoti…

Questa è la chiesa, quella con la C grande. Da poco possiamo venire a trovarti qui, a casa tua, anche se tu, a differenza di noi, ci hai sempre e comunque ospitati nel tuo cuore.                                                     

Questi mesi sono stati difficili e sconfortanti eppure noi siamo stati dei privilegiati, noi il male vero lo abbiamo visto solo in TV: quanto dolore per molte famiglie per la morte dei loro cari e quanta umanità e altruismo hanno saputo offrire molte persone per la salute e la vita degli altri, proprio come quella parabola del buon samaritano che tu Gesù ci chiedi di seguire.

Sono stati giorni tristi perché privati degli affetti di amici e parenti e non potevamo fare le cose che ci piacevano tanto, perfino andare a scuola…, però siamo diventati bravi in molte cose sai Gesù: a cucinare pizze e dolci, a fare cartelloni che attraverso sette colori parlano di speranza… abbiamo anche pregato sai, a casa con le nostre famiglie, e Papa Francesco ci ha insegnato a farlo per il mondo intero ed è stato molto emozionante sentirci, grazie a te, tutti fratelli.

Abbiamo anche cantato a squarciagola l’inno d’Italia per sentirci più uniti.Ora stiamo meglio e questo ci fa dimenticare però che molte persone hanno perso il lavoro, molte sono più povere e più sole di prima.                                                                  

Caro Gesù, ti preghiamo, fa’ che i nostri occhi possano sempre meravigliarsi davanti all’opera del Tuo creato, che i nostri cuori siano sempre aperti all’amore per il prossimo, che le nostre mani siano sempre pronte a stringere patti di pace. Grazie Gesù!

Questa è la bellissima introduzione che è stata letta all’inizio della messa a conclusione di questo anno catechistico.

Un anno molto particolare, che a causa di una grave epidemia ci ha visti costretti a casa senza la possibilità di fare tutte le nostre cose abituali come: l’andare a scuola e al catechismo per i ragazzi e al lavoro per gli adulti. Non ci siamo più potuti incontrare tra amici e parenti e non siamo più potuti nemmeno andare in chiesa. Che tristezza per tutti, anche per noi catechisti, non ci mancava solo la possibilità di frequentare la chiesa e i sacramenti, ma anche l’appuntamento settimanale con i nostri ragazzi.

E allora la parola d’ordine è stata: “NON PERDIAMOCI”.

Così noi catechisti, dopo un breve periodo di pausa, ci siamo messi all’opera, ovviamente coadiuvati dal nostro parroco d. Antonio e dall’ufficio catechistico della nostra diocesi, attraverso i social, abbiamo potuto attivare un contatto con le famiglie e i ragazzi. Ognuno di noi catechisti ha usato i metodi che preferiva: video, messaggi scritti, messaggi audio, videochiamate per raggiungere famiglie e ragazzi, ma in punta di piedi, senza pretese, proponendo di condividere insieme dei momenti di preghiera attraverso la lettura di qualche passo del Vangelo o qualche racconto. Poi c’erano di ritorno pensieri, disegni, piccoli lavoretti da parte dei bambini e dei ragazzi che sono stati condivisi durante le messe in streaming che d. Antonio e d. Giovanni hanno celebrato per tutta la comunità.

L’obbiettivo di questi contatti è stato quello di offrire ai bambini, ai ragazzi e alle loro famiglie “pillole di catechesi”: messaggi semplici, efficaci, ordinati, per mantenere le relazioni, con un appuntamento settimanale fisso, non dimenticando il tempo di emergenza che stavamo vivendo e che potessero far sentire la nostra vicinanza attraverso le parole del Vangelo di quel tempo liturgico. “Anche nel tempo del Corona virus, Gesù ha una buona notizia per noi”. Abbiamo cercato di favorire anche uno spazio di reciproco ascolto, dove i ragazzi hanno potuto esprimere i loro pensieri e le domande che sono spontaneamente sorte in questo tempo così particolare. L’invito era quello di fare della propria casa uno spazio di preghiera e di celebrazione.

D. Antonio nelle videoconferenze con noi catechisti ci ricordava sempre che in questo periodo, nel quale ci si è distaccati dalla nostra vita quotidiana, si è potuto dare molto più spazio ad una dimensione spirituale. Infatti mentre la TV e i media si focalizzavano su economia, sanità, statistiche e distanziamento sociale, i sacerdoti e i vescovi insieme al Papa ci hanno offerto occasioni per pregare attraverso celebrazioni, adorazioni eucaristiche, rosari...Questo tempo, seppur triste è stato un tempo da vivere, senza pensare con nostalgia alla nostra vecchia routine, ma come un’occasione per dar spazio ad una spiritualità che la frenesia della vita quotidiana non permette spesso di praticare. È stata una prova che ci ha permesso di constatare come sia possibile trasforma­re una situazione di difficoltà e disagio in una occasione di crescita delle nostre chiese domestiche. Paradossalmente, mai come in questo periodo c’è stato un contatto, seppur virtuale, tra catechisti e famiglie.

Mi piace ricordare come la diocesi ha definito questo periodo: “La ricerca di adattare il “vestito” della liturgia e della preghiera della Chiesa alla “taglia” della singola famiglia”. A questo proposito non possiamo che esprimere il nostro grazie per la generosa collaborazione delle famiglie che con la loro disponibilità ci hanno fatto sentire comunque una comunità unita nel nome di Gesù nostra guida.

Flavia