Notizie dalla parrocchia

Cari parrocchiani,

spesso ci diciamo: “Devo pregare, perché “ho bisogno” di pregare. Desidero pregare, ma non so pregare. Vorrei pregare, ma mi manca il tempo per pregare. Voglio pregare di più, ma la preghiera mi annoia e mi manca il coraggio…”.

E passano le ore, i giorni e le settimane si susseguono e ci portiamo dentro questo desiderio che ritorna, questo bisogno che ci sospinge, questa profonda insoddisfazione che periodicamente ci tormenta.

Eppure, quando troviamo un momento di calma, al di là delle violente turbolenze della vita, questo ci dona un attimo di pace; al contrario, quando gli insuccessi e le preoccupazioni ci lasciano, feriti, sul bordo della strada, allora gridiamo: “Aiuto”.

Cerchiamo Dio e vorremmo incontrarLo per chiederGli aiuto. Proviamo a pregare. Preghiamo, ma la nostra preghiera è difficile; non abbiamo certezze, ci sentiamo insicuri. Sapete perché i nostri sforzi non raggiungono quel Dio che sembra troppo distante e a volte sembra non stringerci la mano?

Sapete perché ci scoraggiamo di fronte alle nostre domande senza risposte, davanti al silenzio di Dio e nel buio del nostro cuore? Sapete perché le mille ricette inventate per pregare rischiano di essere solo tristi illusioni?

Sabato 11 gennaio alle ore 15 armati di zaino, uniforme, cibo e spirito di avventura ci siamo incamminati, accompagnati dai nostri capi verso la nostra mèta: l’oratorio di Piombino Dese.min 20200202 scout uscita pdese

Lungo il percorso ci ha accompagnato un bel sole invernale, delle buone chiacchere e i racconti dei capi che ci hanno fatto viaggiare su e giù nel tempo. Certamente non sono mancate le “indecisioni” su che strada fare per arrivare presto ma in modo sicuro e c’erano opinioni contrastanti anche tra i piombinesi stretti. 

Una volta arrivati a Piombino sistemato i nostri bagagli abbiamo acceso i fuochi nel cortile adiacente e divisi i compiti: alcuni hanno montato i treppiedi a cui avremmo appeso le nostre pentole per cuocere la più classica delle pastasciutte, mentre altri accendevano il fuoco. Facendoci compagnia e caldo l’un l’altro abbiamo atteso che l’acqua bollisse e poi abbiamo cucinato la nostra cena, a volte in modo un po’ “alternativo” ma sicuramente pratico, fatta eccezione per le lunghe sedute di scolo dell’acqua, PROMEMORIA: Non dimenticare più a casa lo scolapasta se si cucina per 30 persone.

Nel corso dell'anno noi volontari del Centro di Ascolto e del Centro di Distribuzione abbiamo seguito 24 famiglie (di Loreggia e Loreggiola) offrendo ascolto e vicinanza, oltre che un aiuto in alimenti ed economico, dopo opportune valutazioni. Inoltre, grazie al progetto "Adozioni a Vicinanza" 3 bambini a Loreggiola e 2 a Loreggia hanno potuto frequentare la scuola materna grazie ad un aiuto Caritas per parte della retta mensile. Un grande grazie a tutti coloro che hanno contribuito!

Nel nostro cammino le Parole del Papa ci guidano, ci incoraggiano e ci aiutano a tenere vivo il desiderio di continuare a donare le nostre mani e il nostro cuore. Riportiamo di seguito alcuni testi significativi tratti dal messaggio del Santo Padre Francesco per la III giornata mondiale dei poveri del 17 novembre 2019:

Come si fa a diventare Santi? Qual è la scintilla che accende il fuoco ineguagliabile della fede? È questo quello che abbiamo cercato di capire noi ragazzi del Noviziato Fenice e del Clan dei Viaggiatori Liberi del Loreggia 1 come tema del nostro campo invernale in località Caoria il 26-27-28 dicembre 2019.min 20200202 campo inv scout

È una domanda difficile. Spero di non scoraggiare i capi e il sacerdote che ci ha accompagnato dicendo che non abbiamo ancora una risposta certa. Quello che sappiamo però, è che è un lungo cammino, pieno di bivi, strade tortuose e alle volte anche di vicoli ciechi. Al fedele spetta trovare la sua strada seguendo la luce di Dio sull’esempio di Gesù, e non scoraggiandosi di fronte alle difficoltà, per quanto grandi possano essere.

Il solito cliché della festa dell'Immacolata a Boscalto (S. Messa e momento conviviale) quest'anno è stato ravvivato dalla presenza del nuovo Parroco don Antonio Cusinato e di don Paolo Bano di Loreggiola, i quali hanno concelebrato con don Ruggero Gallo.min 20200202 festa immacolata boscalto

Don Antonio ha avuto l'opportunità di conoscere la gente di Boscalto e la storia del capitello. Don Paolo ha ricordato che Loreggia e Loreggiola hanno ambedue Maria come titolare delle rispettive parrocchie, buon segno per superare antiche diffidenze e collaborare fraternamente con don Antonio, Parroco di ambedue le comunità. Don Ruggero e don Paolo hanno augurato a don Antonio un buon lavoro pastorale.                                                                                                             

Alla predica, come Gesù raccontava parabole per farsi capire, così don Ruggero ha raccontato la storiella della “campana perduta”, che con i suoi rintocchi notturni ha indicato la direzione giusta ad una bambina che si era perduta nel bosco. Messaggio: l'affidamento a Maria è importante per non perdersi nel cammino della vita.                                                 

Il dopo Messa è stata l'occasione per scambiarsi saluti, auguri e un arrivederci, ma anche per gustare un ottimo cotechino, deliziosi dolci e riscaldarsi con il vin brulè. Un clima festoso e gioioso ha caratterizzato questa ricorrenza che a Boscalto è diventata una tradizione.                       

Un sincero grazie al Comitato Boscalto che continua a dedicare tempo e passione per dare una bella accoglienza agli affezionati a questa festa.   

Nota: anche quest'anno le offerte sono state destinate alla nostra Scuola materna.

F.S.

Quest'anno la Caritas ha pensato che oltre ai colloqui e distribuzioni si poteva organizzare un pranzo natalizio rivolto a tutte le persone che si servono dei servizi della stessa: un semplice momento di incontro e festa.

Una volta definito il menù e i ruoli di ciascun volontario, bastava solo attendere il 29 dicembre. Alle 12.30 tutto era pronto… ma mancavano gli invitati, il tempo passava... Verso le 13.00 le prime famiglie, timidamente, hanno varcato la soglia della Casa del Giovane, poi altre donne con i loro bambini e pian piano ne sono arrivati altri. Alla fine tra i componenti della Caritas e gli invitati si è raggiunto la quota di circa 60 persone, che hanno fatto onore al cibo preparato con grande amore e competenza dai volontari. Dopo il primo piatto, ci si è trovati a parlare spontaneamente con tutti. La convivialità ha reciso le barriere delle culture diverse, di cui abbiamo appreso usi e costumi.  E anche i molti bambini hanno preso coraggio a giocare assieme.

L'esperienza si è rivelata positiva ma al tempo stesso ci si è resi conto che c'è ancora molta strada da fare... possiamo considerare questa iniziativa come una goccia nell'oceano... ma molte gocce insieme ci porteranno a realizzare quel processo di inclusione ed integrazione, che deriva dal rispetto e dalla volontà di integrarsi senza perdere le proprie radici.

Alla fine, ci siamo salutati ripromettendoci di trovarci il prossimo anno, pronti ad assaggiare anche le loro pietanze.

Lucia

A 20 anni dalla morte (24 dicembre 1999) di P. Bruno Marcon, il Gruppo missionario e l'associazione "Amici degli Indios" non potevano non farne memoria, avendo egli lasciato un segno profondo nella nostra comunità: lo hanno ricordato anzitutto nella Messa delle 11 di domenica 29 dicembre, min 20200202 incontro fr zacquinipresente anche l'amico e confratello fr. Carlo Zacquini, e con due iniziative:                                                                                                              

  • Stampa di un opuscolo in cui sono state raccolte le lettere che P. Bruno ha scritto dalla missione al parroco di allora don Antonio Serafin: testimoniano il legame profondo che si era creato tra la nostra comunità e il "suo" missionario. P. Bruno ne prende atto e afferma che "dalla parrocchia di Loreggia ho ricevuto la fede, la vocazione missionaria e il sostegno spirituale, morale e materiale nella mia difficile missione"; 
  • Un incontro aperto al pubblico sul tema dell'Amazzonia e indios tenuto da fr. Carlo Zacquini.

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