Cenni storici

Parrocchia di Loreggia

La chiesa parrocchiale di Loreggia già nel 1625 sostituiva quella esistente e consacrata nel 1437 dal vescovo di Treviso, che nel suo interno aveva nel mezzo della navata delle transenne per la divisione dei sessi. Nel 1727 la chiesa venne ampliata e subì importanti interventi strutturali: si spostò probabilmente l'entrata da ovest verso est e si costruì l'absidedove. Nel 1755 si eresse l'altare maggiore con due belle statue e un bel paliotto in marmo policromo. Nel 1752 si costruì il pavimento in marmo a lastroni bianchi e rossi e nel 1777, dopo quasi un secolo di continui lavori, il vescovo di Treviso, Paolo Francesco Giustiniani, la consacrò dedicandola alla Purificazione della Beata Vergine Maria. E' una delle più belle chiese della diocesi di Treviso, nel cui interno possiamo ammirare una bella pala raffigurante "San Rocco", che fu rimessa sull'altare dedicato all'omonimo Santo dopo essere stata trafugata, e "i bellissimi affreschi del pittore veneziano Sebastiano Santi, che visse a Loreggiola negli ultimi anni della sua vita, dove aveva un consistente patrimonio". Il campanile, del sec.XVI, è in stile tardo romanico, probabilmente costruito su resti di una torre d'età romana che i Camposampiero usavano come vedetta del castello; la cuspide e la cella campanaria sono del 1736.

Parrocchia di Loreggiola

Il 24 aprile 1906, Monsignor Andrea Giacinto Longhin, il vescovo della Diocesi di Treviso di allora, istituì la curazia di Loreggiola dedicata al ritrovamento della Santa Croce, in seguito alla richiesta degli abitanti della frazione.

La Parrocchia verrà istituita il 29 ottobre 1911 e verrà dedicata alla Beata Vergine Maria Immacolata con festa da celebrarsi l'8 dicembre. Il primo parroco sarà Giovanni Bernardi, nato a Paderno d'Asolo (TV).

La costruzione della chiesa

La prima preoccupazione di Don Carlo Pemaro, nominato parroco nel 1919, è quella di costruire una nuova chiesa, che prenda il posto di quella vecchia, ormai diventata decisamente troppo piccola. La posa della prima pietra viene effettuata il 26 gennaio 1925 dal Vescovo Longhin e la costruzione durerà cinque anni, fino alla benedizione il 16 novembre del 1930.

La progettazione e la direzione dei lavori vengono effettuate prima dall'architetto J. Landini e poi dall'architetto Antonio Beni. La popolazione partecipa con grande generosità alla costruzione e tutti quelli che possono prestano volentieri la loro opera gratuitamente. Tutte le spese vengono sostenute dalla popolazione senza contributi esterni, nonostante le condizioni gnerali siano di estrema povertà.

L'altare maggiore verrà completato nel 1946, quello dedicato all'Immacolata verrà completato a spese di Giovanni Longo, mentre quello di San Pio X sarà consacrato nel 1960 dal vescovo Antonio Mistrorigo. Nel 1969 viene effettuata la motorizzazione elettrica delle campane e viene installato l'orologio nel campanile. Nel 1970 verrà costruito il pavimento in marmo, mentre nel 1975 verrà acquistato l'organo.