Rover / Scolte Scout

19 giugno 2020. Quella sera noi ragazzi del Noviziato Fenice ci siamo ritrovati, davanti alla Chiesa del nostro paesino, pronti per affrontare la cerimonia che ci avrebbe portati, a fine serata, a far ufficialmente parte del Clan dei Viaggiatori Liberi. Il sentimento comune che avevamo era la preoccupazione, derivante dal fatto che nessuno sapeva cosa o come e dove avremo fatto il passaggio.

Sbrigate le procedure Covid-19 tra moduli firmati, mascherina, termometri, gel disinfettante e distanziamento la serata è iniziata tranquillamente. I ragazzi del Clan, ad ogni tappa, ci hanno letto alcune loro riflessioni sui 5 valori da portare avanti nel nostro cammino (il servizio, la comunità, la fede, la strada e lo scouting). Ogni ragazzo ne ha spiegato uno e alla fine del percorso avevamo fatto il giro intorno alla Chiesa, fermandoci esattamente davanti alla porta del campanile. E purtroppo, o forse per fortuna, la porta del campanile c’entrava. Ricordate quel passo che nomina il cammello e la cruna dell’ago ??!!

Solo quando Eliseo ha estratto dalla tasca una chiave e l’ha inserita nella serratura della porta del campanile abbiamo capito le intenzioni. Eh già dovevamo salire su quelle piccole e ripide scale di ferro e tentare di raggiungere la cima. È stata una sfida inaspettata ma al contempo entusiasmante. A causa di alcune difficoltà qualcuno del noviziato, non è salito, ma a gruppi con i nostri capi Damiano e Eliseo abbiamo potuto godere della splendida vista.

Alla fine di un breve momento di preghiera e di riflessione siamo scesi, dopo aver rimesso i piedi a terra, ci è stata consegnato un piccolo lumino spento dentro un vasetto di vetro e ci siamo incamminati verso la location della cerimonia. Il lumino rappresenta lo Spirito Santo ma spetta a noi decidere quando accenderLo e tenerlo vivo.

Arrivati al parco Baden-Powell abbiamo notato il braciere con il fuoco… iniziava così la vera e propria cerimonia. Prima di iniziare a ognuno di noi ci vennero consegnati, del sale (simbolo del fatto che quando uno di noi non c’è gli altri ne sentono la mancanza, come un piatto non condito risulta insipido), un piccolo quaderno, detto “Taccuino di marcia”, con il nostro nome di Caccia inciso, e un fiammifero (simbolo del fatto che ogni opportunità deve essere sfruttata nel momento giusto perché non ce ne sarà un’altro, come un fiammifero che una volta acceso non si può più riutilizzare). Successivamente dovevamo avvicinarci al braciere e ai ragazzi del Clan, presentarci e spiegare brevemente i motivi che sostenevano la decisione di entrare nella branca, leggere un passo del Vangelo che avevamo meditato e lanciare un tizzone (tizzone dell’ultimo fuoco del campo di Reparto) nel braciere simbolo del contributo che portiamo al gruppo.

Per festeggiare siamo ritornati in parrocchia, sotto il capannone, e ci siamo abbandonati a un grande momento di festa e di condivisione, abbiamo mangiato, bevuto e soprattutto riso anche se dietro una mascherina. Alla fine di questa serata siamo tornati a casa tutti consapevoli della nuova strada che abbiamo imboccato, strada che porterà sfide, cadute, difficoltà ma anche gioie, avventure e forti relazioni.

Clan dei Viaggiatori Liberi

Cerbiatto Socievole

20200619 sac

Vi è mai capitato di andare a fare la spesa, arrivare fino allo scaffale dei Wafer e fermarsi a contemplare indecisi la moltitudine di pacchetti per diverse ore? Solitamente questo non succede perché nel momento stesso che arriviamo nella corsia, la nostra mente, basandosi sui pregiudizi e sugli stereotipi che ha appreso fin d’ora, decide quali Wafer scegliere. Se, per esempio, non ci cambia nulla e siamo pigri, allora prendiamo il primo che capita, se siamo dei perfezionisti, invece, potremmo rimanere lì a tastare i vari pacchetti per scegliere quale sia il migliore, almeno finché non arriva il commesso a chiedere di non farlo.

Quello che facciamo, in ogni caso, è una discriminazione. Può sembrare strano perché la discriminazione è un’azione negativa, ma pensandoci bene, se tutti scegliessero una tale marca ed un tale gusto, le altre aziende fallirebbero. Certo, possiamo sempre dire che non è colpa nostra o che è così esigua da fare la stessa fine dei numeri millesimali quando si fa fisica a scuola. Possiamo semplicemente non porci il problema, del resto, se la ditta che fa i nostri prodotti preferiti rimane sul mercato, allora per noi non ci sono problemi.

In questo periodo di crisi ogni scelta costa molti sacrifici ed è sempre più difficile pensare anche agli altri. Si comincia a pensare che se ognuno bada a se stesso tutti stanno bene.

Ora che, oltretutto, non possiamo nemmeno più vederci come vogliamo, ora che se anche ci troviamo a due o tre metri di distanza sembriamo separati dalla paura per qualcosa di invisibile, l'altro diventa una verità sempre più lontana. Ognuno ha la sua coscienza e ognuno ce l’ha diversa: noi del Clan dei Viaggiatori Liberi di Loreggia 1, non scriviamo questo articolo per giudicare o per insegnare.

Abbiamo scelto ad inizio anno di intraprendere il percorso di un Capitolo molto più serio e difficile di quanto pensavamo, ma che alla fine ci ha fatto cambiare, speriamo in meglio. La triste verità è che anche noi, come pure i nostri capi che ci guidano, siamo pieni di preferenze, di abitudini e di pregiudizi e, come tutti, anche noi facciamo discriminazione. Non possiamo quindi metterci a distribuire lezioni di vita agli altri come se nulla fosse, ci sembra chiaro.

Scriviamo questo articolo come conclusione del Capitolo, finalmente, del cammino che abbiamo percorso a metà dell’anno e che ormai ci ha stremati. Ma come succede con le escursioni in montagna, il punto è arrivare alla cima per poi godersi il panorama e rendere tesoro l’esperienza fatta. A nessuno piacerebbe scalare una montagna infinita senza uno scopo e questo è quello che per noi Rover rappresenta questo articolo.

Una volta scelto il capitolo dal titolo “Stereotipi, pregiudizi e discriminazioni” abbiamo innanzitutto provato a dare ognuno le nostre definizioni. Fosse finita lì, lo stereotipo sarebbe stato tutto e niente. Eravamo molto sicuri di sapere cosa fossero perché ne avevamo già parlato in famiglia, a catechismo, a scuola, con gli amici e in altri posti per chi ci è andato, ma continuare un elenco tanto lungo non ci sembra il caso. Eppure, nonostante tutte le volte che li avevamo sentiti, le nostre idee erano, almeno in parte, diverse.

Ci siamo dunque rivolti a delle “esperte del settore”, le cosiddette “Piattaforme” di Internet. Da vere conoscitrici dell’argomento ci hanno fornito delle definizioni complicate. Magari, lì per lì le avremmo potute anche capire, ma applicarle alle esperienze reali era un compito impossibile.

Ci abbiamo messo un po’ a semplificarle e probabilmente le abbiamo anche storpiate e alla fine le abbiamo scritte su un bel cartellone che ora è in sede e deve ancora essere finito, purtroppo l'epidemia ci ha bloccati.

Questo però non ci bastava ancora, ora che per noi erano comprensibili, volevamo capire se anche per le altre persone lo erano, e, in secondo luogo, volevamo sapere se concordassero o meno con l'opinione comune. Ci siamo messi d'impegno e abbiamo creato un questionario online per raccogliere altre informazioni da delle persone reali e fortunatamente in molti hanno gentilmente risposto alcune volte concordando con ciò che avevamo scritto altre volte facendoci riflettere sul fatto che poteva essere sbagliato.

Inizialmente pensavamo che il modulo di Google che avevamo scritto fosse la nostra cima, ma dopo aver riflettuto sui nuovi dati che avevamo letto ci siamo accorti che non eravamo ancora arrivati alla meta: avremmo potuto ancora migliorare e concludere. Dovevamo farlo perché avevamo fatto tutta quella fatica ad arrivare fin lì e ora mancava un ultimo sforzo.

Ci siamo incontrati nuovamente in videochiamata e in quello che è sembrato un pomeriggio interminabile abbiamo finalmente scritto la parola fine al nostro percorso.

Ciò che abbiamo compreso è che la discriminazione è un’azione completamente negativa ed è basata su stereotipi e pregiudizi a volte presi troppo seriamente. Bisogna ricordare che entrambi non sono certi e quindi è impensabile quasi inaccettabile offendere una persona solo per questi.

Gli stereotipi sono idee comuni che arrivano a noi attraverso altre persone, con i loro gesti e le loro parole. È importante fare attenzione a quello che gli altri ci dimostrano, vagliando le risposte con le nostre teste perché non sono certo inferiori alle altre. Ancora più indispensabile è prestare attenzione a quello che noi comunichiamo, specialmente ai più piccoli che, anche se non lo dimostrano sempre, provano un grande rispetto verso di noi.

I pregiudizi sono invece, come dice la parola, quelle opinioni che forse, in futuro, diverranno dei giudizi certi, ma che nel frattempo sono solo pensieri appena formati. Come vale per gli stereotipi, questi non sono solo negativi o solo positivi, la loro natura è identificata da come li interpretiamo e da come li formiamo.

Non possiamo vivere in un mondo senza pregiudizi e senza stereotipi perché sarebbe impossibile vivere, ma possiamo provare a costruire un nuovo mondo senza le discriminazioni: noi ci proveremo, ma ne saremo capaci?

Il Clan dei Viaggiatori Liberi

Loreggia 1

ROUTE, un’esperienza tutta nuova, iniziata giovedì 4 luglio 2019, attendeva il Noviziato Fenice del Loreggia 1: percorrere un tratto dell'Alta Via n° 1. Si tratta di un trekking nelle nostre meravigliose Alpi. 5 giorni di camminata passando per varie località come Passo Falzarego, Passo Giau, Città di Fiume, Lago Coldai, rif. Tissi, rif. Vazzoler e molti altri, con lo zaino sulle spalle come bagaglio e le tende come unico rifugio per dormire.

ROUTE, un’esperienza tutta nuova, iniziata giovedì 4 luglio 2019, attendeva il Noviziato Fenice del Loreggia 1: percorrere un tratto dell'Alta Via n° 1. Si tratta di un trekking nelle nostre meravigliose Alpi. 5 giorni di camminata passando per varie località come Passo Falzarego, Passo Giau, Città di Fiume, Lago Coldai, rif. Tissi, rif. Vazzoler e molti altri, con lo zaino sulle spalle come bagaglio e le tende come unico rifugio per dormire.

Lo scopo era quello di vivere sulla propria pelle il cammino, non solo in senso figurato ma anche letteralmente. La fatica di certo non è mancata ma gli splendidi paesaggi di montagna le davano un significato importante e ne allietavano la fatica. Durante la strada si sono presentate molte difficoltà, ma con l'aiuto reciproco siamo riusciti ad affrontarle senza grossi problemi e a raggiungere le mete preposte ogni giorno (anche in anticipo!!).

Forse non tutti sanno che le Dolomiti vengono chiamate anche Monti Pallidi a seguito di un prodigioso incantesimo avvenuto ai tempi dell’antico “Regno delle Dolomiti”, quando la roccia delle montagne aveva lo stesso colore delle Alpi. Tale regno era ricoperto di prati fioriti, boschi lussureggianti e laghi incantati, ma anche di selve impenetrabili, una in particolare, aveva al centro una roccia cava chiamata “il sasso delle streghe”. Ovunque si poteva respirare aria di felicità e armonia meno che nel castello reale perché …

Inizia così l’avventura che ha portato noi del Clan dei Viaggiatori Liberi a trascorrere cinque giorni tra le Dolomiti nel percorso chiamato Altavia numero 1 partendo da passo Falzarego, attraverso passo Giau, passo Staulanza, il lago Coldai fino a Listolade. Superando discese ripide (mai quanto le salite), asini, marmotte, pioggia, stelle cadenti, dove abbiamo imparato a sopravvivere nelle condizioni più ardue: di giorno 12°C e di notte vicina allo zero.

Armati di bastoni da montagna/neve, tende, fornelli, quintali di frutta secca e noccioline, bandane e ovviamente un immancabile ferro di cavallo, abbiamo vissuto i panorami più spettacolari delle Dolomiti. Tra questi ricordiamo la stellata al rifugio Città di Fiume e lo scenario del lago di Coldai dove Don Davide ci ha raggiunti per la Messa e dove durante la Veglia serale abbiamo riflettuto sul ruolo del Creatore nella silenziosa Natura e l’importanza che noi diamo ad essa. Il Libro di San Giovanni ci ha accompagnato durante tutto l’anno, ma in Route ha giocato un ruolo fondamentale per esempio, con la cornice del lago durante la lettura del Vangelo dei pescatori per arrivare a quella frase tanto bella quanto impegnativa: “… detto questo, aggiunse: "Seguimi".

La presenza di numerosi ruscelli ha fatto sì che potessimo inserire nei menù tonno e sgombro in dosi massicce. Menù che ha raggiunto l’apice nella fatidica gara di cucina tra le squadre “Carboidrati” e “Cereali”.

Nonostante le ristrettezze non ci siamo fatti mancare la cioccolata calda e panna: paradiso. Un po’ meno incantevole è stato il burro di malga che tentava invano di abbracciare gli spaghetti. Non ci siamo fatti mancare nemmeno una doccia; certo l’acqua non era esattamente delle temperature più sognate (paragonabile anzi all’olio di frittura delle patatine fritte), la durata non così apprezzabile (3 minuti, 1 scarso tentando di evitare la cottura, ma per gli uomini più fortunati addirittura 360 lunghi secondi), MA SEMPRE DOCCIA ERA NO?

La fatica è sempre stata ripagata dai panorami e dalle atmosfere create in un gruppo piccolo ma ben compatto, abbiamo scoperto le priorità della vita tra il lavoro, l’orgoglio, l’amore, la famiglia, i soldi, gli amici e … tanto che al ritorno eravamo desiderosi di tornare a Loreggia a piedi dalla stazione di Camposampiero ma, a causa del solito guastafeste Eliseo, abbiamo dovuto avvalerci delle automobili.

Ringraziamo i capi Eliseo e Desirée che ci hanno accompagnati nella Route e durante l’anno, don Davide che non ha mai fatto mancare la sua presenza seppur con tanti impegni e le famiglie De Fanti Bernard e Tessaro che ci hanno riforniti e alleggeriti a metà percorso.

… la storia è finita con il classico “ e vissero tutti felici e contenti” e noi, del Clan del Loreggia 1, (Alice, Anna, Silvia e Thomas) saremo ben lieti di mostrarvi quei posti speciali dove il Creato si manifesta in tutta la sua bellezza.

Buona strada

Anna e Alice

 

2017 Route Alta Via N1 003

 

2017 Route Alta Via N1 178

 

 

Sabato 28 aprile, giornata di sole né troppo calda né troppo fredda: ideale per una camminata. Tre baldi giovani del Clan/Fuoco hanno quindi deciso di mettersi in marcia con i loro zaini super leggeri verso Castelfranco Veneto, nonostante il disorientamento iniziale. Il cammino è iniziato con il Vangelo di Matteo e con una prima domanda su cui riflettere: “Le leggi del codice civile concordano con gli insegnamenti del Vangelo?” a questa ne sono susseguite altre 3 riguardanti il rispetto delle regole a scuola, le regole in famiglia e la Legge Scout. Giunti all’oratorio della Pieve e dopo un fresco gelato abbiamo dato inizio alle attività incentrate per una futura composizione della “Carta di Clan” (lo strumento con cui il Clan fissa degli obiettivi e i mezzi con cui realizzarli).

Abbiamo quindi individuato i “pesi” che come Comunità portiamo sempre sulle spalle … anche fisicamente! Infatti sotto lo stupore dei nostri sguardi, i nostri zaini, dapprima considerati “super leggeri” contenevano un sasso dal peso modesto. Come sono finiti dei sassi dentro ai nostri zaini? Questo rimane un mistero... sicuramente ora, dopo averli tolti, le nostre spalle ringraziano.

Alle volte portiamo pesi che ci schiacciano, e non ce ne accorgiamo, ma una volta tolti tutto è più leggero e le cose sono più semplici nel raggiungerle. Alle volte basta condividere le proprie ricchezze, i propri valori, accantonando lo smartphone perché non ha tutte le risposte e forse alle volte è solo un peso in più.

Abbiamo poi proseguito le attività individuando i punti di forza e di debolezza del nostro Clan/fuoco: non è stato facile, lo ammettiamo e le nostre poche meningi si sono spremute per bene. Verso l’imbrunire sentivamo quindi il bisogno di energia, che abbiamo ricevuto con una cena di lusso che comprendeva due primi, un secondo abbandonante, un contorno pieno di fibra … ma soprattutto … l’elemento immancabile: il dolce stra buono! (Grazie Desirèe)

La sera abbiamo sfoggiato i nostri calzoni corti con una passeggiata nel centro di Castelfranco V.to assieme a don Davide e ci siamo poi coricati per una nottata che è stata silenziosa solo per pochi...beati loro. (Grazie Eliseo)

La mattina seguente il sole splendeva, gli uccellini cantavano così come la nostra sveglia, e dopo una colazione abbondante ci siamo recati alla S. Messa nel duomo di Castelfranco e abbiamo concluso la nostra uscita formulando una società ideale decidendo i valori, le regole, la modalità di risoluzione delle controversie e le sanzioni per i trasgressori, riscontrando qualche difficoltà negli ultimi due punti.

Dopo questa intensa uscita è doveroso ringraziare i Capi Desirèe e Eliseo che riescono a trovare le attività adatte e a dedicare il loro tempo, al nostro numero talvolta molto ristretto di componenti Alice, Anna, Thomas e Silvia, a don Davide che riesce ad essere ovunque e l’oratorio della Pieve che ci ha ospitati! Grazie

Silvia

Totem Colibrì Affidabile

 

20170430 Uscita Castelfranco

 

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