Rover / Scolte Scout

Scelto per te

Vi è mai capitato di andare a fare la spesa, arrivare fino allo scaffale dei Wafer e fermarsi a contemplare indecisi la moltitudine di pacchetti per diverse ore? Solitamente questo non succede perché nel momento stesso che arriviamo nella corsia, la nostra mente, basandosi sui pregiudizi e sugli stereotipi che ha appreso fin d’ora, decide quali Wafer scegliere. Se, per esempio, non ci cambia nulla e siamo pigri, allora prendiamo il primo che capita, se siamo dei perfezionisti, invece, potremmo rimanere lì a tastare i vari pacchetti per scegliere quale sia il migliore, almeno finché non arriva il commesso a chiedere di non farlo.

Quello che facciamo, in ogni caso, è una discriminazione. Può sembrare strano perché la discriminazione è un’azione negativa, ma pensandoci bene, se tutti scegliessero una tale marca ed un tale gusto, le altre aziende fallirebbero. Certo, possiamo sempre dire che non è colpa nostra o che è così esigua da fare la stessa fine dei numeri millesimali quando si fa fisica a scuola. Possiamo semplicemente non porci il problema, del resto, se la ditta che fa i nostri prodotti preferiti rimane sul mercato, allora per noi non ci sono problemi.

In questo periodo di crisi ogni scelta costa molti sacrifici ed è sempre più difficile pensare anche agli altri. Si comincia a pensare che se ognuno bada a se stesso tutti stanno bene.

Ora che, oltretutto, non possiamo nemmeno più vederci come vogliamo, ora che se anche ci troviamo a due o tre metri di distanza sembriamo separati dalla paura per qualcosa di invisibile, l'altro diventa una verità sempre più lontana. Ognuno ha la sua coscienza e ognuno ce l’ha diversa: noi del Clan dei Viaggiatori Liberi di Loreggia 1, non scriviamo questo articolo per giudicare o per insegnare.

Abbiamo scelto ad inizio anno di intraprendere il percorso di un Capitolo molto più serio e difficile di quanto pensavamo, ma che alla fine ci ha fatto cambiare, speriamo in meglio. La triste verità è che anche noi, come pure i nostri capi che ci guidano, siamo pieni di preferenze, di abitudini e di pregiudizi e, come tutti, anche noi facciamo discriminazione. Non possiamo quindi metterci a distribuire lezioni di vita agli altri come se nulla fosse, ci sembra chiaro.

Scriviamo questo articolo come conclusione del Capitolo, finalmente, del cammino che abbiamo percorso a metà dell’anno e che ormai ci ha stremati. Ma come succede con le escursioni in montagna, il punto è arrivare alla cima per poi godersi il panorama e rendere tesoro l’esperienza fatta. A nessuno piacerebbe scalare una montagna infinita senza uno scopo e questo è quello che per noi Rover rappresenta questo articolo.

Una volta scelto il capitolo dal titolo “Stereotipi, pregiudizi e discriminazioni” abbiamo innanzitutto provato a dare ognuno le nostre definizioni. Fosse finita lì, lo stereotipo sarebbe stato tutto e niente. Eravamo molto sicuri di sapere cosa fossero perché ne avevamo già parlato in famiglia, a catechismo, a scuola, con gli amici e in altri posti per chi ci è andato, ma continuare un elenco tanto lungo non ci sembra il caso. Eppure, nonostante tutte le volte che li avevamo sentiti, le nostre idee erano, almeno in parte, diverse.

Ci siamo dunque rivolti a delle “esperte del settore”, le cosiddette “Piattaforme” di Internet. Da vere conoscitrici dell’argomento ci hanno fornito delle definizioni complicate. Magari, lì per lì le avremmo potute anche capire, ma applicarle alle esperienze reali era un compito impossibile.

Ci abbiamo messo un po’ a semplificarle e probabilmente le abbiamo anche storpiate e alla fine le abbiamo scritte su un bel cartellone che ora è in sede e deve ancora essere finito, purtroppo l'epidemia ci ha bloccati.

Questo però non ci bastava ancora, ora che per noi erano comprensibili, volevamo capire se anche per le altre persone lo erano, e, in secondo luogo, volevamo sapere se concordassero o meno con l'opinione comune. Ci siamo messi d'impegno e abbiamo creato un questionario online per raccogliere altre informazioni da delle persone reali e fortunatamente in molti hanno gentilmente risposto alcune volte concordando con ciò che avevamo scritto altre volte facendoci riflettere sul fatto che poteva essere sbagliato.

Inizialmente pensavamo che il modulo di Google che avevamo scritto fosse la nostra cima, ma dopo aver riflettuto sui nuovi dati che avevamo letto ci siamo accorti che non eravamo ancora arrivati alla meta: avremmo potuto ancora migliorare e concludere. Dovevamo farlo perché avevamo fatto tutta quella fatica ad arrivare fin lì e ora mancava un ultimo sforzo.

Ci siamo incontrati nuovamente in videochiamata e in quello che è sembrato un pomeriggio interminabile abbiamo finalmente scritto la parola fine al nostro percorso.

Ciò che abbiamo compreso è che la discriminazione è un’azione completamente negativa ed è basata su stereotipi e pregiudizi a volte presi troppo seriamente. Bisogna ricordare che entrambi non sono certi e quindi è impensabile quasi inaccettabile offendere una persona solo per questi.

Gli stereotipi sono idee comuni che arrivano a noi attraverso altre persone, con i loro gesti e le loro parole. È importante fare attenzione a quello che gli altri ci dimostrano, vagliando le risposte con le nostre teste perché non sono certo inferiori alle altre. Ancora più indispensabile è prestare attenzione a quello che noi comunichiamo, specialmente ai più piccoli che, anche se non lo dimostrano sempre, provano un grande rispetto verso di noi.

I pregiudizi sono invece, come dice la parola, quelle opinioni che forse, in futuro, diverranno dei giudizi certi, ma che nel frattempo sono solo pensieri appena formati. Come vale per gli stereotipi, questi non sono solo negativi o solo positivi, la loro natura è identificata da come li interpretiamo e da come li formiamo.

Non possiamo vivere in un mondo senza pregiudizi e senza stereotipi perché sarebbe impossibile vivere, ma possiamo provare a costruire un nuovo mondo senza le discriminazioni: noi ci proveremo, ma ne saremo capaci?

Il Clan dei Viaggiatori Liberi

Loreggia 1

Scelto per te

ROUTE, un’esperienza tutta nuova, iniziata giovedì 4 luglio 2019, attendeva il Noviziato Fenice del Loreggia 1: percorrere un tratto dell'Alta Via n° 1. Si tratta di un trekking nelle nostre meravigliose Alpi. 5 giorni di camminata passando per varie località come Passo Falzarego, Passo Giau, Città di Fiume, Lago Coldai, rif. Tissi, rif. Vazzoler e molti altri, con lo zaino sulle spalle come bagaglio e le tende come unico rifugio per dormire.

ROUTE, un’esperienza tutta nuova, iniziata giovedì 4 luglio 2019, attendeva il Noviziato Fenice del Loreggia 1: percorrere un tratto dell'Alta Via n° 1. Si tratta di un trekking nelle nostre meravigliose Alpi. 5 giorni di camminata passando per varie località come Passo Falzarego, Passo Giau, Città di Fiume, Lago Coldai, rif. Tissi, rif. Vazzoler e molti altri, con lo zaino sulle spalle come bagaglio e le tende come unico rifugio per dormire.

Lo scopo era quello di vivere sulla propria pelle il cammino, non solo in senso figurato ma anche letteralmente. La fatica di certo non è mancata ma gli splendidi paesaggi di montagna le davano un significato importante e ne allietavano la fatica. Durante la strada si sono presentate molte difficoltà, ma con l'aiuto reciproco siamo riusciti ad affrontarle senza grossi problemi e a raggiungere le mete preposte ogni giorno (anche in anticipo!!).

Scelto per te

Forse non tutti sanno che le Dolomiti vengono chiamate anche Monti Pallidi a seguito di un prodigioso incantesimo avvenuto ai tempi dell’antico “Regno delle Dolomiti”, quando la roccia delle montagne aveva lo stesso colore delle Alpi. Tale regno era ricoperto di prati fioriti, boschi lussureggianti e laghi incantati, ma anche di selve impenetrabili, una in particolare, aveva al centro una roccia cava chiamata “il sasso delle streghe”. Ovunque si poteva respirare aria di felicità e armonia meno che nel castello reale perché …

Inizia così l’avventura che ha portato noi del Clan dei Viaggiatori Liberi a trascorrere cinque giorni tra le Dolomiti nel percorso chiamato Altavia numero 1 partendo da passo Falzarego, attraverso passo Giau, passo Staulanza, il lago Coldai fino a Listolade. Superando discese ripide (mai quanto le salite), asini, marmotte, pioggia, stelle cadenti, dove abbiamo imparato a sopravvivere nelle condizioni più ardue: di giorno 12°C e di notte vicina allo zero.

Armati di bastoni da montagna/neve, tende, fornelli, quintali di frutta secca e noccioline, bandane e ovviamente un immancabile ferro di cavallo, abbiamo vissuto i panorami più spettacolari delle Dolomiti. Tra questi ricordiamo la stellata al rifugio Città di Fiume e lo scenario del lago di Coldai dove Don Davide ci ha raggiunti per la Messa e dove durante la Veglia serale abbiamo riflettuto sul ruolo del Creatore nella silenziosa Natura e l’importanza che noi diamo ad essa. Il Libro di San Giovanni ci ha accompagnato durante tutto l’anno, ma in Route ha giocato un ruolo fondamentale per esempio, con la cornice del lago durante la lettura del Vangelo dei pescatori per arrivare a quella frase tanto bella quanto impegnativa: “… detto questo, aggiunse: "Seguimi".

La presenza di numerosi ruscelli ha fatto sì che potessimo inserire nei menù tonno e sgombro in dosi massicce. Menù che ha raggiunto l’apice nella fatidica gara di cucina tra le squadre “Carboidrati” e “Cereali”.

Nonostante le ristrettezze non ci siamo fatti mancare la cioccolata calda e panna: paradiso. Un po’ meno incantevole è stato il burro di malga che tentava invano di abbracciare gli spaghetti. Non ci siamo fatti mancare nemmeno una doccia; certo l’acqua non era esattamente delle temperature più sognate (paragonabile anzi all’olio di frittura delle patatine fritte), la durata non così apprezzabile (3 minuti, 1 scarso tentando di evitare la cottura, ma per gli uomini più fortunati addirittura 360 lunghi secondi), MA SEMPRE DOCCIA ERA NO?

La fatica è sempre stata ripagata dai panorami e dalle atmosfere create in un gruppo piccolo ma ben compatto, abbiamo scoperto le priorità della vita tra il lavoro, l’orgoglio, l’amore, la famiglia, i soldi, gli amici e … tanto che al ritorno eravamo desiderosi di tornare a Loreggia a piedi dalla stazione di Camposampiero ma, a causa del solito guastafeste Eliseo, abbiamo dovuto avvalerci delle automobili.

Ringraziamo i capi Eliseo e Desirée che ci hanno accompagnati nella Route e durante l’anno, don Davide che non ha mai fatto mancare la sua presenza seppur con tanti impegni e le famiglie De Fanti Bernard e Tessaro che ci hanno riforniti e alleggeriti a metà percorso.

… la storia è finita con il classico “ e vissero tutti felici e contenti” e noi, del Clan del Loreggia 1, (Alice, Anna, Silvia e Thomas) saremo ben lieti di mostrarvi quei posti speciali dove il Creato si manifesta in tutta la sua bellezza.

Buona strada

Anna e Alice

 

2017 Route Alta Via N1 003

 

2017 Route Alta Via N1 178

 

 
Scelto per te

Sabato 28 aprile, giornata di sole né troppo calda né troppo fredda: ideale per una camminata. Tre baldi giovani del Clan/Fuoco hanno quindi deciso di mettersi in marcia con i loro zaini super leggeri verso Castelfranco Veneto, nonostante il disorientamento iniziale. Il cammino è iniziato con il Vangelo di Matteo e con una prima domanda su cui riflettere: “Le leggi del codice civile concordano con gli insegnamenti del Vangelo?” a questa ne sono susseguite altre 3 riguardanti il rispetto delle regole a scuola, le regole in famiglia e la Legge Scout. Giunti all’oratorio della Pieve e dopo un fresco gelato abbiamo dato inizio alle attività incentrate per una futura composizione della “Carta di Clan” (lo strumento con cui il Clan fissa degli obiettivi e i mezzi con cui realizzarli).

Abbiamo quindi individuato i “pesi” che come Comunità portiamo sempre sulle spalle … anche fisicamente! Infatti sotto lo stupore dei nostri sguardi, i nostri zaini, dapprima considerati “super leggeri” contenevano un sasso dal peso modesto. Come sono finiti dei sassi dentro ai nostri zaini? Questo rimane un mistero... sicuramente ora, dopo averli tolti, le nostre spalle ringraziano.

Alle volte portiamo pesi che ci schiacciano, e non ce ne accorgiamo, ma una volta tolti tutto è più leggero e le cose sono più semplici nel raggiungerle. Alle volte basta condividere le proprie ricchezze, i propri valori, accantonando lo smartphone perché non ha tutte le risposte e forse alle volte è solo un peso in più.

Abbiamo poi proseguito le attività individuando i punti di forza e di debolezza del nostro Clan/fuoco: non è stato facile, lo ammettiamo e le nostre poche meningi si sono spremute per bene. Verso l’imbrunire sentivamo quindi il bisogno di energia, che abbiamo ricevuto con una cena di lusso che comprendeva due primi, un secondo abbandonante, un contorno pieno di fibra … ma soprattutto … l’elemento immancabile: il dolce stra buono! (Grazie Desirèe)

La sera abbiamo sfoggiato i nostri calzoni corti con una passeggiata nel centro di Castelfranco V.to assieme a don Davide e ci siamo poi coricati per una nottata che è stata silenziosa solo per pochi...beati loro. (Grazie Eliseo)

La mattina seguente il sole splendeva, gli uccellini cantavano così come la nostra sveglia, e dopo una colazione abbondante ci siamo recati alla S. Messa nel duomo di Castelfranco e abbiamo concluso la nostra uscita formulando una società ideale decidendo i valori, le regole, la modalità di risoluzione delle controversie e le sanzioni per i trasgressori, riscontrando qualche difficoltà negli ultimi due punti.

Dopo questa intensa uscita è doveroso ringraziare i Capi Desirèe e Eliseo che riescono a trovare le attività adatte e a dedicare il loro tempo, al nostro numero talvolta molto ristretto di componenti Alice, Anna, Thomas e Silvia, a don Davide che riesce ad essere ovunque e l’oratorio della Pieve che ci ha ospitati! Grazie

Silvia

Totem Colibrì Affidabile

 

20170430 Uscita Castelfranco

 

Scelto per te

Era il 6 Gennaio 2017, quando noi dello spopolato Clan Viaggiatori Liberi di Loreggia 1 ci ritrovammo in piazza a Loreggia per prepararci alla partenza per il campo invernale di quest’anno. Finita la SS. Messa e ad un piccolo ristoro al bar, come fanno i migliori guerrieri prima della battaglia, partimmo insieme a Don Davide, alla Comunità Capi e agli ex “Partenti” verso Caoria.

Dopo estenuanti ore di viaggio difficili da passare (se come la sottoscritta si ha problemi in fatto di bagno …), tra chiacchierate di scuola e quiz per la patente siamo finalmente arrivati alla meta. Preso possesso del fortino nella bellissima vallata senza un fiocco di neve, sistemammo le nostre cose e ci organizzammo per la cerimonia della Clara, Totem “Volpe Riflessiva”, che con il tema della “libertà” a concluso il suo cammino in Clan/Fuoco raggiungendo la sua meta. In una accogliente cappella dedicata alla Madonna di Lourdes, siamo stati “spaziodimensionati” indietro di 12 anni quando Clara leggendo la Lettera della Partenza ci ha fatto rivivere, assieme a lei, tutte le avventure che lo scoutismo gli ha offerto in questi anni. Tra Promesse, uscite campi invernali ed estivi c’è stata una costante crescita verso il divenire un “buon cittadino”, come direbbe il nostro fondatore Baden-Powell.

Tutti assieme abbiamo banchettato al caldo nel nostro fortino festeggiando l’epifania e approfittando del esoso numero di commensali concludendo con l’amatissimo gioco di noi scout (e non solo): lupus in tabula! Infine, la nostra libera volpe, tornò a Loreggia con la sua famiglia venuta per assistere alla cerimonia assieme alla Co.Ca. che ringraziamo, lasciando noi (pochi ma buoni) alle nostre divertenti attività di guerrieri. La pattuglia animazione (super the best) fece il lancio del tema campo, uno dei Capitoli che affronteremo quest’anno con giochi super divertenti, se ve lo state chiedendo il tema è la “disabilità”. Raggiungemmo la nostra pista di neve artificiale dove iniziammo le attività, immedesimandoci in ragazzi con qualche disagio fisico e sensoriale. Provammo a giocare a “scalpo” e “ fazzoletto”, con scarsi risultati, perché alcuni di noi non potevano usare le mani o le gambe o la vista. Successivamente, alle ultime slittate sulla neve, tornammo al rifugio per affrontare insieme la condivisione nelle difficoltà incontrate nei giochi e ponendoci degli obbiettivi personali da raggiungere durante l’anno, terminando la giornata con la compieta.

Il giorno 7 gennaio, dopo colazione, abbiamo accolto il Signore alla SS. Messa “fatta in casa” (come mi piace definirla) dal nostro Don Davide.Con un gioco dell’oca della la pattuglia liturgia svelò il tema sulla catechesi di quest’anno: San Giovanni Apostolo. Né seguì un altro gioco su una grande e colorata scacchiera tridimensionale, che tramite coordinate, combattemmo a squadre per conquistare gli indizi sulla vita dell’Apostolo Giovanni che poi ci fu spiegata da Don Davide dove noi integrammo con le nostre idee. Questo fondamentale evangelista ci seguirà durante l’anno per darci la possibilità di conosce meglio Gesù nel realizzare il suo messaggio d’Amore. Dopo pranzo ci precipitammo sulla neve per una staffetta con interessanti domande sulla disabilità che poi furono spiegate una volta tornati a “casa” dalla pattuglia animazione. Gli ultimi giochi sulla neve e scivolate improvvisate prima del rientro con il nostro magico “bob dei poveri” e buste in nylon che rendono noi scout umili e speciali … e un saluto al laghetto ghiacciato conosciuto due anni prima, risvegliando in noi divertenti ma freddi ricordi. Tornati alla clan-caverna fortificata, ci venne a trovare il parroco di Caoria Don Nicola che si accertò che lo stupendo alloggio fosse di nostro gradimento e ci augurò un buon proseguimento. Finì anche la seconda nonché penultima giornata di campo con un estremo ragionamento nel riportare le attività, la catechesi, i servizi, del programma dell’anno, in obiettivi personali, che affronteremo insieme in questo 2017 come comunità di Clan/Fuoco.

L’8 gennaio inizio con la SS. Messa, e continuò con la verifica del campo in cui fu trascritto tutto dall’artista Agniusca del Clan soprannominata “macchina da scrivere umana”, pranzammo e pulimmo prima di lasciare quel confortevole rifugio.

Ringraziamo il parroco Don Nicola per l’ospitalità i nostri capi Desirèe e Eliseo, Don Davide per il Tempo (con la T maiuscola) che ci ha dedicato, a noi pochi bravi e belli, e a tutti voi per la pazienza di arrivare fin qui nella lettura. Alla prossima.

Greta

Totem Ermellino Tranquillo

 

20170106 08 Campo Inv Caoria 1

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