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Notizie da fuori della parrocchia

Carissimi fratelli e sorelle, vi scrivo questa mia prima lettera pastorale in un tempo difficile, denso di incertezze e di fatiche per il mondo intero. Dopo un anno dal mio arrivo in diocesi a Treviso, so che attendete che vi possa indicare il cammino da compiere insieme nell’anno pastorale che stiamo vivendo.

La prossima Giornata Mondiale della Gioventù sarà nel 2023 mentre l'Incontro Mondiale delle Famiglie nel 2022: è quanto apprendiamo dalla dichiarazione odierna del direttore della Sala Stampa della Santa Sede.

A causa dell’attuale situazione sanitaria e delle sue conseguenze sullo spostamento e l’aggregazione di giovani e famiglie, il Santo Padre, insieme al Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, ha ritenuto di posporre di un anno il prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma a Roma nel giugno del 2021, e la prossima Giornata Mondiale della Gioventù, in programma a Lisbona nell’agosto del 2022, rispettivamente a giugno 2022 e ad agosto 2023.

L’ordinazione episcopale di Monsignor Michele Tomasi, vescovo eletto della nostra diocesi, è prevista per sabato 14 settembre alle ore 12:00 nella Cattedrale di Bressanone (BZ). L’ingresso in diocesi di Treviso è fissato per domenica 6 ottobre alle 16:00. Venerdì 20 settembre alle ore 20:30 nel Tempio di S. Nicolò verrà celebrata la Messa di ringraziamento per il servizio pastorale del vescovo Gianfranco Agostino Gardin e il saluto del presbiterio e della diocesi.

È un’iniziativa nuova, sponsorizzata dall’ufficio diocesano della pastorale sociale e del lavoro di Treviso, che potrebbe suscitare l’interesse del mondo del lavoro. Si terrà sabato 4 maggio alle ore 17:00 presso “Krelamp” di Piombino Dese, in Via Pacinotti 24.

Per guardare il volto dei poveri «senza arrossire», bisogna «offrire soluzioni concrete e reali» per vincere «la battaglia contro la fame e la povertà». Con queste parole il Papa si è rivolto al Consiglio dei Governatori del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo incontrato presso la Fao a Roma.
Francesco ha esordito citando «i bisogni e le necessità della moltitudine di nostri fratelli che soffrono nel mondo», i quali «vivono situazioni precarie: l’aria è inquinata, le risorse naturali impoverite, i fiumi contaminati, i suoli acidificati; non hanno acqua sufficiente per loro stessi e per le loro coltivazioni; le loro strutture sanitarie sono molto carenti, i loro alloggi sono scarsi e difettosi». «Queste realtà – ha quindi sottolineato - si prolungano nel tempo quando, dall’altra parte, la nostra società ha compiuto grandi progressi in tutti i campi del sapere».
Eppure, ha proseguito Francesco, «siamo di fronte ad una società che è capace di progredire nei suoi propositi di bene, e vincerà anche la battaglia contro la fame e la povertà, se solo lo vorrà seriamente». Di qui il suo auspicio che si possa un giorno «ascoltare – non come uno slogan ma come una verità: "La fame non ha presente né futuro. Solo passato"». Per realizzare questo obiettivo, secondo Francesco, «è necessario l’aiuto della comunità internazionale, della società civile e di quanti possiedono risorse». «Le responsabilità non si evadono, scaricandole dall’uno all’altro, ma vanno assunte per offrire soluzioni concrete e reali».

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