La conversione di Pietro - Route sulla Via Francigena 2015
- Dettagli
- Categoria: Vita parrocchiale
“Ragazzi, voi che siete giovani potete aiutarci a scaricare la spesa che abbiamo in macchina?”; “Good morning, I'm sorry the place fifteen, sixteen wagon nine are occupied?”; “Vi offriamo qualcosa noi...” e “Per arrivare su prendiamo l'autobus!” sono le frasi che non potremo dimenticare (soprattutto la seconda) di questa Route che ci ha portato a Siena ri-calpestando le orme di tre illustri pellegrini (e un cavallo). Ma partiamo dall'inizio...
Il nostro di quest'anno è stato un campo mobile (Route) sulla via Francigena, un itinerario di pellegrinaggio che unisce Canterbury a Roma. Abbiamo scelto di percorrere il tratto che va da Gambassi Terme (Firenze) a Siena dove siamo stati testimoni del “Miracolo Eucaristico”: le ostie consacrate incorrotte da ormai 300 anni, conservate nella Basilica di San Francesco.
Il tragitto prevedeva tappe tra i 15 e i 20km con le soste a San Gimignano (dove non ci ha fermato la pioggia torrenziale), Torraccia di Chiusi (dove non ci ha fermati la tentazione di una mitica piscina a filtro svedese e una straordinaria ospitalità), Colle Val d'Elsa, Monteriggioni, Castellina Scalo e Siena.
Durante il cammino ci è stata accanto la figura dell’Apostolo Pietro, non nella veste di Santo e guida del popolo cristiano ma di uomo con il suo rapporto con gli altri, con la fede e con Dio che come per noi è stato più volte controverso, “umano”. Ci hanno accompagnato anche altri tre personaggi che pare (o siamo noi a volerlo credere) abbiano percorso guarda caso il nostro stesso tratto di Via Francigena e sono stati esempi del motto che ben compendia l'avventura di questa Route: “la gioia di vivere deriva dall'incontro con nuove esperienze”. Le storie giusto un po' rivisitate di questi tre pellegrini ci hanno dato anche lo spunto per riflettere su alcuni aspetti del servizio e ciò ci ha portato a parlare del Punto della Strada, una verifica del nostro percorso di fede, scouting, strada, servizio e comunità per migliorarci e aiutare gli altri a fare altrettanto perché la condivisione del cammino, della fatica, delle nostre capacità ci rendono quel “gruppo coeso” con cui ci siamo definiti nella Carta di Clan.
Ma la nostra è stata anche un'esperienza che ha arricchito noi stessi, infatti tutti siamo stati esortati a “gettare la maschera” e esaltare le nostre capacità migliori magari aiutati da chi, secondo noi nel Clan, avrebbe potuto darci una mano.
Fondamentale, quasi provvidenziale, è stato in alcuni momenti l'aiuto di qualche toscano che, pur avendo un sistema di misurazione delle distanze un po' diverso dal nostro, ci ha aiutato a ritrovare la strada o ad asciugare noi e le nostre scarpe dalla pioggia.
La fatica della strada, il peso dello zaino e le vesciche non sono state sufficienti a frenarci da cacce al tesoro (e al cavallo), interessanti discussioni, una visita guidata a Siena tra contrade, bandiere, Basiliche, Duomo e la famosa piazza addobbata per il Palio. Non dimentichiamo un tour ultrarapido di Firenze mentre aspettavamo la coincidenza per casa.
Al campo ci siamo tolti la maschera che ogni giorno portiamo per guardarla con gli occhi del compagno accettando consapevolmente i nostri pregi e difetti, accettando noi stessi, la nostra umanità.
Per tutto questo dobbiamo ringraziare i capi: Eliseo, Irene, Myriam e Don Luca che ci hanno guidati in questo campo e durante tutto quest'anno che, dobbiamo ammetterlo, è risultato ben sopra le nostre aspettative. In particolare un grazie a Don Luca che non ci ha mai fatto mancare il suo aiuto fondamentale nell’ affrontare i molti temi della fede che non saremmo stati in grado di trattare senza la sua guida, ma anche nelle scelte quotidiane che ogni giorno ci chiamano a misurarci. Grazie alla sua umanità e alla passione per il servizio pastorale abbiamo potuto conoscere da vicino la conversione dell’Apostolo Pietro in Route ma soprattutto il vivere la fede nella comunità parrocchiale durante questi tre anni.
Cosa ci ha lasciato questo campo? Ognuno ha risposto a modo suo a questa domanda, ma nelle nostre risposte le parole più frequenti sono state “crescita”, “cammino”, “consapevolezza”.
Alice
Clan dei Viaggiatori Liberi, Loreggia 1
P.S. Se vi capiterà di peregrinare per la via Francigena, magari passando per Torraccia di Chiusi, portategli i nostri più caldi ringraziamenti per la generosa ospitalità e la cortesia offerta.
Una domenica con la Protezione Civile
- Dettagli
- Categoria: Vita parrocchiale
Tu, cosa puoi fare per rendere migliore e più sicuro il posto in cui vivi?
Questa è la domanda che ci siamo posti leggendo la Carta del Coraggio (vedi articolo precedente) scritta alla Route Nazionale 2014.
Da un paio di mesi, il nostro Clan dei Viaggiatori del Loreggia 1, sta affrontando un argomento, detto “Capitolo”, riguardante il territorio che ci circonda. Buona parte di questo capitolo è incentrato sull’analisi idrica del territorio. Abbiamo pertanto organizzato una serie di incontri con esperti del settore, con il responsabile della Protezione Civile e con il Sindaco Fabio Bui.
Il pezzo forte di questo capitolo è stata l’esercitazione con i volontari della Protezione Civile di Camposampiero organizzata dalla Pattuglia di Protezione Civile Scout della Zona Agesci di Castelfranco V.to. La pattuglia è riconoscibile perché se la tirano per il loro fazzolettone di colore arancio (sia chiaro che ne vorrei uno anch’io). L’obbiettivo dell’esercitazione è stato quello di capire cosa un normale cittadino può/deve fare in caso di esondazione nel proprio territorio.
Cosi, Domenica 28 Giugno, mentre tutta la popolazione si dedicava al meritato riposo domenicale, il nostro Clan ed i volontari della Protezione Civile erano sotto il sole cocente pronti per le grandi manovre. L’attività, durata tutta la mattina, ci ha insegnato a preparare e a posizionare i “mitici” sacchi di Sabbia, abbiamo simulato le operazioni che la protezione civile compie nel caso si apra un varco nel fiume, abbiamo finalmente capito cos’è il famigerato “fontanasso” e come va gestito. Infine un operatore sanitario ci ha mostrato alcune manovre di primo soccorso, da applicare nel caso in cui una persona si senta male. L’esercitazione ci ha inoltre insegnato che non bisogna mai dare nulla per scontato, neanche di saper usare un badile, abbiamo scoperto che per portare una carriola carica di sacchi di sabbia bisogna essere almeno in due ed abbiamo addirittura provato, con immensa soddisfazione, ad usare una “lancia per idranti”.
Per quel che ci riguarda l’attività che ci è stata proposta ha soddisfatto pienamente le nostre aspettative.
In conclusione, un sentito ringraziamento ai volontari della Protezione Civile che, nonostante il caldo, si sono prestati per l’attività rivelandosi capaci e molto disponibili. Un grazie anche alla pattuglia della protezione civile scout della zona e, in particolare a Romolo Canciani, che ci ha proposto con entusiasmo l’iniziativa.
Noi ci rivediamo a ottobre con la conclusione del Capitolo.
Buona strada
Gabbiano Spontaneo
Challenge 2015
- Dettagli
- Categoria: Vita parrocchiale
Con la mente caricata al massimo di energia ed entusiasmo e lo zaino pieno di indumenti pesanti per passare quella che si prospettava una notte a dir poco gelida, sabato 20 giugno siamo partiti nel far del giorno per il Challenge, un evento di zona per soli Noviziati. Il Challenge è una sfida, che si cimenta su più prove da superare lungo un percorso.
Ripartiti da Possagno con un lungo gregge di auto, sbagliato strada, rotto una frizione e attraversato una mandria di simpatiche mucche siamo (fortuitamente) arrivati a Malga Camparona un posto disperso sul monte Grappa a circa 1300 s.l.m.
Lì abbiamo subito montato le tende sotto una lieve pioggerellina e mangiato sotto una rovinosa grandinata al riparo in una stalla.
A causa delle complicazioni atmosferiche con circa un'ora di ritardo siamo stati divisi in pattuglie formate da tre (per i più fortunati/e quattro) persone provenienti da Noviziati di diversi gruppi scout della zona Agesci di Castelfranco V.to.
Con tante domande siamo dunque partiti alla volta delle postazioni con l’ausilio di bussola, cartina e coordinatometro, come i veri scout. Le tappe prevedevano attività riguardanti: sicurezza in Route, primo soccorso, montaggio tenda (la più estenuante!), messa in sicurezza in montagna, servizio antincendio, ponte tibetano, botanica e comunicazione radio.
Tornati al campo base, dopo aver coperto circa mezzo percorso, abbiamo partecipato alla SS. Messa. La cena sempre per pattuglia era un’altra prova per testare la nostra creatività e abilità ai fornelli, seguita da una scenetta con il gioco notturno che prevedeva il recupero di palloncini illuminati da starlight (ancora un’altra prova).
La preghiera serale ci ha fatto riflettere sui nostri talenti, bellissimo momento perché almeno questa non era una prova e tutti a dormire con un caldo te e un buon dolce.
Svegliate alle 6.30 da un urlo alquanto insolito in una splendente domenica, dopo aver fatto colazione, siamo partite con le nostre pattuglie per completare le prove che non avevamo fatto il sabato.
Concluso il percorso siamo tornati al campo pensando chi avesse vinto. Senza un attimo di tregua abbiamo smontato le tende, pranzato con la pasta preparata dalla cambusa e preparati per concludere l'evento. Il cerchio è iniziato con il mostrare a tutti il simbolo che meglio rappresentava il Talento scoperto in questo Challenge come chiedeva la preghiera del mattino, poi è stata premiata la pattuglia che aveva totalizzato più punti in tecnica e stile nelle varie prove sostenute.
Ringraziamo tutti i capi e volontari che nelle prove ci hanno insegnato cose nuove indispensabili per la Route e la cambusa per la pasta buonissima.
Il nostro super ringraziamento va a Myriam e Eliseo che hanno vissuto con noi questa avventura e che insieme a Irene e don Luca ci hanno supportate in tutto il percorso del Noviziato Fenice 2014/2015.
Buona strada.

Settimana Comunitaria 2015 del Clan
- Dettagli
- Categoria: Vita parrocchiale
Lunedì, 18 Maggio
Lunedì noi del clan viaggiatori liberi abbiamo iniziato la settimana comunitaria che consisteva nel vivere per una settimana nella casa del giovane tutti insieme, mantenendo il nostro stile di vita. Arrivati verso le 20.30, abbiamo depositato le nostre cose e abbiamo mangiato la cena da noi preparata.
Successivamente abbiamo svolto un’attività organizzata dal nostro amico Dario dove dopo aver visto un filmato piuttosto criptico dovevamo interpretarne il significato. Conclusa l’attività siamo ritornati su un clima più tranquillo per la preghiera serale, gestita dalla nostra pattuglia liturgia (Valentina, Clara, Anna e Irene), nell’angolo preghiera costruito da noi. Finita la serata siamo andati a dormire per prepararci alla movimentata giornata successiva.
Martedì, 19 Maggio
Alla mattina del martedì, dopo aver fatto colazione ed esserci preparati, ognuno ha preso la propria strada, c’è chi è andato a scuola, chi a lavoro e chi è rimasto a dormire. Tornati a “casa” nel pomeriggio ci aspettava un magnifico pranzo preparato dalla nostra Barbamamma (soprannome dato a Fabio durante la settimana), avendo orari diversi non tutti mangiavano insieme ma la compagnia si trovava sempre. Il pomeriggio era dedicato allo studio, ma alla sera ci si divertiva! Era invitato a cena da noi il sindaco Fabio Bui, a cui dovevamo parlare dei nostri progetti (pulire Loreggia e la serata che abbiamo in programma di fare assieme alla cittadinanza), esporre le nostre idee e ricevere dei consigli. Dopo cena, abbiamo pregato e siamo andati a dormire.
Ermellino Tranquillo
Mercoledì, 20 Maggio
Le sveglie suonano presto e ad orari differenti, ma nonostante la levataccia si è già arzilli per fare una ricca colazione assieme, e per trovare il tempo da dedicare a Dio. Dopo aver letto un brano del Vangelo di Giovanni, ci viene posta una domanda riguardante il credere in Gesù senza averlo visto, ognuno di noi durante il giorno troverà il suo tempo per riflettere.
La mattina viene trascorsa a scuola, università o lavoro, e quando si torna a casa per pranzo ci si sfama con abbondante pasta fredda, preparata da chi quella mattina ha pensato a tutti, e si discute delle ore trascorse tra i banchi di scuola. Il pomeriggio viene vissuto con ore di studio inteso, la preparazione dell’insalata di riso per il pranzo del giovedì, e la spesa per la cena avendo cura di ciò che si stava acquistando. Mercoledì sera infatti, tutta la Comunità Capi è stata nostra ospite. Alle 19.30 è iniziata la preparazione della cena, facendo attenzione alla giusta cottura dei cibi con l’esatto apporto di fibre. Ore 20:15 i commensali sono arrivati, muniti di gavette e gavettini, ma non erano ancora a conoscenza di cosa li attendeva. Poco dopo, infatti , stavano tutti correndo ed esplorando il primo piano della casa del giovane, alla ricerca dei loro piatti che la pattuglia animazione (Dario, Matteo, Giacomo e Alice) aveva astutamente nascosto. Ore 20:40 la cena inizia. Vengono serviti abbondanti gnocchi al ragù, frittata con pancetta e tanta verdura. Tra risa e scherza era quasi giunti l’ora del dolce. A quel punto la nostra pattuglia animazione decise che, chi voleva la torta, doveva conquistarla affrontando una dura prova di agilità e intelligenza. Al primo piano lungo il corridoio erano già pronte sedie, panche e ancora sedie e ancora panche, e una scala. I nostri impavidi capi divisi in due squadre dovevano superare tutti gli ostacoli e rispondere a delle interessanti domande riguardanti il Clan/Fuoco e i nostri Capi. Con salti, scivolate, capriole e acrobazie di tutti i generi, alla fine hanno vinto tutti. Con il dolce la serata è giunta al termine. Come ogni sera della nostra settimana comunitaria ci siamo raccolti in un momento di preghiera recitando la compieta e condividendo la riflessione riguardante la domanda mattutina. Ci siamo infine preparati per la terza notte.
Colibrì Affidabile
Giovedì, 21 Maggio
La giornata di giovedì è iniziata come al solito: sveglia divisi per piccoli gruppetti, colazione sostanziosa a base di thè, latte, caffè, biscotti e merendine di vario genere, seguita dalla preghiera mattutina davanti all'altare sapientemente preparato dalla pattuglia liturgia. Poi tutti a scuola, a lavoro o all'università! Alcuni di noi si sono poi ritrovati a pranzo in cui il menù prevedeva una fantastica insalata di riso preparata il giorno prima e frutta e verdura a volontà. Il pomeriggio è trascorso serenamente: c'era chi studiava, chi fingeva di studiare e chi nemmeno si sforzava di fingere. E così tra una cosa e l'altra arrivò la sera e iniziammo a preparare la cena che prevedeva come primo tortellini con panna e funghi e come secondo salsicce ed insalata. Durante la preparazione è venuto anche il nostro parroco Don Leone per salutarci e per controllare che fosse tutto a posto. Dobbiamo poi ricordare che quella sera è venuto a cenare da noi anche Don Luca, il nostro cappellano, che è stato estremamente soddisfatto della nostra cena. Dopo aver sparecchiato la tavola abbiamo fatto un'attività organizzata dalla pattuglia liturgia: una fantastica CACCIA ALLA PARABOLA! Divisi in gruppi dovevamo cercare delle pergamene con le parabole che abbiamo trattato durante l'anno nella catechesi. Poi seduti intorno a un tavolo abbiamo chiarito con Don Luca alcuni dei dubbi che ci sono venuti durante la trattazione di tali parabole. Perciò lo ringraziamo caldamente per la sua presenza e disponibilità. Infine dopo la preghiera serale tutti a nanna, per essere pronti alla giornata successiva.
Pantera Enigmatica
Venerdì, 22 Maggio
E fu sera e fu mattina. Ultimo giorno. Ultima faticosa mattina ad alzarsi prima del solito per non trovare la coda in bagno, ultima faticosa mattina a stare attenti a non pestare le altre persone scendendo dal “letto”, ultima faticosa mattina a cercare di essere tutti ingranaggi di un ben oliato meccanismo. Si è tutti intenti a fare il proprio dovere e il proprio interesse assieme agli altri: preparare la colazione, riordinare, preparare ciò che si mangerà a pranzo e pulire sono solo piccole attività materiali che spiegano cosa in questi intensi e faticosi 5 giorni il Clan dei Viaggiatori Liberi ha cercato di fare: essere uno nell'essere in molti.
E così mentre qualcuno ardeva tra i banchi scolastici, qualcun altro sudava sulle scrivanie del lavoro, qualcun' altra indossava il camicie bianco e qualcuno si rompeva la testa sui libri universitari cresceva il pensiero che quando si sarebbe tornati a casa non si avrebbe trovato il pranzo pronto, che la mamma prepara con cura, magari ci si sarebbe accontentati degli avanzi, ma ognuno dentro di sé sapeva che avrebbe ritrovato una parte del suo Clan a casa che lo aspettava: per fare le pulizie, per preparare la cena, o magari semplicemente per sapere come era andata la giornata.
Allora in serata, finite le pulizie, per lasciare la casa meglio di come l'avevamo trovata, e ripagare la fiducia di chi ne aveva permesso l'uso, ci siamo dedicati ad una abbondante verifica: ancora una volta noi con noi stessi per imparare ad alzare l'asticella del nostro obiettivo. Alzare il tiro per avere un grande rendimento da ciò che facciamo ogni giorno e che con questa esperienza è diventato un po' più nostra: la comunità.
O forse è meglio dire che noi siamo siamo diventati un po' più suoi.
Giaguaro Entusiasta
Buona Strada


Educazione al Senso Civico: puliamo Loreggia 2015
- Dettagli
- Categoria: Vita parrocchiale
Ammettetelo! Chi di voi non si è chiesto chi fossero quegli strani personaggi che con giubbetto catarifrangente ETRA, sacchi di plastica, guanti (ed è stato avvistato anche un carrello da supermarket!) che si aggiravano per Loreggia domenica 31 maggio 2015? Beh, eravamo noi scout e alcuni volenterosi cittadini che hanno partecipato alla manifestazione Puliamo Loreggia organizzata assieme al nostro Comune. Noi del Clan (età 17/20 anni) siamo stati particolarmente coinvolti in questa attività poiché stiamo sviluppando il tema della conoscenza del territorio per il nostro “capitolo”. Infatti, seguendo ciò che ha detto Baden Powell (il nostro fondatore), lasciate il mondo migliore di come l'avete trovato (che è stato anche il motto dell'evento).
Graziati in extremis dal meteo abbiamo potuto anche quest'anno, seppur con meno forze del solito, raccogliere ogni tipo di rifiuti che si celano nei meandri loreggiani. Divisi in tre gruppi siamo passati in molte strade, vie, piazze e parchetti e anche grazie alle pinze fornite dall'ETRA abbiamo ripulito il paese da innumerevoli mozziconi e pacchetti di sigaretta, nonché carte di caramelle (che pare siano molto apprezzate dai loreggiani), bottiglie di vetro, lattine, vari pezzi di plastica non identificabili, giornali, volantini e altri rifiuti che abbiamo ovviamente differenziato.
Gandhi diceva che “Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere”. Si, il mettersi in gioco, lo sporcarsi le mani è un punto fermo dei nostri valori scout. A tutti noi cittadini piace l’ordine e la pulizia, ma purtroppo siamo sempre pronti a denunciare lo sporco nelle strade senza fare nulla. Per essere il cambiamento che vorremmo vedere alle volte non servono grandi gesti ma fare più attenzione a dove riponiamo le nostre immondizie. Stanchi ma fieri di aver riempiti molti sacchi di rifiuti, segno che il nostro passaggio è stato fruttuoso, siamo stati premiati con dei panini buonissimi per questa giornata dedicata al rispetto del nostro territorio!
E' giunto il momento di ringraziare chi ha reso possibile questa manifestazione: l’amministrazione comunale di Loreggia che ha organizzato l'evento, in particolare l'assessore Livio Genesin, l'ETRA che ha fornito gli strumenti e tutti i cittadini che hanno contribuito alla realizzazione di questo importante progetto e in fine a noi scout dell’Agesci Loreggia 1.
Vi aspettiamo numerosi il prossimo anno all’ultima domenica di maggio con il sole o con la pioggia per diventare il cambiamento che tutti vorremmo vedere.
Grazie
Alice
Clan dei Viaggiatori Liberi
