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Notizie dai missionari

Aggiornamenti dal Gruppo Missione e Solidarietà - dicembre 2021

Incontro con Don Giuliano Vallotto

Lunedì 25 ottobre il Gruppo missionario ha incontrato don Giuliano Vallotto, missionario in Ecuador.  Don Giuliano è un prete diocesano: dopo 9 anni di “cappellano” a Montebelluna e Biancade è partito con don Graziano Mason per la missione in Ecuador nel 1976. Torna suo malgrado nel 1985, perché il loro lavoro con i “campesinos” (contadini) non piaceva ai “potenti”.  

Nel 1986 è in Colombia (sei mesi) per coordinare aiuti agli abitanti dei villaggi distrutti dalla eruzione di un vulcano.  Per invito del Direttore della Caritas diocesana don Fernando Pavanello segue dal 1986 al 1994 gli immigrati e gli zingari.   

Dal 1994 al 1999 è in Tunisia: “5 anni felici”; una missione fatta di “semina della Parola”, incontri con le persone (migranti neri) e preghiere, corte ma frequenti (come i mussulmani). Nel 1999 torna in Italia per seguire il rapporto cristiani-musulmani, poiché ci sono già coppie miste.   

Nel 2014 riparte per l'Ecuador, alla periferia di Quito, dove c'è già don Graziano Mason. La sua missione è caratterizzata da un grande impegno per organizzare la costruzione di un villaggio per 40 famiglie che hanno perso la casa per il devastante terremoto del 2016. Ha potuto sperimentare la Provvidenza: 20 ettari messi a disposizione da OCAME (organizzazione contadina), collaborazione del Rotary club che ha donato denaro e la disponibilità di un ingegnere per i lavori. Così è stato costruito un villaggio per 40 famiglie con a disposizione 1/2 ettaro per l'orto, usando materiale locale (bambù) con chiesetta e una casa per le donne. E' in programma la “casa della comunità” per servizi del territorio. Don Giuliano ora non ha più la responsabilità della parrocchia e può dedicarsi a incontri con le persone, a organizzare corsi di studio e di formazione biblica, ecclesiale e sociale, con attenzione particolare ai poveri e giovani; gli piacerebbe approfondire il progetto del Papa “economia di Francesco” per una economia “umana”.  In sintesi possiamo dire che la missione di don Giuliano si caratterizza per “annuncio del Vangelo e opere”, come la missione di Gesù di Nazareth. 
don giuliano
  
Incontro con Sr. Rosalia Scoizzato

Sr. Rosalia è venuta a casa per pochi giorni: ha accompagnato in Italia una consorella malata. Abbiamo potuto salutarla e incontrarla mercoledì 17 novembre.

Sr. Rosalia è infermiera e gestisce un ambulatorio alla periferia di Luanda, capitale dell'Angola, dove ogni giorno cura almeno 300 pazienti, in modo particolare bambini gravemente denutriti. Ha in mente un progetto che Mano Amica di Camposampiero si impegna a sostenere grazie ai proventi della vendita del libro di Dino Scantamburlo “Dalla paura alla speranza” (7 storie del 1900 che riguardano il nostro territorio): cura dei bambini denutriti (circa 200) e formazione delle mamme: alfabetizzazione, alimentazione (saper cucinare), promozione della donna e della sua dignità.

La situazione dell'Angola è disastrosa: il governo non dà medicine, per cui si muore soprattutto di malaria, tubercolosi, AIDS, ma poco di Covid-19 (popolazione giovane). Tutto si paga, anche la scuola. Fame, ignoranza e malattie sono le piaghe dell'Angola. La Chiesa è molto impegnata per offrire aiuto alla popolazione, i preti sono bravi e operosi. La parrocchia di Sr. Rosalia è molto grande, le Messe sono super frequentate. Ci sono purtroppo molte sette protestanti che confondono le persone.  Sr. Rosalia è serena perché è sempre assistita dalla Provvidenza. Anche noi abbiamo potuto darle 1.200 euro, frutto della Raccolto del ferro: impegnerà il denaro per l'acquisto di latte e medicine per i bambini.

Accompagniamo Sr. Rosalia con la nostra preghiera e solidarietà.

sr rosalia

Dalla paura alla speranza”

“Mano Amica”, associazione di Camposampiero da diversi anni accompagna la missione di Sr. Rosalia Scoizzato in Angola. Dino Scantamburlo, socio fondatore dell'associazione, ha scritto un libro di storie di vita del Novecento con testimonianze degli ultimi protagonisti riguardanti anche  il territorio del camposampierese. Lo scrittore ha deciso di devolvere l'intero ricavato della vendita del libro per un progetto nella missione di Sr. Rosalia, che in Angola, alla periferia di Luanda, gestisce un ambulatorio frequentato da gente poverissima in gran parte bambini denutriti. Il progetto si chiama “Recupero alla vita ci circa 200 bambini gravemente denutriti e formazione delle mamme” (alfabetizzazione, educazione alimentare, cucito...).

Cogliendo l'occasione della presenza temporanea di Sr. Rosalia in Italia, con il patrocinio del Comune (Assessorato alla cultura) e la collaborazione del Gruppo missionario e assoc. “Amici degli indios – P. Bruno Marcon ODV”, il 24 novembre è stata organizzata una serata in cui Sr. Rosalia ha presentato il suo progetto e Dino Scantamburlo ha riproposto tre interessantissime storie del libro. Erano presenti 35 persone, non tante per una iniziativa di solidarietà, perché la “speranza sta in piedi se ognuno fa la sua parte per un mondo migliore”.  

dalla paura alla speranza

Doposcuola per alunni stranieri

Con qualche difficoltà e un po' in ritardo è iniziato il 1° dicembre con soli 6 volontari/e il doposcuola per alunni stranieri più in difficoltà con la lingua italiana e l'esecuzione dei compiti per casa. Il servizio era stato sospeso nel febbraio del 2020 causa Covid-19, quando i volontari erano 20, di cui 8 per la Scuola media. Nonostante la difficoltà per il virus ancora presente, la Direzione scolastica ha chiesto all'assoc. “Amici degli indios-P. Bruno Marcon ODV” di riprendere il servizio a favore degli alunni stranieri, doppiamente danneggiati dalla pandemia: senza scuola e il confronto con altri bambini sono regrediti nell'apprendimento della lingua italiana e nella capacità di fare i compiti per casa. Oltre alla povertà materiale, c'è anche una povertà educativa e culturale che va combattuta perchè questi bambini non siano un domani tentati dall'abbandono scolastico e quindi ad essere emarginati. Una comunità deve prendersi carico anche di questa povertà, affinché anche gli “stranieri” possano vivere con dignità, integrati nel nostro paese che hanno scelto.