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Notizie dai missionari

Buona Pasqua di pace anche per i popoli che sono in guerra

"Buona Pasqua di pace anche per i popoli che sono in guerra": ecco l'augurio che ci arriva tramite la lettera di Pasqua di P. Adriano Pelosin.

Carissimi amici, parenti e benefattori BUONA PASQUA!

La Pasqua è la celebrazione della passione, morte e resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo. Per tutti noi che crediamo in Lui è il tempo del rinnovamento della vita. In modo misterioso, ma non completamente invisibile, è anche il tempo del rinnovamento di tutto l'universo.      

Con Cristo sofferente e morto viviamo con fede la sofferenza, la delusione, la malattia, le ingiustizie, le nostre incapacità, i nostri peccati e quelli degli altri, il male e la morte e anche tutta la sofferenza del cielo inquinato, dei mari e delle terre abusate. Con Cristo risorto tutti gli esseri viventi e le cose create riprendono vita nuova in un continuo morire e nascere e crescere fino alla redenzione finale, quando tutti e tutto saranno uno con Cristo risorto.                                                                                                                           

Ogni giorno ci sono gioie: vita che nasce e cresce. Pochi giorni fa un giovane sui 30 anni è venuto a consultarsi con me sulla sua vocazione a diventare prete missionario. Che gioia parlare con lui così aperto e sincero e desideroso di donare la vita per la gioia dei più abbandonati.                                                                        

Che fatica e che gioia seguire il  giovane Sun di 22 anni che si drogava da quando aveva 14 anni, deluso della mancanza di genitori. L'anno scorso la sua nonna paterna me lo presentò quando era appena uscito dalla prigione. La nonna fu battezzata due anni fa e crede fermamente che Dio può aiutare tutti quelli che si affidano a Lui. Sun mi ascolta: vuole diventare cristiano. Dopo pochi giorni, però, riprende a drogarsi e diventare violento. È preso dalla polizia e tutti insieme, nonna, poliziotti e Sun, decidiamo che Sun vada a curarsi all'ospedale psichiatrico, dove c'è un corso speciale per drogati. Dopoi 40 giorni Sun ritorna rinnovato: capisce se stesso e si riconcilia con i suoi genitori, riprende a partecipare alla catechesi, aiuta la mamma nel piccolo ristorante e chiede di essere battezzato a Pasqua. Ci sono molte altre storie simili. A Pasqua ci saranno più di 20 persone che desiderano diventare figli di Dio: passano dalla morte alla vita, dalle tenebre alla luce.                                                                                                  

In questi giorni stiamo soffrendo con molti profughi dalla Birmania: il governo birmano sta arruolando giovani di 16 e 17 anni nell'esercito. Molti ragazzi scappano e vengono in Thailandia senza documenti. Stiamo aiutando questi ragazzi pieni di vita e di voglia di vivere provvedendo stanze in affitto, cibo e scuola professionale. Grazie a Dio la polizia Thai si dimostra tollerante.                                                                            

Voglio ringraziare tutti i sostenitori a distanza di tanti bambini soprattutto della tribù Akha, profughi dalla Birmania, che vivono sui monti presso ii distretto di Maechan (Chiang Rai). Invio alcune foto delle attività dei ragazzi e degli educatori dei bambini che vivono nelle comunità attorno alla città di Pathumthani.                                                                                                                                       

Chiedo per tutti noi e voi la Grazia di sentirci riconciliati con noi stessi, con gli altri, con il Creato e con Dio in Gesù che è morto per togliere il peccato ed è risuscitato per renderci come Lui perfetti e immortali.  Buona Pasqua di pace anche per i popoli che sono ancora in guerra.

Adriano Pelosin