Benedetti fratelli e sorelle.
Le sorelle e i padri del Centro pastorale Gesù di Nazareth vogliono incoraggiarvi. Il gruppo di sorelle e sacerdoti di Gesù di Nazareth in Gatazo vi inviano questa lettera.
Cari amici e amiche, fratelli nel Signore Gesù, il Papa suggerisce a tutti i cattolici del mondo di approfittare del tempo che ora abbiamo per crescere nella fede e nell’umanità. Con questa lettera indirizzata a tutti e tutte vogliamo aiutarvi a riflettere per fare della tragedia che l’umanità sta vivendo un motivo di vita e un segno della speranza di un mondo nuovo.
Vi proponiamo 6 punti di riflessione, immaginando avrete abbastanza tempo per leggere.
Sapevate che al popolo di israele accadde qualcosa di simile a quello che sta accadendo a noi?
Sì, fu durante il tempo dell’esilio in babilonia.
Nel libro del profeta Daniele (3,38) si dice “Ora non abbiamo né principe, né capo, né olocausto, né sacrificio, né offerte, né incenso o luogo dove offrirti primizie…”. Anche noi in questo tempo di quaresima non abbiamo né tavoli, né incontri, né via Crucis, né processioni o celebrazioni… però continua Daniele “abbiamo un cuore contrito e uno spirito umiliato”. In assenza di tutto, ciò che ci rimane è il cuore che offre a Dio il posto che forse per troppo tempo era rimasto vuoto!
In questo momento l’opera di carità più urgente è evitare di contagiare e di contagiarsi. Dobbiamo seguire scrupolosamente i limiti sanitari che le autorità competenti ci impongono. Secondo quello che dicono i medici in questo momento dobbiamo evitare tutti i contatti . Da quello che è accaduto in altri paese è l’unica soluzione efficace per evitare il contagio. Per noi cristiani non è una novità l’essere leali e seguire i regolamenti della società in cui viviamo.
Nel salmo 51 si recita così “ Crea in me o Dio un cuore puro, rinnova in me uno spirito fermo”. Se riusciamo ad avere un cuore nuovo, più vicino alla famiglia e più solidale con l’umanità, questo varrà più che il sacrificio di mille agnelli grassi! (Dan. 3,39).
Siamo chiusi in casa senza poter mettere in pratica le opere di carità che dovremmo fare nel Tempo di Quaresima
Nella lettera a Diogneto scritta circa 1820 anni fa (180 d.C.) si dice: “ i cristiani non si distinguono dagli altri per né per il luogo, né per il linguaggio né per le loro abitudini… non hanno uno stile di vita diverso… Obbediscono alle leggi stabilite e con il loro modo di vivere superano queste leggi”. In questi momenti drammatici dobbiamo dare l’esempio e obbedire alle leggi stabilite senza lasciarci guidare da criteri personali, o peggio ancora dagli istinti personali.
Il coronavirus è presente in tutti i paesi del mondo?
Non in tutti ma quasi! Il coronavirus è un nemico che attacca tutta l’umanità. Per la prima volta nella storia ci rendiamo conto che siamo uno. Questa pandemia però mette a nudo che fin’ora in molti temi come salute e altri, ogni paese si è chiuso nel proprio egoismo agendo ognuno per proprio conto. Ognuno ha i propri segreti, ricerche, rimedi, procedimenti… ora vediamo chiaramente che la solidarietà fra tutti vale molto di più che l’egoismo se vogliamo che l’umanità sopravviva nel pianeta. Inoltre, solo ora ci rendiamo conto che se avessimo acquistato più ventilatori per quelli che hanno bisogno nelle terapie intensive degli ospedali di Guayaquil invece di spendere tanto denaro in campi ed eventi che danno molta popolarità, saremmo tutti un po' più sereni nell’affrontare il Coronavirus.
Ora ci tocca rimanere in famiglia!
Questa si che è una grande sfida, 24 ore! Inoltre con un tasso di nervosismo superiore al normale! Ricordiamoci delle sagge parole dell’apostolo Paolo ai Colossesi (3,18-21) “Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come conviene nel Signore. 19Voi, mariti, amate le vostre mogli e non trattatele con durezza. 20Voi, figli, obbedite ai genitori in tutto; ciò è gradito al Signore. 21Voi, padri, non esasperate i vostri figli, perché non si scoraggino.” Obbligati a rimanere in casa 24 ore cerchiamo di moltiplicare la pazienza nell’accoglierci come siamo. Ma si può fare di più: riconoscere e valorizzare i talenti che ognuno ha, i più giovani posso aiutare ad organizzare il tempo della famiglia con il computer, i nonni potrebbero raccontare delle quaresime, pasque, feste di un tempo …e molte altre cose. Rimanere a contatto per lungo tempo ci aiuterà a conoscerci meglio.
Come comunicare nel tempo del coronavirus?
I giovani e persino i bambini in questo hanno un vantaggio. Utilizzano il cellulare e il computer. Però ora che i contatti con gli altri sono proibiti, ci rendiamo conto di quanto ci mancano. Nasce in noi un forte desiderio di rivedere presto il viso degli altri il prima possibile. Ora ci rendiamo conto del valore della presenza fisica delle persone che amiamo, di quelli che condividono i nostri ideali, esperienze, amicizie… Ricordiamo le belle parole del salmo 42 . "L'anima mia è assetata di Dio, del Dio vivente; quando verrò e comparirò in presenza di Dio?" e assieme al volto di Dio il volto dei nostri amici, dell’innamorato o innamorata, il volto dei famigliari lontani… la bellezza di una vita in compagnia degli altri.
Che quaresima è?
Si, siamo in Quaresima e fra qualche giorno celebreremo la Pasqua! L’altare sarà il nostro cuore finalmente disposto a dare a Dio il posto che merita; il Tempio sarà la nostra casa… la chiamata di Dio durante la quaresima 2020 è la stessa che risuonò al tempo del profeta Osea (760 anni a.C.) “Convertitevi al Signore, pentitevi e avvicinatevi a Lui “(14,2). Abbiamo tempo per vedere con occhi diversi la nostra vita. Vale la pena essere sinceri con noi stessi anche con la parte peggiore. Ma non vi abbattete. Lo stesso profeta segue dicendo “ Vi perdonerò, vi amerò anche se non lo meritate…” E POI? “Poi il mio popolo fiorirà come un giglio” …continua il profeta Osea. Questa è la speranza che come cristiani possiamo offrire al mondo.
A tutti e a tutte buon cammino quaresimale.
Don Giuliano, Quito ECUADOR
