7 gennaio 2015. Mi sono deciso finalmente ad inviare queste pagine…ho fatto tardi perché volevo scrivere qualcosa sul periodo natalizio…molto intenso e ricco di intuizioni, di esperienze gioiose, di momenti speciali. Mi sono reso conto di non poter condensare tutto in poche righe. Farò del mio meglio per recuperare, puntualmente in ritardo, nel prossimo scritto!
Grazie dell’amicizia, della vicinanza e dell’affetto! Un caro saluto e l’augurio di buon anno nuovo!
20 novembre 2014
La campagna “forages” quest’anno è cominciata molto presto. L’equipe composta di 9 persone si è già messa al lavoro e ha già realizzato tre nuovi punti d’acqua! Ogni volta è una grande soddisfazione per tutti: coloro che ricevono il punto d’acqua potabile, nei villaggi, soprattutto le donne, che vedono facilitata di molto la loro vita: l’acqua è vicina, è pulita; non si devono fare grandi distanze con un grande bacino in testa per portare almeno due volte al giorno l’acqua nella casa. Sono contenti i bambini, che si ammalano meno soprattutto a livello intestinale … vermi, ameba e parassiti vari, sono di casa negli intestini di questa gente. Sono contenti gli uomini che possono facilmente lavare i loro abiti e i loro corpi. E’ un grande dono l’acqua potabile in vicinanza delle case. Ma sono altrettanto contenti quelli dell’equipe che gustano la dignità di un lavoro ben retribuito, un lavoro che serve a sviluppare le condizioni di vita in questa regione. Perché in fondo è questa una delle cose di cui c’è più bisogno qui: un lavoro, che permetta la sicurezza di un salario, che a sua volta permette di costruire una casa dignitosa, di pagare gli studi dei figli e le medicine nelle malattie che si susseguono così spesso nella vita di tutti. Qualcuno tra di loro è riuscito a mettere a posto la propria casa, a comperarsi una moto, ad dirittura ad aprire un negozio per la vendita di libri… Tre forages realizzati e una quantità di domande in attesa di risposta che probabilmente quest’anno non riusciremo ad accontentare. La novità è che quest’anno l’equipe comincerà ad uscire dalla zona di Fianga; abbiamo avuto richieste da altre parrocchie, alcune vicine a Fianga, altre lontane quasi 100 km. Più il tempo passa più l’equipe diventa professionale, più il lavoro si fa preciso e puntuale. Una autentica esperienza di sviluppo nella quale la partecipazione locale è garantita: ogni villaggio partecipa con 220.000 F (330 €) su una spesa complessiva media di circa 750.000 F (1.150 €), dunque nella proporzione di quasi un terzo. (Abbiamo benzina per arrivare fino a 10 poi ci penserà la provvidenza). Prima di aprire il cantiere sono previsti tre incontri di formazione, per aiutare a usare bene l’acqua, secondo le norme igieniche, perché effettivamente la salute possa migliorare. E anche per usare bene la pompa manuale, che ha bisogno di manutenzione ordinaria e straordinaria. Non si scherza; se almeno i 2\3 della popolazione non partecipa agli incontri il cantiere non comincia. La forza di questo progetto sta nella semplicità e nei dettagli: ciò è possibile perché noi missionari viviamo sul posto, possiamo dedicarci a capire, ad accompagnare ogni passaggio, evitando sprechi, spese inutili, e soprattutto soluzioni paternaliste e assistenzialistiche, che non fanno crescere ed evolvere la mentalità. Su questo le grandi ONG sono in grande difficoltà: pur avendo tanti soldi a disposizione e tante belle idee in testa, vedono i loro progetti infrangersi o essere inutili perché non ci sono persone sul terreno a calibrarli. In questo senso, la chiesa cattolica ha certamente una marcia in più… a dire il vero, l’ideale sarebbe avere qui a Fianga un laico professionalmente preparato per seguire questo progetto, chissà se qualcuno….se la provvidenza…
Mercoledì 3 dicembre 2014
Siamo entrati in avvento, tempo di speranza… Una piccola goccia di speranza cerchiamo di offrirla con un piccolo ma importante impegno per lottare contro la malnutrizione. E’ suor Fatima – per la precisione suor Maria de Fatima Borges Semedo - che si trova in prima linea. Lei è originaria delle Isole di Capo Verde (lingua portoghese perché ex colonia del Portogallo), ha vissuto tutti gli anni della sua giovinezza in Angola e ora si trova con noi da un anno. E’ infermiera e anche se ha una certa età è ancora molto combattiva. Ci siamo mossi così: per prima cosa, passando attraverso i responsabili delle comunità più vicine alla nostra casa, abbiamo chiesto di segnalare le situazioni più difficili che toccano i bambini da zero a tre anni: quei bambini che non riescono a crescere, a svilupparsi per diverse ragioni: morte della mamma al momento del parto, gravidanza della mamma prima dello svezzamento, povertà grave nella famiglia… E’ nata così una lista di circa 20, 25 bambini, che ogni mercoledì vengono nella nostra cucina parrocchiale per fare una super colazione, a base di miglio, riso, zucchero, fagioli, mais e arachidi. Una bomba calorica una volta alla settimana per qualche mese. Naturalmente sono le loro mamme che a turno preparano la “buillie” (la bollita di tutte queste farine mescolate). Così possono imparare. Suor Fatima ha pensato bene che per i primi mesi era opportuno dare ad ogni mamma una certa quantità di questa miscela di alimenti per continuare a casa più giorni durante la settimana. Certo, è molto probabile che queste mamme giunte a casa condividano il prezioso contenuto con gli altri figli, che si trovano in situazioni non molto differenti del fratellino più piccolo… Tuttavia, dopo quasi due mesi la maggior parte dei bambini mostra evidenti segni di crescita e questo è molto incoraggiante. Gli incontri del mercoledì mattina, oltre che per riempire le pance dei piccoli, sono un’occasione per offrire dei consigli importanti, nel campo della salute, della nutrizione, dell’igiene in famiglia. Nel gruppo che suor Fatima sta seguendo, ci sono anche tre neonati che hanno perduto la mamma al momento del parto; da noi in Italia casi come questi si possono gestire abbastanza facilmente ricorrendo ad una donna che si trova nella possibilità di allattare più di un bambino. Qui no! Per quanto abbiamo cercato di consigliare e orientare in questa direzione, e per quanto i villaggi siano pieni di mamme con disponibilità di latte, non c’è verso; è un problema culturale, un tabù, una sorta di divieto inscritto nella tradizione. Allora si corre a comperare il latte in polvere per i bambini piccoli, molto costoso e meno efficace di quello materno.
6 dicembre 2014 - Il sapore della prima volta
Oggi pomeriggio abbiamo celebrato la Messa di ringraziamento per i frutti della terra, qui chiamata più semplicemente “festa del raccolto”, nel villaggio di Gamagui. In questo villaggio, che si trova a circa 10 km da Fianga, stiamo assistendo alla nascita di una nuova comunità; ci sono infatti una ventina di simpatizzanti in cammino ormai da più di un anno con Vincent Tosse, che tra non molto potranno entrare nella chiesa e iniziare il catecumenato, cioè il cammino verso il Battesimo. E’ stata la prima Eucaristia celebrata in quel villaggio e la festa è stata proprio bella e sentita. Naturalmente i cristiani delle comunità vicine, dello stesso settore e di altri sono venuti per assistere a questo evento, e sostenere quel gruppo di amici in cammino per diventare cristiani. Questo piccolo gruppo ha dimostrato già una bella generosità: abbiamo raccolto un sacco di miglio! Ma la cosa più interessante, che ci ha confermato in questa sensazione di “inizio di qualcosa di nuovo” è stata la presenza del capo villaggio, che ha voluto esserci per dimostrare il suo appoggio verso la presenza della chiesa nel suo territorio. Dopo la preghiera siamo andati a salutarlo – infatti durante tutto il tempo lui e si suoi sono rimasti sotto un albero, ad una certa distanza per rispetto – e a ringraziarlo della sua presenza. Il consiglio pastorale di Fianga ha scelto proprio Gamagui come meta del pellegrinaggio che si farà verso la fine di gennaio, nell’anno del giubileo che stiamo vivendo. I responsabili vogliono fortemente incoraggiare i simpatizzanti, sostenerli nel loro cammino e ricordare a tutta la comunità parrocchiale che ci sono ancora molte frontiere che attendono la Parola. Villaggi e terre in cui la presenza dei cristiani è ancora una rarità e le comunità non sono ancora nate. Noi qui le chiamiamo “comunità in gestazione” e sono almeno 5: realtà ancora fragilissime, numericamente e qualitativamente. Questo evento, ci ha particolarmente sintonizzato con il vangelo del giorno: Giovanni Battista che prepara le genti ad accogliere Gesù. Esattamente quello che stanno facendo i nostri amici di Gamagui, si stanno preparando ad accogliere Gesù nella loro vita, a lasciare le cose vecchie della tradizione per fare spazio al nuovo del Vangelo. Davvero un buon inizio, ma non diciamo altro, se non nel dialogo discreto della preghiera. Per ora lasciamo il tempo al grano gettato nella terra di germogliare e speriamo di portare frutto!
23 dicembre
Fianga non è certo una metropoli, conta all’incirca 15.000 abitanti, eppure si respira una certa aria da città, le relazioni sono meno strette, i legami comunitari sono molto meno stretti che nel villaggio, la gente si conosce meno, e le distrazioni incidono molto nella vita. Lo si coglie anche dal grado di partecipazione ai ritiri in preparazione al Natale…molto meno sentiti qui a Fianga centro. La vita delle comunità di base fatica a svilupparsi, a crescere, mentre nei settori più lontani dal centro c’è più coesione, più presenza, più “reazione” e risposta di fronte agli appelli. Questa mattina per esempio nella comunità più lontana sono venuti quasi tutti i battezzati, 20 su 25. Hanno partecipato al ritiro, si sono confessati, non erano per nulla di fretta come accade a Fianga. E subito dopo un segno che sintonizza Vangelo e vita che ora vi racconto. Terminata la preghiera e le confessioni, siamo andati in Toyota per caricare un sacco di miglio, a casa del responsabile che si chiama Djarsouma Rigobert. Rigobert ha accolto Gabriel in casa sua. Gabriel è il famoso disabile di cui si parla nel libro “Piccole storie d’Africa” scritto da don Saverio. Tra di loro si è instaurata questa usanza in occasione delle feste importanti: per festeggiare Gabriel è accolto in una famiglia di amici, il più delle volte la famiglia di Rigobert, e qui, semplicemente, può fare festa: mangiare un po’ di più e un po’ meglio, essere lavato, essere rispettato e ricevere compagnia. Gabriel ha confidato a Rigobert che durante la stagione delle piogge, i suoi lo hanno lavato una volta soltanto…(3-4 mesi? Davvero incredibile!). Una famiglia povera che accoglie un altro, più povero ancora. Gabriel farà Natale, e anche la famiglia di Rigobert. Ma sono certo che molte altre famiglie, cristiane e non cristiane faranno altrettanto in questi giorni, perché la solidarietà e l’attenzione a chi ha meno fa parte di questa cultura.
Questa sera un’altra bella notizia: l’equipe che lavora nella costruzione di pozzi e pompe per dare acqua potabile è riuscita a costruire il quarto forage, (perforazione a mano e installazione di pompa manuale) dopo un tentativo andato a vuoto nel villaggio di Forkoumaye che ci è costato la perdita di 6 tubi pvc e una buona dose di scoraggiamento. Ora si riposeranno per la pausa natalizia e poi li attende una lunga lista di altri villaggi, già pronti a ricevere il cantiere. Che grande gioia, alle porte del Natale: acqua potabile per un gran numero di persone e la conferma di un lavoro dignitoso e ben retribuito per i 9 membri dell’equipe: per tutti sarà un buon Natale!
Don Stefano
