Sabato 12 settembre è morta a Bergamo Sr. Anna Pia De Marchi, classe 1926, già missionaria in Uganda.
Sr. Anna Pia, sapendo che dalla Raccolta del ferro arrivava un aiuto per la sua missione, si ricordava sempre di salutare e pregare per i volontari. È venuta a mancare proprio il giorno della Raccolta: si è unita ai nostri protettori in cielo. Sr. Anna Pia pagava la tassa scolastica ai bambini che non andavano a scuola per la povertà. Ecco come la Madre superiora l'ha ricordata al funerale:
Sr. Anna Pia nasce a Loreggia (PD) il 31.12.1926. Entra nell’Istituto delle Suore Missionarie Comboniane 3.10.1945 e professa il 3.5.1948. È un giorno speciale per lei, la realizzazione un sogno coltivato sin da bambina, e desiderato con passione.
Scrive Sr. Anna Pia: “sono entrata in convento con il germe della vocazione che cresceva in me, ma anche con tutta l’esuberanza della mia giovane età, personalità estroversa, creatività, combinando tante birichinate. Non so proprio come il Signore abbia potuto prendermi per mano da monella che ero e farmi sua sposa. In mezzo a tutto questo crescevano sempre più in me tenerezza e compassione per i più poveri e gli oppressi. Tutta la preparazione l’ho vissuta con intensa gioia e serenità, nella convinzione più profonda che la vita ha un senso solo quando viene donata a Dio e al prossimo. Ai tre voti aggiunsi una promessa: obbedire alla volontà del Padre, cioè nulla chiedere, nulla rifiutare, ma accettare ordini, situazioni, persone, avvenimenti, tutto dalle sue mani”. Il Signore mi ha guidato, mi ha tenuta per mano per effondere, tramite la mia povertà, tanto amore, tenerezza, cure aiuto di ogni genere alle persone che ha messo sul mio cammino. Presa per mano da Lui e con Lui eccomi a Londra ad imparare l’inglese e l’anno successivo in Uganda dove ho trascorso 50 anni di vita missionaria in vari luoghi: Napea, Gulu Lacor Hospital, lebbrosario di Alito, Kampala”.
Al rientro in Italia le verrà chiesto un servizio nella Comunità di Bergamo e poi a Palermo nel quartiere Ballarò. Dopo 8 anni, sarà di nuovo a Bergamo disponibile per piccoli servizi e poi come Sorella anziana bisognosa di cure. Sr. Anna Pia aveva ricevuto da Dio e dalla sua famiglia semplice e profondamente religiosa, missionaria moltissimi doni e lei ha fatto “fruttare i suoi talenti” al servizio della missione che il Signore le aveva affidato. Colpiva la sua grande umanità, donna innamorata della persona e del suo Dio. Vedeva Gesù dal più piccolo al più grande e lì come diceva lei “adorava Gesù nel tabernacolo del cuore” della persona nella sua umanità” […]
Dominique Corti, la figlia dei medici Corti che hanno danno la vita per l’Ospedale di Lacor in Uganda, la ricorda con queste parole:
“Sr. Anna Pia è stata amatissima da tutti quelli che l’hanno conosciuta, sempre gioiosa, serena, sorridente.”
Era una donna consacrata missionaria eccezionale, con un grande cuore di madre. La distinguevano: la sua accoglienza senza pregiudizi di colore o religione favorendo sempre i più poveri e bisognosi. La sua generosità proverbiale era senza limiti perché viveva la massima sobrietà ed essenzialità. La sua disponibilità non aveva orari, era sempre pronta al “si” per essere vicina a chi era nella necessità. Non solo materiale, ma anche di ascolto, conforto, di una parola buona o solo presenza paziente…
Persona di grande intelligenza e capacità organizzative aveva fatto di un “Lebbrosario chiuso in un recinto”, un centro che considerasse parte della cura ogni aspetto della vita: umano, spirituale, relazionale, lavorativo, educativo, familiare, sociale… Era un centro conosciuto e apprezzato in tutta l’Uganda e oltre: Germania, Inghilterra, USA… Con questi Paesi era in contatto diretto e continuo perché riceveva gli aiuti finanziari per mandare avanti il grande centro di riferimento per circa 10.000 (dieci mila) ammalati sparsi nella zona Lango, nord Uganda e oltre. Da qui sono usciti i primi malati guariti definitivamente dalla lebbra e reinseriti nei loro villaggi di origine. (Sr. M. Teresa Goffi)
Così la ricorda la Provinciale d’Uganda Sr. Luigina Frison:
“Sr. Anna Pia è stata una persona ‘bellissima’, con un’intelligenza brillante non comune, una fede luminosa e un cuore estremamente grande, generoso, compassionevole. Il nostro fondatore non avrebbe potuto desiderare una missionaria migliore. Nel suo cuore vi era sempre posto per tutte/i, per chi aveva bisogno di versare qualche lacrima e per chi invece desiderava fare una sonora risata! Non praticava il cosiddetto chiacchiericcio, aveva sempre cose molto più importanti da fare. Mai stanca, sempre disponibile e pronta ai servizi soprattutto quelli più umili che svolgeva sempre con un largo e luminoso sorriso.
Ha svolto tanti diversi servizi nell’ambito della catechesi, educazione, sanità, nel sociale accanto ai più poveri e marginalizzati, mentre in casa era disponibile ai servizi più umili, alle riparazioni tecniche… Ma i poveri erano i primi nelle sue attenzioni e nelle sue cure: lebbrosi, malati AIDS, carcerati, persone con disagio sociale e marginalizzati, ragazzi di strada, e giovani del carcere minorile ecc. […] Le sue giornate erano sempre molto lunghe dall’alba a notte profonda. Il sonno più lungo lo faceva seduta in poltrona durante la siesta pomeridiana mentre attendeva il servizio della porta e del telefono per lasciar riposare le sue consorelle.
Credo avesse fatto un patto di ferro con la Divina Provvidenza. Elargiva a piene mani e più dava più riceveva, qualcosa di simile a quello che diceva il nostro Comboni. […] Quando il lavoro di casa le concedeva qualche spazio libero, e se questo non avveniva lei se lo creava e andava a trovare i suoi più cari amici del carcere minorile di Kampala. Insomma, la creatività dell’amore le apriva tante porte e percorreva tutte queste strade “Ama e fai quel che vuoi!”
Scrive Sr. Franca:
La ricordo in molti modi e circostanze, ma come potrei dimenticare la sua presenza nella casa provinciale in Kampala, specialmente la sera quando in piedi fino a tardi, anche quando il sonno voleva giustamente prevalere su di lei dopo una giornata che aveva portato il peso e la gioia della donazione nel servizio a tutti, specialmente ai poveri. Ed era ancora là attenta al nostro andirivieni, solerte nel servizio, nel prevenire i bisogni, ilare con il sorriso della carità e la semplicità di chi fa grandi cose per gli altri, come se facesse niente. Abbiamo perso un'altra grande missionaria dell’Uganda e della Congregazione. ha lasciato dietro sé una scia luminosa: chi vorrà osare lo stesso cammino?”
Scrive ancora una Sorella: “Le persone una volta entrate nella sua vita, rimanevano anche tramite la corrispondenza e vicinanza telefonica che non conosceva limiti. Fin che ha potuto ha elargito parole di consolazione di amore, di tenerezza e di fede”.
A Palermo nel quartiere Ballarò è stata la donna della gente, sempre in uscita verso le maggiori situazioni di disagio. Fino alla fine della vita ha mantenuto contatti telefonici con la gente per donare una parola di vita, di speranza e ricordarli nella sua preghiera.
Ed eccola negli ultimi anni della sua vita. Da una lettera che mi ha scritto il 5 aprile 2010 quando era già nella nostra casa di Bergamo e che io ho conservato, desidero prendere dalle sue stesse parole ciò che ci aiuta a capirla. Dopo avermi scritto in italiano con qualche frase in inglese della sua “vecchiaia”, scriveva: “Però, whatever it is, I am happy!! Il cuore canta la soave gioia della amata “Volontà del Padre!” Sono notevolmente sorda, e ho la sensazione di sentire più intensamente la voce del “Diletto”. Non so spiegarmi ma cerco di capire, veramente una sensazione che non so come spiegare a parole. Faccio tanti servizi in comunità a volte anche con fatica, ma non ne sento affatto il peso. La comunità mi è cara, la amo, voglio bene a queste 70 consorelle con affetto sensibile. Le guardo e vedo e sento in ciascuna la Presenza Trinitari e mi piace ripetere nel cuore “Ti amo Dio, ti adoro in ciascuna di loro”. Sono normale? I do not know! So solo che sono serena, addirittura felice. L’Africa? Palermo? Tanti ricordi, nomi, volti, situazioni, ecc.… tutto scorre nel corridoio della mia memoria e mi diletto a fantasticare…”
E con le sue stesse parole, ringrazio tanto il Signore per la presenza di Anna Pia, dono di Dio alla mia vita e a quella di tantissime altre persone che l’hanno conosciuta e amata. Sono certa che dal cielo continua la sua missione fra noi.
Anna Pia non abbiamo avuto più nessuno come te! Ti ritroveremo in Paradiso e intanto continuiamo ad amarti per sempre.
Bergamo, 16 settembre 2020
Sr Dorina Tadiello
