Negli Atti degli Apostoli al cap. 14, versetto 27 leggiamo che al ritorno dei missionari la Comunità cristiana si riuniva per ascoltarli: “essi riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede”. E così, appena P. Adriano è tornato dalla missione, il Gruppo missionario si è riunito per salutarlo e ascoltarlo.
P. Adriano è missionario in Thailandia dal 1978. Dopo aver evangelizzato i popoli dei monti, promosso un istituto per raccogliere ed educare bambini abbandonati o non seguiti adeguatamente da famiglie disastrate, fatto il parroco nella parrocchia di S. Marco, P. Adriano ora è Padre spirituale del seminario di Bangkok, dove studiano circa 80 seminaristi di filosofia e teologia.
Nel nostro incontro ha voluto ricordare I primi tempi della missione, quando, dopo aver imparato la difficile lingua Thai, si è dedicato ai popoli dei monti nel nord della Thailandia. Questi popoli, Cariani, Iao, Akha, Lahu, professavano una religione naturale con tradizioni molto severe. Ad esempio, chi sbagliava non veniva perdonato, ma affidato alla punizione degli “spiriti”.
Con pazienza e la giusta preparazione spirituale e teologica, P. Adriano ha trasmesso il Vangelo (= buona notizia) di Nostro Signore portando più serenità nella vita di quei popoli. Importante è stato l'aiuto dei missionari al popolo Lahu cacciato dalla foresta e abbandonato dal Governo: hanno acquistato il terreno per costruire case e coltivare il riso. Questi popoli 50 anni fa non sapevano né leggere né scrivere: ora stanno bene, sono ben inseriti nella società thailandese e sono fedeli alla vita cristiana; un terzo (circa 30) dei seminaristi provengono da essi.
La Thailandia è un paese buddista, i cattolici sono solo 300 mila, ma la Chiesa è vivace, impegnata in opere di carità ed ha circa 80 seminaristi. P. Adriano si fermerà in Italia fino a fine maggio; ha un fitto programma di incontri, nonostante sia ancora convalescente dopo il difficile intervento al cuore in gennaio di quest'anno.
