Carissimi Amici, Nella mia lettera di Natale vi raccontavo delle diverse attività che sto svolgendo. Per Pasqua vorrei approfondire il discorso su alcuni dettagli di questo lavoro di evangelizzazione. Prima di tutto vorrei farvi partecipi della gioia dei nostri Cattolici Thai che il 14 Febbraio scorso hanno avuto il secondo cardinale: Sua Eminenza Francesco Kriansak Arcivescovo di Bangkok e protettore del nostro Istituto Missionario Thailandese di cui io sono il responsabile.

Vi parlo un momentino di questo Istituto Missionario che ha missioni in Cambogia, Laos e Nord della Thailandia.

A metà Gennaio scorso abbiamo avuto il nostro incontro annuale. Tutti noi, membri dell’Istituto, i preti associati, le suore collaboratrici e alcuni seminaristi, ci siamo incontrati per dieci giorni per pregare, raccontarci le nostre esperienze missionarie e programmare per il futuro. C’era una atmosfera di amicizia, di senso di missione comune e di entusiasmo. Eravamo in tutto 34 persone. Alcune famiglie di cattolici benestanti della zona, ci portavano da mangiare. Quest’anno questo Istituto celebra il suo 25mo anno di esistenza . Per questo abbiamo programmato di predicare giornate missionarie in tutte le diocesi Thai per tutto l’anno, per far crescere la responsabilità missionaria delle chiese locali. Il 14 Febbraio è stato ordinato sacerdote il 15mo membro dell’Istituto . Lui già aiuta nella formazione dei seminaristi nel seminario minore della diocesi di Chiangmai, dove quasi tutti i seminaristi vengono dalle tribù dei monti: Karen, Lahu, Akha, Mong, Yao. Quest’anno la Chiesa in Thailandia celebra il suo secondo Sinodo dopo 350 anni dal primo e dopo 50 anni dalla erezione della gerarchia ecclesiastica locale; anch’io sono un padre sinodale. La chiesa in Thailandia nel”Instrumntum Laboris” vuole conformarsi alla linea dettata dall’enciclica di Papa Francesco “Evangelii Gaudium”: “ Una chiesa povera per i poveri”. Per ora è solo una profezia.

Ora voglio parlarvi un po’ della vita nelle baraccopoli raccontandovi a storia di Ari. Si arriva alla casa-baracca di Ari (vedova di 42 anni) per una strettoia di 35 cm. Due fabbriche hanno chiuso quattro baracche che erano state costruite sul terreno pubblico... ho saputo che una fabbrica ha fatto la sua alta mura prendendo dentro anche parte di quel terreno. Il papà di Ari è gravemente ammalato di diabete con grandi piaghe purulenti sulle gambe. Questo anziano non può essere curato gratis come tutti i cittadini Thailandesi, perché quando è nato non è stato registrato nel suo comune ... dimenticanza dei suoi genitori...Un giovane avvocato cattolico, che si sta preparando ad entrare in seminario nell’Istituto Missionario Thai, si è occupato dei passi legali necessari per ottenere la cittadinanza per il papà di Ari. Un giovane mussulmano convertito al cristianesimo e un altro giovane buddista battezzato la Pasqua scorsa sono andati a trovare i testimoni e le autorità civili nel paese di nascita del papà di Ari; poi con loro sono andati in provincia e finalmente dopo mesi di contatti il papà di Ari è ufficialmente un cittadino Thai e può avere le cure mediche gratis e anche la pensione del governo per gli anziani. Ci è voluto un anno di trapianti di pelle per arrivare alla guarigione. Alcuni cattolici si son occupati di dare riso e il necessario per Ari, suo padre e la nipotina di Ari. Ari ha passato quasi tutto l’anno scorso in ospedale.. Nel frattempo Ari e la sorella hanno cominciato a venire alla catechesi per preparasi al battesimo. “Nessuno si è mai occupato di me e di mi padre come voi cattolici.. questo mi fa credere che il vostro Dio è il vero Dio” ha detto all’incontro di catechismo della domenica. I vicini di casa di Ari, che spacciano droga, cercano di mandar via Ari dalla piccola baraccopoli per impossessarsi del terreno. Mentre sto scrivendo, una piccola compagnia di costruzioni sta mettendo giù i pali di cemento su cui costruire la palafitta per Ari. La nuova casa sta sorgendo nel terreno del tempio Buddhista Wat Cheng dove è abate il fratello di una nostra cattolica che si è convertita a cattolicesimo. Il finanziamento della casa di Ari e di altre 17 case già costruite viene dal mio caro amico don Antonio Curti parroco a San Lorenzo in Collina, Bologna.

La storia di Mueli e Visal. Mueli è una ragazza Cambogiana di 19 anni e Visal, 24 anni, è l’uomo con cui vive. Mi sono stati presentati da Mani, un ragazzo Cambogiano che ha avuto una storia simile alla loro e che io aiutato per tre anni. Mueli e Visal si amano molto da più di cinque anni. Ma la famiglia di Mueli non è d'accordo che si sposino perché Visal è povero e la famiglia di Mueli è ricca. Mueli in passato era scappata di casa per stare con Visal, ma i genitori di Mueli l’hanno scoperta, riportata a casa, picchiata e tenuta incatenata. Visal è stato accusato presso la polizia cambogiana di sequestro di persona. In realtà Mueli e Visal sono riusciti a scappare e venire in Thailandia. Quando li ho incontrati la prima volta Mueli era incinta di sei mesi. Avevano il visto turistico di due mesi. Ho trovato per loro una stanza in affitto vicino alla chiesa e lavoro per Visal presso la chiesa perché stiamo costruendo una casa di accoglienza. Nei primi tempi volevo che la coppietta spaventata trovasse un po’ di pace e chiedevo a Visal e Mueli di mangiare con me in canonica. Questo ha causato una forte tensione tra alcuni dei miei cattolici che non volevano che io facessi entrare in canonica questi “stranieri”. La mia cuoca si rifiutava di far da mangiare per loro. Hanno scritto anche una lettera di protesta all’Arcivescovo e la questione è stata portata in consiglio pastorale che si raduna tutti i mesi. Ho cercato di spiegare dicendo, poiché eravamo sotto Natale: “Penso che questi due Cambogiani siano Maria e Giuseppe che cercano un posto dove stare e partorire il figlio...”. Il 12 di Febbraio è nata una bella bambina e mi hanno chiesto di darle in nome... “Lucy” o “Luce”. Mueli ha telefonato ai sui genitori. Il papà ha detto che non riconosce Mueli come figlia e tanto meno Lucy come nipote. La mamma invece ha chiesto a Mueli di tornare in Cambogia con la figlia ma senza Visal (marito). Nel frattempo mi sono preoccupato di ottenere il permesso di soggiorno per loro. Mi hanno indicato una agenzia cambogiana che chiedeva 25.000 Bath (700 Euro) per le spese. Non avevo nessuna garanzia e avevo paura di essere imbrogliato. M i chiedevano subito 350 euro. Il visto turistico scadeva quando Mueli doveva partorire .. mi sono fidato e ho pregato tanto.. alla fine Mueli e Visal hanno ottenuto il visto di lavoro per due anni; adesso devono andare all’ambasciata Cambogiana per far registrare la loro figlia . Abbiamo già il certificato di nascita dal governo Thai. Proprio ieri Visal è venuto da me con un amico Cambogiano che sa l’Inglese perché io non parlo il Cambogiano e mi ha chiesto se io posso essere il loro padre e il nonno della loro figlia , non avendo nessun parente. Mi sono venute e lacrime e ho pregato:”Padre NOSTRO.....” .

Con questa lettera voglio ringraziare i genitori a distanza che attraverso “Caritas Children” di Parma, l’Ufficio Adozioni PIME Milano, l’Ufficio Missionario di Udine, “Aggiungi un posto a tavola” di Abbiategrasso, Ufficio Missionario PIME USA permettono ai bambini delle tribu’ dei monti nella zona di Mae Chan, Chiangrai di avere una educazione scolastica. Che Dio vi benedica tutti e dia a tutti voi che mi leggete tanta gioia e speranza nel Cristo Risorto che asciuga le lacrime, perdona i peccati e vince la morte. Buona Pasqua.

P. Adriano Pelosin

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