I nostri missionari ci scrivono in occasione della Pasqua.

Dall'Angola Suor Rosalia Scoizzato:

Carissimi don Antonio, don Aldo, Gruppo Missione e Amici tutti di Loreggia,

si avvicina la Santa Pasqua, tempo di “Alleluia”, di fiori di pesco, di uova di cioccolata, etc. etc.
La liturgia ci prepara a questa grande solennità, ma se ci guardiamo attorno tutto continua a parlarci di venerdì santo, di sofferenza, si povertà, di guerre, di abbandono di tutti – o quasi – i valori che hanno sostenuto e formato le nostre famiglie e la nostra società. Ma guardiamo avanti sempre con serenità e fiducia, contando unicamente sulle parole di Gesù: “Non abbiate paura, io ho vinto il mondo!”.

Certo che se ci specchiamo sul mondo attuale, queste non sembrano più parole immortali, anzi! I poveri sempre più poveri, le guerre invece di mettere fine ai conflitti, sembrano progredire e intensificarsi sempre di più, la gente continua a fuggire cercando condizioni migliori di vita; le malattie, anche le più banali, continuano ad aumentare con maggiore intensità … e potrei continuare, ma questo panorama non è tra i più allettanti, pertanto dico: BUONA PASQUA!

Il Signore è risorto e continua ad aiutarci a non fermarsi, perché con lui anche le pietre possono trasformarsi in pane. Pertanto GRAZIE, carissimi, per la vostra GENEROSITÀ. Un giorno tutto sarà scoperto e svelato – il Risorto ha vinto anche la morte. Buona Pasqua,
Sr. Rosalia Scoizzato

Dalla Thailandia Padre Adriano Pelosin:

Carissimi parenti, amici, benefattori e sostenitori a distanza dei nostri bambini,

vi spero tutti bene nella grazia del Signore che non ci fa mai mancare niente sia di cose materiali che di forza interiore per andare avanti nelle difficoltà, delusioni e fatiche quotidiane.A contatto con tante persone, ogni giorno, vedo che i miei problemi sono minimi a confronto dei problemi degli altri.

Un pakistano mio amico che da tanti anni vive in Thailandia mi comunicava che gli è stato rubato il passaporto in Cambogia, gli è stato rovinato il lavoro in Thailandia; è stato in prigione 4 anni e ha una moglie e due figli all’estero. Ora è depresso e non ha nulla, ma vorrebbe ricostruire la sua vita.  Come passare dalla morte alla resurrezione? Abbiamo riflettuto assieme che la causa di tutti i suoi mali è che lui ha sempre agito da solo confidando nella sua grande intelligenza e nelle sue pur vere grandi capacità. Ora confida solo in Dio.

Una donna della Tanzania sposata con un congolese e con due figli è riconosciuta “rifugiata” dalle Nazioni Unite. Dopo nove anni di attesa di essere trasferita in un’altra nazione è arrivata al punto di non sopportazione: non mangia più non dorme più; pensa solo al ritorno in Tanzania, ma non ha i soldi per il biglietto aereo, o al suicidio.

Una donna anziana che vive in un appartamentino dello stato con un nipote gravemente disabile ha ricevuto un documento del giudice della provincia che le diceva di sfrattare perché non aveva pagato l’affitto da più di un anno. Noi in parrocchia già aiutavamo questa signora e suo nipote, ma non sapevamo dell’affitto da pagare. Ieri, venerdì 10 Marzo sono andato all’ufficio per “Lo sviluppo e stabilità del popolo”. Gli addetti sono subito andati a trovare la signora e hanno anche chiamato la televisione che fatto un breve annuncio chiedendo donazioni al pubblico.

Una donna anziana che vive col nipote di dodici anni era strangolata dai debiti con gli usurai. Un mio parrocchiano si è preoccupato di parlare agli usurai dicendo che la donna aveva già pagato tre o quattro volte i debiti perché aveva pagato gli alti interessi per lungo tempo ma non riusciva mai a estinguere il debito completamente (20% di interessi al giorno da pagare entro 24 giorni). Gli usurai hanno telefonato alla donna anziana minacciandola di ...  Ella mi ha detto: “Ho paura... mi dispiace, ma preferisco rimanere schiava... degli usurai”. Di per sé ella aveva il diritto di riportare alla polizia queste estorsioni perché qui in Thailandia la legge proibisce i prestiti a più del 15% di interessi...ma i poveri sono poveri di tutto anche di dignità. I debiti con gli usurai sono una piaga sociale. Pensate che c’è una grande squadra di usurai che vengono dall’India sponsorizzati da ricchi Indiani per far prestiti ad alti interessi alla povera gente pagando il pizzo a tutti i poliziotti che sorvegliano le comunità.

Una donna in lacrime mi raccontava proprio ieri 11 Marzo che suo marito si ubriaca spesso e si fa tagli sulle braccia e sulle gambe e sparge sangue in casa, una volta ha cercato di strangolare la moglie, lavora poco, per cui le spese per mantenere due figli, l’affitto della casa, acqua e luce, cibo, spese per la scuola cadono tutte sulla donna che spesso non dorme di notte perché ha paura che il marito le faccia del male o faccia del male ai figli. Da cinque mesi soffre questa angoscia.  Perché il marito è così? Perché quindici anni fa il marito è stato abbandonato dalla prima moglie e figlio e ora quando beve ha l’impressione che anche la seconda moglie lo abbandonerà. Vorrebbe suicidarsi, vorrebbe scappare, non ha nessuno con cui confidarsi... (io pensavo tra me: “solo questo straniero?”) tutti le ridono dietro. È molto sola: ha 36 anni e il marito 57; una figlia di 15 anni e un maschietto di otto.

Cerchiamo di dare speranza alla gente delle comunità che vivono in grande precarietà, soprattutto donne anziane abbandonate dai mariti e dai figli, spesso con nipotini e pronipotini da mantenere, con la parola di Dio. Ogni settimana nelle comunità di Lat Lum Keo, Wat Sakè, Deng Thong, Bang Tue Nai, Wat Prai Fa, Tarathong, Condo, Bang Ku Wat, Bang Chang gruppetti di anziani: soprattutto donne e persone con disabilità si radunano con un missionario laico della parrocchia per leggere un passo del Vangelo: assieme e lo commentano intercalando la lettura e condivisione con dei semplici canti. Si finisce sempre con un pranzetto o un rinfresco. Tutti i partecipanti sono Buddhisti.

Ai più poveri distribuiamo mensilmente riso e latte. A qualcuno (immigrati illegali e profughi) senza certificato di nascita o carta di residenza paghiamo anche le medicine e le degenze all’ospedale e cure speciali.

Già da alcuni mesi abbiamo ripreso le attività sia per i ragazzi (campionato di calcio per i ragazzi delle baraccopoli e figli di immigranti dal Laos, Cambogia e Birmania) che per gli adulti (formazione di leaders di comunità, catechesi) perché qui in Thailandia non c’è più COVID. Ringraziamo il Signore.

I ragazzi sostenuti a distanza nella parrocchia di Mae Chan nella provincia di Changrai al Nord della Thailandia stanno tutti bene. Hanno passato un inverno particolarmente freddo con punte fino ai 5 gradi. Qui non c’è riscaldamento e a volte le capanne hanno le pareti di bambù e il tetto di paglia. Non si riesce a dormire a causa del freddo e allora si fa un fuoco e si passa la notte attorno al fuoco a guardare le stelle. I ragazzi sono quasi tutti figli della tribù Akha provenienti dalla Birmania a causa dei problemi politici. Gli Akha sono molto attivi ed entusiasti; seguono bene i loro figli e cercano di mantenerli facendo qualsiasi tipo di lavoro e sacrificio. Tutti i ragazzi vanno a scuola con il sostegno a distanza. Io vi ringrazio a loro nome e vi assicuro la mia preghiera e la preghiera quotidiana di questi ragazzi innocenti la cui voce è potente presso Dio. 

Il primo di Marzo ho compiuto 77 anni. Dal 20 di Gennaio non sono più Superiore Generale dell’Istituto Missionario Thailandese, ma per volere del Cardinale di Bangkok, ancora “Consigliere Anziano” e parroco di San Marco a Pathumthani. Mentre mi vengono meno alcune forze sto imparando a rifugiarmi nella forza di Dio, nella sua somma intelligenza e saggezza, pazienza e amore misericordioso pe me e per tutti quelli che incontro ogni giorno e... funziona. Finalmente mi sento suo servo privilegiato per fare la sua volontà.... e funziona.

Mi sembra che questa sia la Pasqua: morte e risurrezione sempre in azione.

Buona Pasqua di vita e speranza,

P. Adriano Pelosin 

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