Estalagem, 01.09.2016

Carissimi amici del Gruppo Missione, è con il cuore pieno di allegria e riconoscenza al Signore che vi scrivo, perché so che posso sempre contare sulla vostra preghiera, sul vostro ricordo e sulla vostra amicizia. Anche tutti voi potete contare sulla mia.

Certo che vivere in Africa non è cosa facile, anzi!!! Ma non è facile nemmeno vivere in Europa in questi tempi di terrorismo e di paura per tutto quello che può succedere - e...succede -  da un  momento e l'altro. Che mondo! E pensare che stiamo vivendo l'anno della misericordia! Possa il Signore avere veramente misericordia di tutti noi, guardando specialmente a tanti innocenti che stanno pagando un prezzo più alto della loro stessa vita, perdendo affetti, cose...tutto.

Africa! un continente dinamico, pieno di vita e di allegria, di grande ricchezza umana, di cui più della metà della popolazione è costituita da giovani, terra che se si dà il dovuto valore può cambiare la sua faccia. Un vasto continente che, a parte le diversità. sembra avere come denominatore comune la povertà, le guerre, la corruzione, la fame, le malattie, ecc...ecc...  In questa periferia della capitale (Luanda) quanti rantoli di respiri finali ho raccolto e accolgo nelle mie giornate! Ma il cristiano sa che la Parola di Dio aiuta a fare del nostro cammino un "itinerario di resurrezione". Mentre serviamo questi fratelli ci dobbiamo lasciare servire da loro: molti di questi bambini sono emarginati da tutti i "banchetti", molte volte anche dagli stessi famigliari, perché causa di "feticcio" nel loro villaggio e nelle strade delle periferie. E noi non dovremmo mai stancarci di "lavare" i piedi di coloro che vivono in queste periferie, in mezzo alle immondizie, che spesso sono la loro tavola quotidiana. Che il Signore  si degni di liberarci dalla tentazione di sentirci degli eroi, perché ci lasciamo trasportare dalle emozioni di coloro che accettano il nostro servizio, coerentemente sicuri di servire Cristo negli ultimi, nei tubercolosi, nei denutriti, nei portatori terminali di AIDS. Sì, è un privilegio di pochi! Guai a noi se ci lasciamo rubare questo primato, o se lo viviamo in maniera ipocrita, sentendoci o presentandoci come giusti, mentre non siamo altro che "sepolcri imbiancati". Guai a noi se perdiamo queste occasioni, mentre i giorni si susseguono e ci si prepara al grande giorno del Signore.

Carissimi, continuiamo a ricordarci al Signore a vicenda, felici per quanto abbiamo, anche se poco, ma, come dicono gli Angolani, "il poco con Cristo è molto per tutti noi". Un grazie di cuore per "La Vita del Popolo", per il Bollettino e... per la vostra amicizia. Un saluto a ciascuno, in particolare ai miei cari Sacerdoti don Leone, don Aldo, don Davide.

In Cristo sempre riconoscente.

Sr. Rosalia Scoizzato

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