Tutte le cose belle hanno un inizio e una fine. Ciò permette di pregustarne l’arrivo o di esserne sorpresi, di godere del trascorrere del tempo all’interno di queste e, infine, di gioire quando si arriva al termine. Ci si guarda alle spalle per dare un occhio alla strada fatta, e si attende il meritato riposo, che poi è puntuale come Godot…
È con questo clima di attesa mista stanchezza e gioia che nel primo pomeriggio di sabato 7 Giugno 2025 hanno iniziato a radunarsi, dalle 15:30 in poi alcuni scout, pronti a celebrare assieme la chiusura dell’anno. Il caldo e l’afa non hanno fermato in nessun modo i nostri giovani virgulti che altro non aspettavano che entrare nell’ultima, fatidica, uscita dell’anno. È in quel momento che, dopo aver montato le tende per la notte, o preparato le camere per i più giovani, è venuto a trovarci un simpatico signore che già ci aveva accompagnato qualche tempo fa a scoprire le bellezze della nostra bella Padova: Giotto! Il famoso pittore ci ha sfidato, egli infatti ci ha detto che ci aveva mostrato le sue arti e capacità a Febbraio, e ora era il nostro momento di intrattenerlo facendogli vedere di cosa saremmo stati capaci. SGRISOEONI! O come diceva Giotto: pelle d’oca!
È iniziato così un pomeriggio all’insegna delle arti scout: i balli e le musiche, il canto, il servizio, l’artigianato, la pionieristica, l’espressione, la natura e mettiamoci dentro anche il fallimento (chi è passato per il parco Baden-Powell avrà notato, purtroppo, il non molto maestoso alzabandiera). Ma perché dannarsi a tal punto sotto il sole? La risposta è facile: tutto, o quasi, sarebbe tornato utile più tardi, quando calata la sera e con il capolino della luna, abbiamo iniziato il nostro fuoco di bivacco. Tra giochi, scenette, balli e canzoni abbiamo trascorso un paio d’ore in compagnia di tutto il gruppo.
È arrivato così, in men che non si dica, il momento di salutare la Mamma del Cielo, chiedendole di proteggerci durante la notte e di salutarci: i lupi sono tornati in casa del giovane, esploratori e guide verso le canadesi piantate al campo sportivo e la branca R/S è rimasta a dormire vegliando sul parchetto, che l’indomani sarebbe stato ancora più protagonista.
Così domenica mattina, alzati di primo mattino ci siamo apprestati ad animare la messa delle 8:00 celebrata da don Antonio, che ci ha ricordato quella Forza grande da cui dobbiamo farci accompagnare: lo Spirito Santo, fortunatamente infatti abbiamo vissuto la chiusura proprio durante la festa di Pentecoste!
Dopo la messa, e l’alzabandiera ci siamo divisi nuovamente per continuare i progetti iniziati durante l’anno per dare maggiore lustro al Parco intitolato al nostro fondatore: le branche più giovani si sono prodigate nel colorare alcuni bellissimi disegni creati collaborando con tre artisti locali, che ringraziamo e salutiamo: Dario Bellinato, Francesco Degi Espositi e Linda Marconato, mentre i più vecchi hanno continuato il loro servizio di miglioramento del parco. In questo lungo lavoro, che ancora non è terminato solidale è stato l’accompagnamento dell’amministrazione comunale e del Comitato Genitori, che tanta energia e tanto tempo hanno donato a questo progetto affinchè non rimanesse solo sulla carta e per questo spazio che è, lo ricordiamo, di tutti e per tutti.
Alla fine dei lavori, appena prima del pranzo è stato il momento dell’ammaina bandiera, ultimo passo, vissuto assieme anche ai genitori di tutti i nostri ragazzi che poi si sono sfamati con i deliziosi panini col pastin e le verdure preparati sempre dal nostro prodigo Comitato Genitori senza contare i ricchi premi che la squadriglia Orsi ha messo in palio in una straordinaria pesca di beneficenza.
Il clima di festa respirato durante il pranzo è stato cartina tornasole della comunità che si stringe ai nostri ragazzi e della crescita che li ha coinvolti durante questa splendido anno.
È giunto quindi il momento di salutarsi, rimettere in ordine ciò che si ha adoperato e allungare il passo verso l’uscita, la chiusura dell’anno è un momento forte, ma, in realtà, è solo un breve passaggio verso l’estate, momento delicato in cui si raccolgono i frutti della strada percorsa durante i mesi trascorsi e si fa memoria e tesoro delle difficoltà incontrate lungo il tragitto per arrivare qui. Non farlo sarebbe un delitto, sia come gruppo scout che come Comunità Parrocchiale, per continuare a crescere nella proposta che serviamo ai nostri ragazzi, che deve essere sì succulenta, che deve essere sì originale, che deve essere sì di testimonianza, ma che soprattutto deve essere ricca dell’amore che lo Spirito ci inspira, per i ragazzi, per il servizio e per la comunità. Solo così, potremmo pensare di continuare a festeggiare, di anno in anno, questa ricorrenza.
Buona Strada,
Marconato Fabio
