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Et homo factus est: Dio si è fatto uomo

Dio si è fatto uomo e ha preso il volto di Gesù di Nazaret. Il Verbo, Parola eterna del Padre, si è fatto uomo. Che cosa vuol dire questo?

Per trent’anni si è immerso nella nostra umanità ed è diventato nostro fratello. Tant’è che quando in Cielo c’è da risolvere qualche problema che riguarda la Terra, ci si rivolge a lui come “nostro avvocato”. Meglio di Lui non c’è nessuno. Si è laureato in umanità a pieni voti. Si è fatto uomo.

Non c’è che dire: questa è una provocazione per noi. Noi pensiamo che si nasca uomini. E, invece, uomini si diventa. Pagando il prezzo di lunghe fatiche. Dopo trafile di studi. Sottoponendoci ad estenuanti sacrifici. Affrontando le tribolazioni di esami che non finiscono mai. Col rischio permanente di dover ricominciare daccapo ogni volta che una prova va male.

Farsi uomo è tutto un programma. Che va svolto con pazienza. Che deve essere scrupolosamente approfondito. Che richiede i suoi tempi. Che non può essere abbreviato con scorciatoie di comodo.

Comprenderete bene, carissimi, che se Gesù Cristo è il modello sul quale dobbiamo costruire la nostra esistenza, anche noi, come Lui, dobbiamo farci uomini.

Anche noi dobbiamo intraprendere quella difficile carriera di umanità nella quale pensavamo di essere professionisti consumati, per diritto di nascita, mentre siamo costretti a riconoscerci appena novizi, alle prese con le prime regole dell’apprendistato.

Esperti in umanità. Capaci di comprensione e di perdono, di accoglienza e di sorriso, di lacrime e di gioia. Disponibili all’ascolto e all’attesa, al credito e al compatimento, all’indulgenza e all’incoraggiamento. Pronti a scommettere e a ricominciare. A parlare i linguaggi della povertà e a non scandalizzarci delle miserie altrui. A capire le lentezze e ad accelerare i segni della speranza.

Esperti in umanità. Uomini fino in fondo alla maniera di Gesù. Questo è il nostro augurio per questo Santo Natale: che diventiamo tutti esperti in umanità.

Un augurio lieto a tutti di Buon Natale!

Fraternamente,

don Antonio C., don Aldo., don Giovanni e la comunità delle Suore.