Le pecore al pascolo

L’altro giorno correndo in macchina sono passato vicino ad un gruppo di pecore e mi sono chiesto: “Perché l’uomo di oggi non riesce ad essere un po’ come le pecore che stanno bene insieme, che vivono in pace, che si rispettano, che sono docili all’ascolto del pastore? Certo perché noi siamo uomini, ma vero è che quando incominciamo a vivere insieme, molto presto nascono litigi, gelosie, invidie, cattiverie, odi, rancori, guerre…Da soli ci si pensa anche santi. Ma già con un’altra persona ci si accorge rapidamente di non esserlo e di aver davanti tanta strada da fare.

La comunità dei dodici

Penso sempre alla comunità dei dodici, riunita intorno a Gesù; sono uomini totalmente diversi uno dall’altro: pescatori, riscossori delle tasse, semplici contadini. Ma sempre a chiedersi chi è il più grande, chi è il migliore, a chi spetta il primo posto…E questa purtroppo è la storia di ogni comunità. Cosa rende allora possibile lo stare insieme, l’amarsi poi come fratelli, essere comunità? È la presenza di Gesù. È Lui che ha dato loro la forza per vincere le paure, i ripiegamenti, e uscire invece per annunciare le meraviglie, le grandi opere di Dio.  È per questo che di domenica in domenica i discepoli, diventati apostoli, si sono ritrovati a spezzare il pane e ad ascoltare la Parola di Dio; perché lo stesso Gesù si fa presente.

La presenza di Gesù

Ce lo ricorda S. Paolo nella lettera ai Corinzi, il modo di farsi presente di Gesù: “Prendete e mangiate…prendete e bevete. Fate questo in memoria di me.”  La presenza di Gesù è nel pane e nel vino che il sacerdote in ogni Eucarestia consacra a nome di tutta la comunità.  Gesù vuol vivere la comunione con noi attraverso questo segno per aiutare i discepoli ad essere comunità.  Anche nella nostra comunità è impossibile vivere da fratelli se lo Spirito di Gesù non è presente, se non si condivide l’Eucarestia.

La lavanda dei piedi

Il Giovedì Santo Gesù lava i piedi ai suoi discepoli. Pietro si rifiuta, ma poi è costretto da Gesù a lasciarsi lavare i piedi. È un gesto importante per dire che occorre che ci lasciamo noi tutti lavare i piedi da Gesù; che ci lasciamo amare in profondità da Lui…per poi vivere il servizio all’interno della nostra comunità.  Perché occorre riconoscere che il Signore ha distribuito diversi carismi, ministeri, doni, vocazioni… è una comunità con tante ricchezze, con tanti servizi.

Fare ed essere comunità

Ci sono diversi gruppi, iniziative, persone che si impegnano con dedizione, spendendo il loro tempo per il bene della parrocchia. Eppure ciò che ci fa davvero essere comunità non è solo fare, ma camminare assieme, dove ciascuno comunica all’altro quello che ha scoperto e insieme ci si dà speranza, insieme si testimonia, insieme si tenta di creare un mondo nuovo. Si è comunità quando ci si sostiene, ci si vuole bene, ci si aiuta, si prega per l’altro. È bello sentirsi dire: “Prego per lei, don Antonio, ogni giorno”.

Lo sguardo nuovo

Ma alcuni diranno: “Dove, don Antonio, tutto questo? Sei tu che vedi tutto questo, noi no!” Credo che ciascuno di noi abbia potuto constatare cosa può fare la cattiveria, la malvagità, la barbarie umana, l’odio profondo…capace anche di uccidere degli innocenti, delle persone inermi.  È vero, il male è tremendo, ma io sono sicuro che il bene lavora di nascosto, si vede e non si vede, gioca un po’ a nascondino, ma c’è. A volte siamo abituati a fare noi i progetti, come se tutto fosse in mano nostra, come se  i successi o i fallimenti dipendessero solo da noi.

“Padre mi affido a Te”

Gesù si è fidato dei progetti di Dio suo Padre e si è consegnato addirittura alla morte.  È Dio che ha il suo disegno sull’umanità, sul mondo e su di noi e anche noi dobbiamo dire con Gesù: “Padre mi affido a te. Credo che tu guidi la storia, il mondo e non ci abbandoni nelle vicende che siamo chiamati a vivere ogni giorno”.  Gesù invita anche noi a spendere la nostra vita con Lui, a viverla come dono; a “lavarci i piedi gli uni e gli altri” …È vero a volte non ce la facciamo ed è per questo che ci ha dato il suo Pane e mandato il suo Spirito: per avere la forza del suo amore… Grazie Gesù della tua presenza, del tuo amore e aiutaci ad amarci come tu vuoi, ad amarci come fratelli.  E tutto ciò  agli occhi del mondo creerà “stupore e meraviglia”.  

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