Come va il mondo? 

Saremmo tentati di dire: male, sempre peggio…provando ad analizzare la situazione attuale potremmo evidenziare alcuni fatti che in questo tempo ci interpellano. Il quadro che ne esce non è certo incoraggiante:

  • un crescendo della criminalità comune: non c’è giorno in cui non si senta parlare di rapine, furti, spaccate;
  • una criminalità organizzata (mafia, camorra, ‘ndrangheta) che imperversa nel sud e che comincia a mettere radici anche nel nord,
  • la diffusione della droga e in particolare della cocaina che porta alla distruzione di tante vite;
  • i drammi familiari sempre più frequenti: figli che uccidono i padri e le madri, mariti che uccidono le mogli o viceversa;
  • una politica incapace di trovare delle soluzioni insieme per il bene del paese; sempre più rissosa, aspra, dura, conflittuale;
  • una situazione internazionale drammatica aggravata dalla guerra in Ucraina.

Tutto ciò ci fa provare sentimenti di sdegno, rabbia, impotenza, sconforto…

L’altra domanda che ci facciamo: e Dio cosa pensa di tutto questo? Non verrà a castigarci, non verrà a fare un po’ di pulizia, non avrà un giudizio severo sul mondo? 

Il nostro modo di pensare è simile al padrone della parabola del fico: “Taglialo perché non porta frutti, sfrutta il terreno per niente!”. Tradotto: “Basta Signore, vieni e castiga! Vieni e punisci”, perché questa umanità è incapace di costruire un mondo di pace, di giustizia e di amore.  

Ma il modo di pensare di Dio è ben diverso. Ancora una volta la Parola di Dio ci sorprende, ci stupisce, perché il modo di agire di Dio è lontano dal nostro.  “Lascialo anche quest’anno, finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto per l’avvenire…”

Gesù vuol farci intravedere il vero volto di Dio: è un Dio paziente, che aspetta i tempi di ciascuno, che non si impone con la forza, che dà fiducia, che offre sempre un’altra occasione. Egli non viene per castigarci, ma per dare speranza all’uomo smarrito e disorientato.

Ma mi piace anche un altro volto che il libro dell’Esodo ci propone. È il Dio che ascolta il grido degli oppressi: “Ho osservato la miseria del mio popolo e ho udito il suo grido… conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo”. Quante volte abbiamo l’impressione che Dio sia uno spettatore nel nostro mondo, che sia fuori dalla mischia, che guardi dall’alto le vicende umane. Invece è un Dio che si prende cura del suo popolo, che capisce le nostre sofferenze, che sa delle nostre miserie, che ascolta il nostro grido di aiuto.

Ci stiamo preparando alla grande festa della Pasqua e contempleremo ancora una volta la scelta di Dio. Un Gesù che va a morire per amore, per la nostra salvezza; un Gesù che riesce a rovesciare la storia; un Gesù che dal male riuscirà a trarre il bene; dall’odio, dalla violenza, dalla cattiveria riuscirà ad aprire la strada dell’amore.

Ecco il nostro Dio: ha condiviso in tutto la nostra condizione di uomini e soprattutto quella decisiva della sofferenza e della morte per trasformarle in speranza e vita vera. Il nostro non è il Dio della morte ma della Resurrezione, è il Dio della croce ma anche della tomba vuota, che ci invita, nonostante tutto a credere nell’intima bontà dell’uomo, nella nostra possibilità di portare frutto e nella nostra capacità di costruire un mondo di pace e di giustizia, se sappiamo guardare a Lui.

La Pasqua di quest’anno ci faccia sperimentare l’amore infinito di Dio per noi e ci faccia costruttori di pace, di giustizia e di speranza.

Un augurio di Buona Pasqua a tutti voi e alle vostre famiglie,

Don Antonio, don Giovanni, don Aldo, don Gianni e la comunità delle Suore

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