Getta nel Signore il tuo affanno ed Egli ti darà sollievo  - Salmo 54 

Lo “zaino” del nostro cuore è spesso pieno di ricordi dolorosi, di sofferenze, di peccati che abbiamo collezionato sulle strade della nostra vita e che ci trasciniamo dietro. Piccole sofferenze o grandi prove, qualche volta segreti che credevamo dimenticati per sempre riemergono, pesano sulle nostre spalle e ci fanno cadere.

Tanti colpi abbiamo ricevuto, tante esperienze ci hanno ferito, ci hanno disgustato o   hanno impresso nelle nostre anime rimorsi che ci creano affanno e mal di fegato.

Tentiamo di dimenticare per saggezza: “Non bisogna ancorarsi al passato!” oppure per avere pace: “Non voglio più pensarci!”, “Rimuoviamo”.  Tuttavia, anche se i nostri sforzi sono riusciti a respingere i ricordi fin nell’inconscio, tutto ciò che abbiamo vissuto rimane in noi, influisce nei nostri comportamenti e ci fa persino… ammalare.

Quei ricordi e quelle sofferenze sepolte sono come le piante selvatiche, che tenti di strappare, ma le radici rimangono. Crescono di nuovo, ci invadono, ci soffocano, ci consumano la vita.

E noi siamo come quel bambino un po’ presuntuoso che vuol portare da solo fardelli che non riesce quasi a sollevare. Suo padre l’accompagna, cammina accanto a lui. Ma il bambino rifiuta l’aiuto che gli offre. Fatica, soffre, a volte cade e si ferisce malamente.

Dio è nostro Padre. Suo figlio Gesù Cristo è venuto nel mondo per “portare” le nostre sofferenze, i nostri peccatima bisogna fidarsi di Lui con l’umiltà di chi è consapevole che da solo non può sostenere il peso della vita.

La Pasqua è la rimozione delle pietre. Dio rimuove le pietre più dure, contro cui vanno a schiantarsi speranze e aspettative: la morte il peccato, la paura, i rimorsi. La storia umana non finisce davanti a una pietra sepolcrale, perché Gesù è risorto. Noi come Chiesa siamo fondati su di Lui e, anche quando ci perdiamo d’animo, quando siamo tentati di giudicare tutto sulla base dei nostri insuccessi, Egli viene sempre a fare cose nuove, a ribaltare le nostre delusioni, a trasformare la morte in vita nuova. Ciascuno oggi è chiamato a ritrovare nel Vivente colui che rimuove nel cuore le pietre più pesanti” (papa Francesco).

Un augurio sincero di Buona Pasqua di Risurrezione a tutti voi e alle vostre famiglie

Don Antonio, don Giovanni, don Aldo, don Gianni e la comunità delle suore

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