C’è un tarlo che sta intaccando lo spirito del credente e forse anche della società: è il tarlo del pessimismo. Viene bene espresso dall’affermazione: “Guarda come va il mondo… sempre peggio”; è un tarlo che procura disfattismo, stanchezza, incapacità a cogliere il bene e riduce l’entusiasmo e l’impegno per continuare a costruire un mondo più bello, più pulito, più umano.
Mi piace quello che dice il libro degli Atti degli apostoli quando descrive l’evento della Pentecoste: “Mentre stava per finire il giorno di Pentecoste…”.
“Mentre stava per finire…”: proprio quando sembra che le cose finiscano, lo Spirito Santo arriva; si apre una strada nuova; si spalancano nuovi scenari e come dice un famoso detto: “Quando si chiude una porta e si apre un portone”. Lo Spirito arriva con suo soffio e scaraventa a terra tutte le paure, tutte le difficoltà, tutti i timori e apre orizzonti nuovi.
Bisogna rileggere la propria vita attraverso questi passaggi dello Spirito: dalle esperienze di morte lo Spirito ci risolleva alla vita; dai momenti di tenebre ci ridona la luce; dall’abisso della disperazione alla speranza.
È quello che hanno vissuto anche gli apostoli radunati con Maria; erano timorosi, vinti, delusi, sconfitti, tristi, rinchiusi dentro casa.
E proprio quando ormai ci sembra che Dio non intervenga più, che il tempo sia trascorso, Egli viene con la sua potenza, con la sua grazia, con la sua consolazione. “Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove abitavano. Apparvero loro come delle lingue di fuoco, che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro”.
Non dobbiamo dubitare, Dio viene e ci travolge con il suo Spirito. Dio viene e non ci abbandona. Tutto questo crea nella folla stupore e meraviglia. Abbiamo bisogno di questi occhi nuovi per vedere le opere del Signore, le sue meraviglie, i suoi continui prodigi.
Anche nella nostra comunità il Signore continua a compiere meraviglie. Mi vengono in mente due giovani delle nostre parrocchie che stanno facendo il loro cammino verso una consacrazione. Offrono la loro vita a Dio per il servizio ai fratelli. In una società dove emerge sempre più il pensare per sé, ecco due giovani che donano la loro vita. Mi viene in mente una coppia di miei ex parrocchiani che mi hanno annunciato che hanno ricevuto il battesimo. Avevo battezzato i loro due figli e ora anche loro hanno ricevuto questo sacramento. Mi è piaciuto il loro entusiasmo, la loro gioia nel raccontare la loro fede e la loro esperienza del Signore.
E oggi dobbiamo ringraziare il Signore delle nostre comunità: lo Spirito ha distribuito diversi carismi, doni, ministeri, vocazioni. Sono comunità con tante ricchezze. Ci sono gruppi, iniziative, persone che si impegnano con dedizione, spendendo tempo ed energie. Ci sono tante brave persone nella nostra comunità!
Tutto questo ci aiuta a camminare: ciascuno comunica all’altro quello che ha scoperto e insieme ci si dà speranza, insieme si testimonia, insieme si crede e insieme si costruisce il regno di Dio.
Ecco il compito di noi cristiani: c’è un invito a portare luce, speranza, entusiasmo, gioia negli ambienti di vita: lavoro, famiglia, scuola, relazioni sociali. Ce n’è tanto bisogno…
