Saluto di benvenuto a don Antonio da parte della comunità di Loreggia
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Carissimo don Antonio, benvenuto!
Benvenuto nella nostra comunità. La accogliamo con la gioia che viene dalla fiducia nel Signore che, in questo momento della nostra storia umana, civile ed ecclesiale di Loreggia, ci ha affidato lei, proprio lei, come pastore. Nulla avviene per caso nell’ottica del credente, ma corrisponde ad un disegno di salvezza personale e comunitario. Ringraziamo dunque il Signore del dono della sua nuova presenza. Un grazie sincero va al Vescovo mons. Gardin che l’ha scelto e nominato, al delegato per la pastorale (mons. Mario Salviato), che ce l’ha presentato, al vicario foraneo (mons. Giorgio Marangon), al coordinatore della Collaborazione Antoniana (don Claudio Bosa) e a tutti i numerosi sacerdoti che l’hanno accompagnato in questo solenne ingresso, tra cui anche don Giovanni Marcon nuovo cappellano della Collaborazione. (a Don Aldo, un pensiero particolare, come pure a don Leone che sicuramente sta pregando per lei e per noi).
Il ringraziamento di Don Antonio per l'accoglienza ricevuta
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Vorrei ringraziare tutta la comunità per l’accoglienza ricevuta. Mi sono sentito già a casa per l’affetto dimostratomi. Vorrei domandarvi di avere pazienza e comprensione nei miei confronti perché entrare in un nuova comunità non è sempre facile e occorre tempo per conoscere le persone e la storia che l’ accompagna. Grazie…
Don Antonio
Io spero di essere così: impastato di umanità, dentro le vicende degli uomini del mondo di oggi
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C’è un’immagine che mi accompagna nel mio ministero di prete. La prendo da una poesia di don Elder Camara, vescovo brasiliano, il quale scriveva: “Vorrei essere come una pozza d’acqua, che riflette il cielo”.
Io spero di essere così: impastato di umanità, dentro le vicende degli uomini del mondo di oggi (come dice papa Francesco: “dobbiamo prestare orecchio ai battiti di questo tempo e percepire l’«odore» degli uomini d’oggi, fino a restare impregnati delle loro gioie e speranze, delle loro tristezze e angosce), capace di condividere le gioie, le speranze, i desideri profondi e soprattutto le croci, le amarezze della vita di ogni giorno”.
Il Messaggio allegato alla "Busta di Natale" del 2014
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Cari parrocchiani,
insieme al nuovo numero del Bollettino vi arriva anche una “Busta di Natale” con la richiesta di un aiuto per le necessità economiche della parrocchia, in particolare per sostenere le spese del restauro della Chiesa.
Questo restauro, avviato con il consenso e il supporto del Consiglio Pastorale (CPP) e del Consiglio per gli Affari Economici (CPAE) della parrocchia si è reso necessario a causa dello stato di precarietà del tetto e del soffitto che non poteva essere trascurato ulteriormente.
L’impegno economico che questo comporta è ingente, tanto più che, pur pressati da queste urgenze, non vogliamo dimenticare le necessità dei poveri (anche con l’aiuto della Caritas e del Fondo di solidarietà), come nemmeno dei nostri missionari (oltre all’aiuto ordinario, ci impegniamo con P. Adriano Pelosin per la costruzione di una chiesa in Asia). È vero che abbiamo ottenuto anche un consistente contributo della CEI, ma la maggior parte delle spese resta sulle nostre spalle (vedere maggiori dettagli a pag. 17-19 del Bollettino).
