Il progetto sulle emozioni che abbiamo svolto dopo le vacanze di Natale ci ha reso consapevoli che il nostro cuore è la casa che ci portiamo ovunque siamo e che le azioni buone permettono di costruire la nostra “casa del cuore” “sulla roccia”.
“Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande”
Su entrambe le case cade la pioggia, i fiumi inondano, i venti soffiano forte e tutte queste forze della natura vanno a scagliarsi sulle due casette che sono state costruite da poco.
Però a questo punto della parabola, capitano due cose diverse: la casa costruita sulla roccia resta in piedi, non crolla, resiste alla pioggia, al vento, alla corrente dei fiumi che la circondano. Quando torna il sole e il sereno, la casetta è ancora lì, piccola, ma salda. Ha tenuto al sicuro i suoi abitanti, perché le sue fondamenta erano profonde, scavate nella roccia.
Invece la povera casina costruita sulla sabbia, è simile ai castelli che costruiamo d’estate in spiaggia! Appena arrivano la pioggia, il vento, la violenza del fiume in piena, la casa crolla, si sbriciola, è ridotta così male che non si riesce neppure a riparare. Proprio come era successo anche nella storia dei tre porcellini!
Ma perché Gesù racconta questa parabola?
Sta parlando ai discepoli e spiega che non bastano le “parole”: quello che conta veramente è mettere in pratica quello che Lui ci insegna. Chi mette in pratica le Sue parole, costruisce sulla roccia. Sono piccole cose di ogni giorno, da vivere con fedeltà, senza stancarci: portare il sorriso nelle nostre giornate affrontando gli impegni quotidiani senza brontolare; essere pronti a fare un servizio, una gentilezza, senza farci pregare. Condividere con gli altri quello che abbiamo e quello che sappiamo fare. Prestare attenzione ai nostri comportamenti verso gli altri. Trovare il modo per fare la pace, per scusarsi se si ha commesso un errore; parlare insieme agli altri per trovare delle soluzioni condivise. Saper esprimere i nostri sentimenti verso gli altri. Ascoltare ciò che ha da dirmi il mio compagno. Bastano piccole-grandi azioni come queste, per vivere il Vangelo giorno dopo giorno. Ed è così che costruiamo la nostra casa del cuore sopra la roccia.
Potranno arrivare le piogge della tristezza, il vento della sofferenza, la corrente del fiume della rabbia, ma niente mai potrà distruggere la nostra casa del cuore costruita sulla roccia.
Il regalo di Pasqua preparato dai bambini per le loro famiglie racchiude proprio questo significato: ogni bambino ha realizzato il proprio cuore, giorno per giorno, un po’ alla volta, con impegno e volontà, aggiungendo una perlina dopo l’altra. Ogni perla colorata corrisponde all’impegno messo per realizzare qualcosa di buono e di bello, per noi o per chi ci sta accanto; corrisponde a un’azione che contribuisce a costruire un po’ alla volta la nostra casa del cuore sulla roccia.
Questi comportamenti belli e costruttivi contribuiscono a costruire la pace nel pezzo di mondo in cui noi viviamo, nella speranza che, con la collaborazione di tutti, la pace possa regnare in tutto il mondo.
