Un’altra bellissima avventura sta iniziando presso la scuola dell’infanzia!

I primi giorni di scuola sono stati dedicati all’accoglienza e alla conoscenza dei bambini nuovi iscritti e delle loro famiglie. La Festa del Ciao è stata poi l’occasione per riabbracciare i bambini più grandi dopo la pausa estiva che, un po’ dispiaciuti per la fine delle vacanze e un po’ vogliosi di reincontrare amici e maestre, hanno ripreso le routines scolastiche. Ora tutti insieme, gradualmente, stiamo scoprendo quale bellissima avventura formativa ci accompagnerà quest’anno e in questi primi giorni di scuola abbiamo conosciuto un tenero amico riccio di nome Amedeo.

Lo sfondo integratore del progetto formativo proposto nell’anno scolastico 2024/2025 che si intitola “Diamoci una zampa” prende spunto dal libro per  l’infanzia “Il Riccio Amedeo” scritto da Agostina Borsato e Anna Maria Guardiero, illustrato da Anna Berton, tre professioniste del nostro territorio che, attraverso il loro racconto e le loro immagini, danno spunti ai bambini per aprire lo sguardo verso chi è vicino a noi, imparare a chiedere e a dare aiuto, arricchire l’amicizia con l’atteggiamento solidale.

“Diamoci una zampa” vuole essere una proposta “a misura di bambino” per educare alla solidarietà partendo da piccoli gesti quotidiani e il nostro nuovo amico sarà un piccolo, tenero ma coraggioso riccio di nome Amedeo che avrà la fortuna di essere aiutato nel suo cammino da vari amici.

In una società dove tende a regnare l’individualismo educhiamo i bambini, società del futuro, ad allargare lo sguardo e la mente, a capire che “insieme” sono possibili tante cose che da soli non riusciamo a raggiungere, che “insieme” si va più lontano, che “insieme” tutto è più bello. La felicità interiore si raggiunge “insieme agli altri”, camminando e crescendo con la comunità.

La solidarietà, passa attraverso relazioni effettive, per cui solo se riusciremo ad evadere dal nostro egocentrismo e a prenderci cura di chi ci sta accanto, saremo veramente uniti “in solidum” con l’altro e saremo capaci di attuare la solidarietà. Da qui, la necessità di cominciare a pensare a sé non in termini individualistici, ma come parte viva e attiva di una relazione sociale.

Imparare a conoscersi senza pregiudizi ed egoismi, guardare all’altro come elemento essenziale di una comunità e immedesimarsi nella sua anima, tutto ciò consente ad ognuno di abitare più profondamente sé stesso riconoscendo l’altro come strumento di amplificazione della comprensione del sé e di arricchimento reciproco. Vicinanza, relazione e continuità costituiscono, pertanto, i vincoli di fondo di un corretto linguaggio solidale che pone la persona al centro del progetto educativo.

Dopo il verbo “amare” il verbo “aiutare” è il più bello del mondo

Comunità è una nozione che evoca accoglienza, cooperazione, solidarietà. La comunità è il modello più elevato del vivere insieme, che conferisce forma e sostanza alle potenzialità dell’essere umano naturalmente proiettato verso gli altri. Comunità, quindi, come modello di aggregazione, di vita societaria che restituisce dignità, protagonismo e diritti alla persona, ricollocandola al centro dell’interesse pubblico. Perché un’autentica comunità sociale deve riuscire a coniugare identità e alterità, uguaglianza e differenza, favorire il dialogo tra persona e persona in modo da configurarsi come una vitale rete di interconnessioni fondata su una nuova antropologia delle relazioni umane, quella della solidarietà.

La comunità, dunque, offre alla persona la possibilità di esplicarsi nella propria irripetibile concretezza e peculiarità ed è proprio l’esclusività di ciascuno che alimenta la comunità. Singolarità e comunitarietà sono dimensioni che generano una circolarità virtuosa. La solidarietà indica il percepirsi come parte attiva della comunità stessa, dove ognuno è diverso da qualsiasi altra persona culturalmente definita, ma affine ad ogni altra persona per dignità umana.

Ecco allora che con riccio Amedeo affronteremo tante bellissime avventure che ci aiuteranno ad assumere atteggiamenti solidali fin da piccolini e ci faranno sentire parte di una comunità: la comunità scolastica e la comunità parrocchiale!

Buon anno scolastico a tutti noi!

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