Nei primi mesi del 2019 nell'ambito del Consiglio pastorale parrocchiale è nata l'idea di portare i resti mortali di Longo Angela, mamma di Don Carlo, dentro il loculo del figlio, che si trova nella cappella per sacerdoti al centro del cimitero di Loreggiola, prelevandoli dall'ossarietto dove si trovavano. Il parroco Don Leone Cecchetto si dichiarò d'accordo, ma disse di attendere il nuovo parroco, considerato che lui era dimissionario. Anche il Comune disse che il trasferimento si poteva fare e che esso non comportava alcun onere per l'amministrazione comunale. Il 12 ottobre 2019 arrivò il nuovo parroco Don Antonio Cusinato e si attese per dargli modo di conoscere un po' le nuove parrocchie. Poi arrivò il Covid 19 e si fu costretti a rinviare tutto. Il 17 novembre 2020 la proposta fu portata nella seduta del Consiglio pastorale, che all'unanimità espresse parere favorevole. Il 22 gennaio 2021 la ditta incaricata ha effettuato l'estumulazione. Erano presenti il parroco e Squizzato Luigi in rappresentanza del consiglio pastorale.
Il 15 febbraio 2021 la ditta incaricata ha scritto nell'angolo sinistro inferiore del loculo queste parole:
LONGO ANGELA
n. 1845 m.1932
mamma di don Carlo
La spesa complessiva è stata di euro 622, IVA compresa. Essa è stata completamente pagata da un benefattore che desidera mantenere l'anonimato.
Longo Angela era nata a Noale l'11 novembre 1845 e nel 1919 venne ad abitare a Loreggiola in canonica assieme al figlio Don Carlo da poco nominato parroco. Donna di fede, era sensibile ai bisogni dei poveri che allora erano la grande maggioranza della popolazione. Fu sempre vicina al figlio col suo aiuto e incoraggiamento sostenendolo anche nei momenti difficili e problematici da lui trascorsi. È doveroso dire che lo stesso atteggiamento amorevole assunse anche la comunità cristiana di allora che non fece dei difetti anche di un certo spessore e delle debolezze del parroco un alibi per allontanarsi dalla fede e dalla pratica religiosa. La chiesa era sempre piena e numerose furono le vocazioni alla vita religiosa e sacerdotale. I cristiani di Loreggiola di allora nella loro semplicità diedero un grande esempio di fede e di carità, che è di grande attualità anche per noi oggi.
Don Carlo visse a Loreggiola in canonica, amato e rispettato, fino alla sua morte, avvenuta il 12 maggio 1967. Per ben venti mesi prima della morte, avendo bisogno di assistenza, specie di notte, i parrocchiani a turno vegliarono gratuitamente accanto al suo letto e se qualcuno per qualche motivo non poteva andarci, versava una quota di lire 1500 per farsi sostituire.
Quando Longo Angela morì piamente a Loreggiola il 14 gennaio 1932 il figlio parroco la fece tumulare in un loculo perpetuo da lui acquistato nel cimitero di Loreggia, posto sul lato sinistro entrando. Quando in quel cimitero nel 1990-1991 il Comune demolì i loculi più vecchi perché ormai fatiscenti, tra i quali c'erano anche quelli perpetui, diede ai proprietari di questi ultimi due possibilità: chi voleva conservare la perpetuità del loculo poteva farlo, previo pagamento delle spese; chi invece vi rinunciava riceveva in cambio la concessione a titolo gratuito per 30 anni di un ossarietto nuovo. Don Primo Tieppo, il parroco di allora, optò per la seconda possibilità e il 19 giugno 1992 fece portare nel cimitero di Loreggiola in un ossarietto, posto alla sinistra entrando, i resti mortali della mamma di Don Carlo, dove rimasero fino al 22 gennaio 2021. Ora le due persone, unite in vita, riposano assieme anche dopo la morte.

