È vero, chi mi conosce lo sa, sono una fan del catechismo di seconda elementare, ma ho contagiato anche la mia cara collega Viviana che nella nostra ultima riunione di verifica ha detto che è la gratificazione del catechista! Insieme abbiamo cercato di analizzare i motivi di tanto entusiasmo.

Innanzitutto il tipo di proposta che fa l’itinerario diocesano Sicar del primo anno è molto semplice ed efficace: si ripropone essenzialmente di far conoscere Gesù ai bambini! Sembra banale, ma non lo è. Fino a qualche anno fa infatti nessuno poteva dire di non conoscere le basi della nostra fede; oggi invece, sempre maggiore è il rischio di uno scollamento tra la vita sociale e la vita cristiana, e così a volte, dopo il battesimo dei figli, ci si dimentica di coltivare una certa spiritualità, finché l’inizio del catechismo non fa nascere nuove opportunità di riavvicinamento alla chiesa. E così ogni anno nuovi cuccioli e nuove famiglie si riaffacciano alla vita della parrocchia ed è un vero piacere parlare loro di Gesù e tessere nuove e belle relazioni.

La presentazione di Gesù è affidata principalmente alle voci di alcuni personaggi che con i loro racconti mettono in risalto vari aspetti della sua vita e della sua persona e danno modo a noi catechiste di approfondire in modo semplice le diverse tematiche.                    
Trovare gli interpreti per i nostri personaggi è uno degli aspetti più faticosi, ma anche più gratificanti dell’anno di seconda elementare, perché dà modo di coinvolgere molte persone della comunità nel programma di catechesi. Dobbiamo così ringraziare Matteo e Gianluca, i nostri super papà che non hanno avuto timore di indossare tunica e kippà per parlare ai bambini della scuola ai tempi di Gesù; Giancarlo/papà di Benjamin; Luca il pescatore; Silvano/Giairo… e in modo particolare i ragazzi/e del gruppo Scout che si sono resi disponibili per tutti gli altri personaggi. Ringraziamo anche Carmelo e Giancarlo che ci hanno aiutato nella preparazione del gioco in legno; nonno Sergio che ci ha fatto da maestro nel laboratorio, e tutte le mamme, papà, nonne che ci hanno supportato in vari modi.

Tra i momenti più significativi di quest’anno c’è la consegna del Padre Nostro, tappa ormai consolidata per i bambini di seconda elementare, che attraverso un breve momento di riflessione e la celebrazione in chiesa dà valore all’inizio del loro percorso di avvicinamento a Gesù. Anche l’ultimo incontro sul rosario con i nostri “cugini” di Loreggiola è stato molto piacevole. Abbiamo organizzato la proposta insieme ad Amabile e suor Nazarena, e con la complicità di un luogo particolare, preparato sempre con cura da cari amici, ne è nato un bel momento di preghiera e di convivialità con bambini e genitori. Confidiamo che sia l’inizio di una bella collaborazione.

Il nostro ringraziamento più grande però va ai bambini, per la loro tenerezza, curiosità, e quest’anno in modo particolare, per il loro affetto. Quando ti corrono incontro lasciando tutto per abbracciarti, che sia in parrocchia, in chiesa o al supermercato, allora vuol dire che sei sulla strada giusta nella relazione con loro. Sarà che dopo anni in cui il contatto fisico tra le persone era stato abbandonato e sostituito dalla paura del contagio, gli abbracci dei bambini oggi allargano il cuore.

Ma possibile che vada tutto così bene? Nessuna fatica? Magari! Non sarebbe reale. Su tutte, l’avere sempre meno tempo a disposizione e il fatto che ci siano sempre meno catechisti (tanto che qualcuno ha dovuto fare doppio gruppo) sono quelle che pesano di più, e anche se questo è un problema generale di tutte le classi, non lo rende meno preoccupante, anzi. Messe sulla bilancia però soddisfazioni e fatiche, per fortuna le prime hanno sempre il peso maggiore, e davanti agli occhi di bambini e ragazzi ci si scorda di tutto. Provare per credere!

Non ci resta che augurarci che il nostro entusiasmo sia contagioso e che nuove persone trovino il coraggio e un po' di tempo da dedicare ai nostri ragazzi e si rendano disponibili per questo bello e importante servizio alla nostra comunità.

Cosetta e Viviana

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