25/26/27 APRILE 2025
“Il Giubileo degli Adolescenti è stato confermato nonostante la morte inaspettata di Papa Francesco stia coinvolgendo tutta la Chiesa e tocchi da vicino ognuno di noi”
Così è iniziato il viaggio di oltre 200 mila adolescenti, partiti da tutte le parti d’Italia e dal mondo verso Roma, sostituendo le lacrime e la tristezza per la perdita di Papa Francesco con i loro sorrisi, inondando la capitale di Gioia. Anche Loreggia e Loreggiola hanno partecipato, partendo insieme alle parrocchie di Resana e Piombino Dese.
Carichi come sempre, siamo saliti in bus verso Roma. La sveglia presto è stata una compagna fissa per questi tre giorni, ma l’energia di questo momento e la voglia di vivere a pieno questa esperienza non ci hanno fatto sentire la fatica e la stanchezza.
Il primo momento forte lo abbiamo vissuto insieme a tutta la Diocesi di Treviso nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura dove abbiamo vissuto il passaggio della Porta Santa, simbolo del passaggio verso una nuova vita, e ricevuto l’Indulgenza, tesoro costituito dalla forza del Bene vissuto da Cristo.
Il giorno seguente abbiamo ascoltato una testimonianza, dove abbiamo visto come la Fede sia il filo della nostra vita, e come le nostre scelte si intreccino alla perfezione in questo percorso. Ce l'ha portata una sorella che, promessa del calcio rumeno, ha scelto di dedicare la sua vita a Cristo, in seguito alla chiamata ricevuta, sentendo che questo le dava quello che aveva sempre cercato e che nel suo ordinario, sebbene ricco e di successo, non trovava.
Abbiamo avuto poi il tempo per visitare la Città eterna (Roma sempre magnifica), prima di rientrare nei nostri alloggi e consumare la cena.
Qualche intoppo inevitabile visto i numeri che eravamo c'è stato, ma accompagnatori e catechisti sono sempre stati pronti a fare vivere al meglio ogni momento, a loro va un grande Grazie.
Un viaggio lungo, che però ci ha portato a conoscerci, responsabilizzarci, e aver fiducia l’uno dell’altro, tutto sotto la protezione di chi ci ha voluti lì in quei giorni.
L’ultimo giorno, il più fast di tutti, abbiamo vissuto la funzione liturgica di domenica 27 aprile, in cui il Monsignor Pietro Parolin ci ha accolto così: “La gioia Pasquale, che ci sostiene nell’ora della prova e della tristezza, oggi è qualcosa che si può quasi toccare in questa piazza; la si vede impressa soprattutto nei vostri volti, cari ragazzi che siete venuti da tutto il mondo a celebrare il Giubileo. A voi rivolgo un saluto speciale con il desiderio di farvi sentire l’abbraccio della Chiesa e l’affetto di Papa Francesco, che avrebbe desiderato incontrarvi, guardarvi negli occhi, passare in mezzo a voi”.
Gli accompagnatori
