Ognuno di noi ha giocato sulla spiaggia a fare i castelli di sabbia: si riempiono i secchielli di sabbia umida ben pressata e poi si capovolgono per fare le torri. Con la sabbia umida, stretta tra i palmi della mano, facciamo i muretti, a volte intervallati dagli steccati costruiti con i legnetti trovati in riva al mare. Se poi si fa scivolare la sabbia molto bagnata dalla punta delle dita, vengono fuori delle decorazioni davvero originali! C’è solo un dispiacere quando si fanno i castelli di sabbia: basta poco, pochissimo, per distruggerli! Un’onda che si spinge un po’ più avanti, subito mangia via un pezzo della nostra costruzione! Oppure il piede di qualcuno che cammina distratto, atterra completamente una bella torre. Se poi si mette a piovere non resta più traccia del nostro castello.
Non so se Gesù, da piccolo, abbia giocato a fare i castelli di sabbia, però nel Vangelo una parabola fa venire subito in mente questa esperienza. Gesù sta facendo un discorso molto serio e usa una parabola per farsi capire meglio. Racconta di due uomini: un uomo saggio, assennato, con la testa sulle spalle, che per costruire la sua casa sceglie di mettere le fondamenta nella roccia salda. Ci vuole fatica per piantare i pilastri nella roccia: bisogna usare il piccone, lavorare duro, per giorni e con impegno. L’altro uomo della parabola non ha voglia di fare troppa fatica, e si mette a costruire la sua casa sulla sabbia, dove scavare è facile e veloce. Ascoltiamo come l’evangelista Matteo ci riferisce questa parabola: “Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande”. Le due scene descritte sono praticamente identiche: su entrambe le case cade la pioggia, i fiumi inondano dappertutto, i venti soffiano forte, e tutte queste forze della natura vanno a scagliarsi sulle due casette che sono state costruite da poco.
Però a questo punto della parabola capitano due cose diverse: la casa costruita sulla roccia resta in piedi, non crolla, resiste alla pioggia, al vento, alla corrente dei fiumi che la circondano. Quando torna il sole e il sereno, la casetta è ancora lì, piccola, ma salda. Ha tenuto al sicuro i suoi abitanti, perché le sue fondamenta erano profonde, scavate nella roccia. Invece la povera casina costruita sulla sabbia, è simile ai castelli che costruiamo d’estate in spiaggia! Appena arrivano la pioggia, il vento, la violenza del fiume in piena, la casa crolla e si sbriciola. Questo insegnamento di Gesù lo vogliamo proporre ai bambini durante tutto quest’anno scolastico aiutati anche dalla presenza di tre simpatici amici che ben hanno capito il valore e l’importanza di costruire una casa sicura: Timmi, Tommy e Jimmy!
La fiaba de “I tre porcellini” è una fiaba dai profondi insegnamenti. I tre porcellini sono tre fratellini che sembrano uguali ma sono profondamente diversi. Rappresentano l’essere speciali in ogni scelta e in ogni modo di essere. Ogni bambino ha una sua unicità ed è costruttore, anche se ancora piccolino, di relazioni e conoscenze. Ma è bene essere consapevoli che, con la buona volontà e l’impegno, i risultati raggiunti sono sempre più grandi. Ogni porcellino sarà libero di scegliere dove e come costruire la propria casa, ma ogni scelta avrà le sue conseguenze…
I tre porcellini sono la rappresentazione del bambino che cresce, passando attraverso gli errori e, a volte anche le brutte esperienze, ma traendo sempre grandi insegnamenti per continuare a rialzarsi e continuare a camminare nella giusta via. Essa insegna in maniera semplice quanto sia importante impegnarsi senza pigrizia in ciò che si fa. Il terzo porcellino rappresenta il bambino diligente e astuto che riesce a sconfiggere il suo più grande nemico con intelligenza e con impegno.
“La nostra casa sulla roccia” (percorso di Insegnamento religione cattolica) e la fiaba del “I tre porcellini” rappresenteranno il percorso formativo che aiuterà i bambini a riflettere sul proprio cammino di crescita, sui valori che saranno il “faro” verso cui orientare le proprie scelte. Sarà un percorso sulla consapevolezza di sé e delle proprie potenzialità, sulle proprie emozioni e sul valore dell’impegno personale nelle scelte e nelle imprese che intraprendiamo. I valori dell’amore, del volersi bene, dell’essere altruisti, del rispettarsi rappresenteranno la roccia su cui costruire la propria casa ovunque si vorrà costruire.
Ben arrivati a scuola cari bambini e care famiglie, ben arrivati anche a Timmi, Tommy e Jimmy e insieme cominceremo questo nuovo anno scolastico che sicuramente sarà ricco di tante avventure e nuove amicizie!
