Domenica 15 maggio, nel corso della Santa Messa delle 10:30, c’è stata la benedizione delle campane, ritornate a casa dopo l’intervento di restauro.
Per l’occasione la funzione è stata celebrata all’aperto sul sagrato della chiesa, animata da rappresentanti dei tre cori parrocchiali, come nelle grandi occasioni, e presieduta dal vescovo Michele Tomasi, con accanto il “nostro” vescovo Fernando Mason oltre ai nostri sacerdoti (don Antonio, don Giovanni, don Aldo e don Leone).
È stato bello vedere una intera comunità, rappresentata anche dal sindaco Fabio Bui che all’inizio della celebrazione ha salutato il vescovo Michele per la sua presenza, ritrovarsi, in una bella mattinata di sole, con i suoi pastori attorno a quelle campane di cui si sentiva ormai la nostalgia e che rappresentano l’identità di un paese.
Dalla discesa dei bronzi dal campanile dello scorso 5 novembre 2021, sino alla loro salita avvenuta l’ultima settimana di maggio di quest’anno, i loreggiani hanno provato un silenzio particolare, accompagnato dalla curiosità e allo stupore dei parrocchiani quando, l’8 maggio, le nostre sei campane sono tornate a Loreggia, esposte per più di quindici giorni sotto al tendone affianco alla chiesa in tutto il loro splendore. Grandi e piccini hanno potuto ammirarle, toccarle e fotografarle, conservando un ricordo unico per la loro storia personale e per la storia del nostro paese.
Finalmente il loro suono, dall’alto del campanile, riprenderà a scandire non solo i tempi della giornata e della preghiera, ma anche della nostra storia nei momenti di festa e di dolore, per rendere grazie o elevare suppliche al Signore. Le campane infatti non emettono semplicemente dei suoni, ma – come ha detto il vescovo Michele – ci parlano sempre, a seconda delle circostanze, e spesso ci anticipano le notizie; inoltre la loro voce supera i ristretti confini territoriali e quindi ogni forma di campanilismo, ricordandoci che il tempo e lo spazio non ci appartengono, ma sono di Dio che ci ama e ci invita ad amarci tutti come fratelli.
