A partire da inizio novembre 2021 iniziano i lavori di restauro radicale di tutto il complesso campanario. La scelta è motivata dal parere di esperti del settore riguardo al forte stato di usura che da anni intacca i nostri bronzi e dalla necessità di un cambio del castello portante.
Cenni storici
Le nostre campane son state fuse dalla fonderia “Luigi Cavadini e Figlio” di Verona, celebre in Veneto per oltre un secolo da metà Ottocento al secondo dopoguerra per produrre campane dall’ottimo stile estetico e dalla raffinatezza di fusione. Il complesso di cinque bronzi attuali in Re bemolle maggiore è stato fuso nel 1893 utilizzando le sagome di Avesa (VR). Dal 1905 al 1926 le nostre campane sono state oggetto di più incrinature (rotture e crepi) e rifusioni operate dalla stessa ditta in periodi diversi. Dopo le rifusioni i pesi attuali delle nostre campane sono: 370 kg (la campanella), 539 kg, 637 kg, 886 kg e 1386 kg (la grande).
Stato attuale
L’usura dei nostri bronzi ha come unico colpevole i battagli installati, forgiati con ferri troppo duri e iper-resistenti rispetto alla campana stessa.
Anche il castello, ovvero la struttura portante delle campane in ferro, necessita di una sostituzione, essendo l’attuale appoggiato al muro, non autoportante e ormai particolarmente datato.
Lavori previsti
- Le campane verranno portate a terra per poi essere spedite in Austria ad Innsbruck presso la fonderia Grassmayr, specializzata per il restauro di bronzi antichi. Ai nostri bronzi verrà ricostruito l’anello sonoro, ovvero la fascia interna distrutta dai battimenti del battaglio;
- il nuovo castello verrà costruito dalla ditta Elettrojolly di Legnaro (PD). Verrà rivista e restaurata tutta la meccanica delle campane (ruote, contrappesi e battagli nuovi forgiati in ferro dolce); inoltre verrà rivisto l’impianto elettrico, verranno revisionati i motori e cambiati i quadri elettrici. Le campane invece verranno velocizzate e portate a “doppio sistema”: sia elettriche sia a corda, per favorire la rinascita di una squadra campanaria in paese per rendere più solenni, con il suono manuale, le maggiori feste dell’anno liturgico;
- al complesso campanario esistente verrà aggiunta una sesta campana piccola, fusa dalla fonderia De Poli di Vittorio Veneto;
- approfittando dell’assenza delle campane, la cella campanaria verrà restaurata nelle parti danneggiate dalle infiltrazioni d’acqua e ritinteggiata.
Costi
La spesa prevista per l’intera opera riguardante i lavori sul castello, il restauro delle cinque campane, la fusione della sesta nuova campana, il restauro delle componenti elettriche per la gestione automatizzata delle campane, il ripristino della modalità di suono manuale, il restauro e la ritinteggiatura delle pareti della cella campanaria, i lavori accessori di smontaggio, trasporto e rimontaggio sono stati quantificati intorno a € 100.000.
Il costo è importante ma confidiamo nella generosità dei parrocchiani, sempre presente e preziosa con il sostegno economico, in occasione di importanti interventi effettuati sui beni della parrocchia.
