“Che forma ha la tua felicità?” così ci è stata presentata la Route Nazionale Comunità Capi 2024 a inizio anno scout. 

Un campo diverso dagli altri, dove noi, animatori, siamo ritornati un po’ “animati” e ci siamo rimessi in gioco, non solo come guide, ma come individui. 

Difatti, il tema scelto era “Generazioni di Felicità”, sviluppato in vari filoni più specifici che ogni Comunità capi sceglieva e trattava nel corso dell’anno, per poi condividere durante la Route. Noi, come Co.Ca., abbiamo scelto il filone “Felici di accogliere”: ci siamo interrogati su ciò che significhi effettivamente nel nostro contesto “accogliere”, soprattutto come elemento di gioia. 

Con le nostre menti cariche di idee, e i nostri zaini carichi di materiale, il 22 agosto siamo partiti da Castelfranco in treno alla volta di Verona, accompagnati da tantissimi altri gruppi scout. 

Poi la sera, dopo aver piantato le tende e cenato, ci siamo diretti ad Arena24, dove abbiamo partecipato alla serata di inaugurazione e all’issa bandiera che apriva l’evento. 

Dopo questa prima mezza giornata di assestamento, ci attendevano due giorni belli carichi, alternati tra due luoghi chiave per la Route: Villa Buri e Verona. 

A Villa Buri si svolgevano attività di tipo prettamente pedagogico: Incontri - focalizzati sul dialogo - e Confronti - tavole rotonde con esperti associativi ed esterni. 

Villa Buri, era anche molto di più: qui abbiamo avuto la possibilità di vivere esperienze di fede nel Bosco della Spiritualità, conoscere realtà locali, regionali e nazionali alla Piazza delle Generazioni, visitare il Villaggio della Sostenibilità, incentrato sui 17 punti dell’Agenda 2030, oppure partecipare attivamente attraverso il gioco nel Luna Park. 

Inoltre due di noi (“Artigiani del Futuro”) hanno partecipato ad un momento di dialogo con altri capi nelle “Botteghe del Futuro”. Qua ci siamo interrogati su cosa ci renda felici, e come ciò possa diventare percorso dell’AGESCI. Noi abbiamo discusso di come l’accoglienza ci riempia di gioia, e cosa significa accogliere a Loreggia. 

A Verona, invece, abbiamo preso parte ad attività di stampo sociale: Tracce - incontri con realtà della città e della regione, attività di servizio o volontariato - e Sguardi - tavole rotonde con relatori esterni al mondo scout. 

Quindi, abbiamo partecipato alla serata di chiusura il 24 agosto, ballando e divertendoci per l’ultima volta assieme e, infine, il 25 agosto mattina la Route si è ufficialmente chiusa con la Santa Messa celebrata dal Mons. Zuppi (Presidente della CEI) e una cerimonia conclusiva con l’ammaina bandiera, dove è intervenuto anche il Ministro per gli Esteri e la Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani. 

Stanchi ma felici, siamo tornati a casa: tre giorni possono sembrare pochi, ma sono stati belli densi di attività, emozioni, pensieri… 

Durante il campo, abbiamo avuto modo di incontrare molti personaggi, anche pubblici, da un altro punto di vista, ossia come scout. 

Gianni Morandi, Roberto Vecchioni, il Vicepresidente del Consiglio Tajani (e altri) hanno condiviso per un periodo della loro vita i nostri stessi valori dello Scoutismo, nonostante abbiano ora una vita così diversa l'uno dall'altro. 

Era dal 1997 che non si teneva una Route nazionale Capi, e viverla quest’anno, in concomitanza dei cinquant’anni della nostra associazione AGESCI lo ha reso ancora più speciale: vedere così tante persone (quasi 20000!), con vissuti così diversi accomunati dalla passione per lo Scoutismo è difficile da credere.  

La nostra Route non è stata priva di problemi però: per quanto il campo fosse nazionale, a volte veniva difficile sentirsi comunità, specie quando si avevano tempistiche così strette come le nostre e il dialogo sembrava un elemento secondario. 

Seppur così tante persone hanno fatto sacrifici per partecipare (in particolare chi veniva dal Sud e dalle Isole), alcune attività non hanno rispecchiato affatto ciò che ci si aspetta da un’organizzazione di così grande portata. 

In un mondo pieno di contraddizioni come il nostro, nonostante la voglia di essere testimoni di civiltà, portando avanti i valori del nostro Patto Associativo può sembrare arduo. Pensiamo però che durante questi giorni questo fardello sia stato attenuato, sapendo di condividerlo con così tante altre persone, assieme alle quali possiamo veramente diventare generazioni di felicità. 

Bradipo Disponibile e Fenicottero Amichevole 

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