Quest'anno noi ragazzi dell'ACG di quarta e quinta superiore abbiamo preso parte a un camposcuola di "Libera" dal 22 al 27 Agosto presso Pugliano di Teano (Caserta).
Libera è una rete di associazioni e cooperative sociali, nata nel 1995, coinvolte in un impegno non solo “contro” le mafie, la corruzione, i fenomeni di criminalità e chi li alimenta, ma per la giustizia sociale, la tutela dei diritti e mantenere una memoria viva e condivisa.
In questi giorni, impegnativi ma emozionanti, siamo stati accolti dalla cooperativa "La Strada" nel bene confiscato alla mafia intitolato "Antonio Landieri", dove abbiamo incontrato anche alcuni ospiti della struttura. Questi ultimi, segnati da un vissuto non facile, ci hanno fatto compagnia per tutta la nostra esperienza. Libera infatti si occupa, oltre alla gestione dei beni confiscati, anche alla reintegrazione sociale delle persone meno fortunate. Al di fuori del nostro gruppo, inoltre, erano presenti altri ragazzi provenienti da diverse regioni d'Italia.
Le nostre giornate erano suddivise in due parti. Durante la mattinata eravamo occupati in attività riguardanti la cura dell' immobile confiscato: raccolta di noccioline, cernita di ceci, pulizie e assistenza in cucina. Questi momenti, seppur impegnativi, sono stati ottime occasioni per socializzare con gli altri gruppi presenti. Dopo il pranzo, invece, si teneva la formazione: si sono presentati diversi abitanti del luogo per darci la loro testimonianza di vita.
In particolare noi ragazzi siamo rimasti colpiti dal racconto di un imprenditore della zona. Quest'ultimo ci ha narrato la sua esperienza ravvicinata con la mafia che ha vissuto nel momento in cui la sua azienda ha iniziato ad ingrandirsi. L'aspetto che più ci ha toccato è stata la costanza e il coraggio con cui l'imprenditore si è opposto alle ripetute minacce e tentativi di estorsione che sono divenute una costante nella sua quotidianità. Una lotta che è costata cara: la perdita della libertà personale e quasi della sua azienda. L'imprenditore è infatti stato, per un periodo di tempo, sotto scorta della polizia e nel 2007 è stato vittima di un incendio doloso che ha distrutto i tre quarti della sua intera proprietà. La sua testimonianza ha avuto un impatto molto forte poiché abbiamo appreso che i "no" contro l'illegalità possono risultare molto più pericolosi e faticosi dei "sì", ma essendo necessari a contrastare la mafia ne valgono la pena.
Questa esperienza è stata molto significativa per noi giovani della parrocchia poiché, avendo sempre identificato questi argomenti come lontani dalla nostra realtà, toccando con mano i posti in cui la mafia è entrata nella vita delle persone, siamo venuti a conoscenza di molti punti di vista che prima non tenevamo in considerazione.
Il gruppo Azione Cattolica Giovanissimi di quarta e quinta superiore
