Misura: il valore di una grandezza, espresso come rapporto tra la grandezza data e un’altra grandezza della stessa specie assunta come grandezza campione o grandezza unitaria (e detta in tal senso unità di m.) e determinato mediante un appropriato metodo di misurazione.

Così dice l’Enciclopedia. Così vogliamo anche dirci noi di AC che quest’anno ci vogliamo rapportare e mettere a misura, per stare sul pezzo, come ci è stato detto alla Veglia Diocesana di Avvento lo scorso 28 novembre, per stare al passo con il tempo che c’è ora e cogliere tutto quello che ci viene dato e donato qui. Ognuno secondo la propria misura.

Il 2020 si è rivelato un anno davvero strano, ci ha mostrato ancora una volta che tutto può sorprendere, che mai nulla è detto, che mai nulla è deciso solamente da noi. I cambi di passo ci sono, e a questo punto, molte volte non dipendono da noi, a loro ci dobbiamo adattare. Papa Francesco ha detto anche altro; l’umanità si è ritrovata su una barca, in mezzo al mare, nel pieno di una tempesta improvvisa. Il problema era il mare, diverso da come l’avevamo trovato nel corso della nostra vita associativa, all’improvviso la tempesta ci ha colti di sorpresa, e ora? Ora ci mettiamo di fronte e cerchiamo di affrontarla con ogni mezzo possibile, ognuno con la propria misura.

Ri-organizzarsi è stato complicato all’inizio. Le attività si sono bloccate, sospese tra un “Cosa facciamo? Come procediamo? Come possiamo muoverci per garantire a tutti di vivere al meglio questo tempo?”

Le reazioni sono state diverse, ma la certezza di volersi rivedere, quella c’è sempre stata. Quest’anno è stato, diciamolo: particolare! Prima ci ha visti spaventati, poi rinchiusi in casa, poi tranquillizzati, a maggio ci ha visti Liberi, e ora, di nuovo ci vede sospesi e fermi. Fermi nei nostri divani, nei nostri letti, sulle nostre sedie in cucina. Sempre con la videocamera e il computer accesi, perché se non ci possiamo incontrare, come AC abbiamo bisogno almeno di vedere! Di guardarci, di sorriderci con lo schermo che ci divide. A inizio pandemia è stato davvero difficile partire, ripensare ad AC così multimediale. Pensare di doversi trovare online, è stato quasi spaventoso. Ma come ogni cosa nuova, adesso anche questa si è fatta abituale, le attività sono riprese al meglio anche se il timore di non riuscire a raggiungere tutti ancora c’è, perché fare gruppo giovanissimi con uno schermo davanti non è ciò che ci si aspetta. La distanza poi, è imposta.

Ma ormai ora ne abbiamo la certezza, l’AC è sempre su misura, sempre si adatta, sempre si adegua al momento; ce lo dicono i ragazzi, che partecipano e ce lo dicono gli educatori, che continuano a proporre le attività e gli incontri a misura. L’AC è un’associazione di persone che vivono il mondo e stanno sul pezzo, l’adesione quest’anno sarà ancora più forte e consapevole. A vele spiegate è l’invito che ci ha fatto il Centro Nazionale per quest’anno associativo. Partirà tra poco, l’8 dicembre festeggeremo l’adesione e li ricominceremo a camminare come associazione, fino al prossimo 8 dicembre. Darsi una data per festeggiare il nostro essere Azione Cattolica è importante, ci ricorda che come aderenti ogni giorno decidiamo di impegnarci a vivere seguendo ciò che c’è nel Vangelo. Sempre a nostra misura.

Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.

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