Scout: Uscita di Comunità Capi
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Venerdì sera, e per la precisione il 27 febbraio, in piazza a Loreggia si sono radunati alcuni individui ben poco rassicuranti in braghe corte calzettoni lunghi e imbarettati come eschimese. D’altronde, chi sarebbe rassicurante conciato in quel modo?
La cosa bella è che questi scout, (chi altro si concerebbe in quella maniera?), e più esattamente i capi scout, stavano per partire per condividere una giornata in cui fare un po’ di comunità e lanciarsi in una nuova personale sfida che presentasse per ognuno l’obiettivo per i prossimo due anni: il “Progetto del Capo”.
Per cui dopo aver trovato le coordinate e decifrato il percorso ci siamo messi in strada destinazione Carceri, piccola frazione di Este dove è situata una casa di spiritualità per scout intitolata a Giulia Spinello. Abbiamo così attraversato l’intera provincia di Padova passando affianco alle splendide luci che i colli e le loro costruzioni ci offrono per poterci permettere un momento di calma dedicato solo a noi educatori, e come svolgere al meglio il nostro servizio nei confronti dei bambini e ragazzi che ci vengono affidati.
E così tra momenti di pura convivialità come la cena, durante la quale ognuno aveva un compito preciso come preparare lo spezzatino, tagliare il salame, lanciare dei brindisi, lamentarsi, correre attorno al tavolo o raccontare la storia della propria vita, momenti in cui anche i più “esperti” sono tornati ragazzi con una mini partita a scout ball, e momenti in cui i più freschi di formazione ci hanno tenuto svegli con dei fortissimi “ban”, siamo arrivati al momento di preghiera della sera. Qui la liturgia delle ore ci ha accompagnato verso la fine della prima parte dell’uscita e a nanna.
Dopo un risveglio un po’ pazzerello al sabato mattina, merito di un capo mattacchione che se n’era andato (a preparare la colazione per tutti) lasciandoci in balia del tempo e del sonno conscio che senza di lui la nostra sveglia era compromessa, abbiamo recitato assieme le lodi mattutine, e siamo stati introdotti da don Davide al vangelo che ci avrebbe accompagnato nella mattinata: le Beatitudini.
Ci siamo quindi lanciati in una visita, guidata proprio da don Riccardo che si occupa dell’abazia, del luogo meraviglioso e pieno di storia che ci circondava. Una storia che, come al solito, è maestra di vita. Che ci racconta di come anche degli uomini votati a Dio, come i frati che vivevano in quel posto, persero di vista il fine ultimo della propria esistenza, persero di vista la propria vocazione alla santità, si sono lasciarono assuefare dalle tentazioni che il mondo offriva. E tutto questo senza perdere quell’intuizione grande della fede, come testimonia l’architettura insolita della chiesa che fecero ricostruire in seguito alla rivolta dei contadini da loro oppressi. Una chiesa la cui facciata era inclinata rispetto all’intera struttura, così da rappresentare il capo reclinato di Gesù, e il capo reclinato nostro quando entriamo nella Sua casa.
Ci debba essere da monito la storia di questi abati, che da ospitali divennero chiusi su loro stessi, che pensando di essere arrivati, di essere giunti alla destinazione della loro ricerca interiore hanno perso l’occasione di crescere ancora e diventare ancora più capaci di amare e di realizzare il progetto che Dio aveva in serbo per loro.
Conclusa la visita dell’abazia di Carceri ci siamo dedicati al nostro fine ultimo dell’uscita: il Progetto del Capo. Il progetto del capo è un’istantanea che noi capi scout scattiamo della nostra vita attuale, dentro e fuori l’ambiente AGESCI. Ci scattiamo questa “foto” per capire meglio come siamo cresciuti dall’ultima volta che ce la siamo fatta e cosa vorremmo cambiare per la prossima che scatteremo. Per questo motivo nei diversi ambiti toccati dal progetto siamo chiamati a prenderci degli impegni concreti che ci consentano di crescere ma soprattutto di poterci verificare.
Successivamente ognuno di noi ha condiviso quanto riteneva del proprio progetto, per renderci più uniti e per aiutarci anche a camminare nella direzione che vogliamo, tutti, comunque, verso un obiettivo comune: l’educazione dei nostri ragazzi.
Conclusa la condivisione, ci siamo sfamati con un lauto pranzo e ci siamo rimessi in viaggio in direzione Loreggia, affiancati da nuovi obiettivi da raggiungere per migliorare ancora.
Ringraziamo con il cuore, dunque, chi ha permesso a noi membri della Comunità Capi di avvicinarci di più l’un l’altro con questa uscita e di trovare nuovi stimoli per ricominciare l’anno nuovo con rinnovata verve. Grazie alla parrocchia che ci ha generosamente ospitato, grazie a chi ha organizzato il tutto, i nostri attivissimi Capi Gruppo Irene, Adelchi e Don Davide, grazie ai capi più esperti, che hanno sempre una parola, un sorriso una risata scaccia pensieri la quale ti ricorda che nonostante tutte le fatiche e tutte le avversità, che inevitabilmente piovono su chi si cimenta ad educare i ragazzi e giovani, non c’è nulla di invalicabile e la soddisfazione più grande passerà sempre attraverso la maturazione e la crescita di coloro che ci vengono affidati ogni sabato pomeriggio. Che per quanto ci sentiamo inadatti e incapaci sono la comunità e Dio a rendere il nostro messaggio non solo convincente, ma anche solido ed efficace. Che se questa è davvero la nostra vocazione allora non dobbiamo temere nulla, perché c’è anche qualcun altro che lavora con noi. Dopotutto, anche Giona è riuscito a convertire Ninive.
Fabio Marconato

Festa di fine anno 2015/2016
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"Un!". "Dois!". "Três!". "Quatro!". "Cinco!". "Seis!". E' iniziata così l'uscita di chiusura delle attività di quest'anno: numerandoci in brasiliano (non senza difficoltà dovute all'approssimarsi della fine dell’anno scolastico) per dividerci in squadre miste tra il Branco, il Reparto e il Clan, ognuna con il proprio nome e motto. Abbiamo quindi partecipato alle pre-Olipiadi, che si svolgeranno in brasile questa estate, dove in diverse stazioni dovevamo: costruire abitazioni, raccontare la storia di Robert Baden Powell (il fondatore dello scautismo), dimostrare le nostre ben collaudate abilità espressive e di gioco di squadra. Il tempo così è volato fino all’ora di cena.
Nonostante le previsioni meteo e un cielo ben poco rassicurante, che non ci ha consentito di dormire in tenda, abbiamo allietato la serata intrattenendo le autorità brasiliane, con le scenette, bans e canti che ogni squadra aveva preparato nel pomeriggio.
Prima di andare a nanna ci è stata raccontata la storia della "minestra di sassi". Il racconto ci ha ricordato che se tutti portiamo e condividiamo i nostri talenti, possiamo ottenere risultati straordinari.
Il giorno dopo destati dal sonno, abbiamo fatto colazione in sala del cinema (a volte le previsioni del tempo hanno ragione!) e poi tutti assieme ai genitori abbiamo partecipato alla S.S. Messa.
Verso le undici, dopo aver strappato qualcuno dai giochi gonfiabili dietro alla chiesa, pronti per la festa dell’oratorio nel pomeriggio, ci siamo diretti ai “tre ponti” dove in una battaglia con fanti, cavalieri e bersaglieri dovevamo recuperare delle preziosissime pelli dal campo avversario.
Nel frattempo i genitori e alcuni capi si sono ritrovati per parlare discutendo assieme il tema dell'adolescenza che quest’anno è stato trattato in maniera approfondita in Comunità Capi.
Per terminare (come siamo soliti) in bellezza porchetta e patate al forno per circa 140 persone e una gara di dolci in cui i giurati hanno avuto notevoli difficoltà ad assaggiarli tutti per premiare il migliore.
Ma anche se le attività sono terminate i saluti si possono rimandare perché ci sono ancora tre campi che devono essere preparati! Infatti le Vacanze di Branco si svolgeranno sul Lago di Santa Croce dal dal 24/31 luglio, il Reparto andrà sul Montello dal 24 luglio al 04 agosto e il Clan/Fuoco farà una Route a Roma per il Giubileo della Misericordia dal 06/13 agosto.
Al termine di questi due giorni e di quest'anno di attività non ci resta che ringraziare tutti i nostri capi che dedicano sforzo, energie e tempo, a don Davide che è sempre presente nelle nostre avventure e al nostro Parroco Don Leone che è sempre disponibile.
Ovviamente non dimentichiamo i cuochi/genitori Nicola, Stefano e Giancarlo che hanno preparato il pranzo per noi e ci hanno divertito in cucina.
A presto con le avventure dei campi estivi.
Buona Caccia e Buona Strada.
Alice

Presentazione progetto educativo 2014-2017
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Domenica 14 giugno Lupetti/e, Esploratori/trici, Rover/Scolte, fratelli, genitori, nonni e capi del gruppo scout Agesci Loreggia 1 si sono riuniti per vivere assieme la fine delle attività annuali 2014/2015.
La giornata è iniziata incontrando il Signore, alla Santa Messa, il quale ci ha accompagnato (e ci accompagnerà) durante le nostre attività estive.
In seguito, si è colta l’occasione per la presentazione, ai genitori, del Progetto Educativo, ovvero quel documento nel quale sono definiti gli obiettivi del gruppo fino al 2017. Sulla base di questi, ogni branca L/C, E/G e RYS andrà a definire il proprio programma annuale.
La definizione degli obiettivi deriva da una precedente analisi dei nostri ragazzi: delle loro caratteristiche e delle realtà che vivono. Dalla famiglia alla scuola, dalle associazioni sportive a quelle ludico ricreative, dalla realtà parrocchiale a quella civile. Da questo lavoro di osservazione, ne sono stati, poi, dedotti i loro bisogni educativi, sui quali si incentreranno le nostre attività.
Responsabilità, Avventura e Rispetto sono diventate, quindi, le parole d’ordine, dei nostri programmi, per il prossimo triennio.
Come nella più classica delle tradizione scout, una volta di ritorno tutti i ragazzi da una mattina di giochi in prato Wollemborg, si è conclusa la giornata tutti riuniti attorno al tavolo per un pranzo in compagnia.
Nonostante le attività siano state concluse, le varie branche sono già orientate in pieno all’organizzazione dei campi estivi: il Branco della Roccia Azzurra andrà a Campolongo sul Brenta, il Reparto a Tramonti di Sotto, mentre il Clan/Fuoco si avventurerà in una Route da Lucca a Siena, lungo la via Francigena.
Tale giornata si è, inoltre, caratterizzata per essere avvenuta in seguito all’incontro di Papa Francesco con 100.000 scout; rivolgiamo quindi a tutti il suo appello al dialogo, alla costruzione di ponti e non di muri!


Educazione al Senso Civico: puliamo Loreggia 2015
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Ammettetelo! Chi di voi non si è chiesto chi fossero quegli strani personaggi che con giubbetto catarifrangente ETRA, sacchi di plastica, guanti (ed è stato avvistato anche un carrello da supermarket!) che si aggiravano per Loreggia domenica 31 maggio 2015? Beh, eravamo noi scout e alcuni volenterosi cittadini che hanno partecipato alla manifestazione Puliamo Loreggia organizzata assieme al nostro Comune. Noi del Clan (età 17/20 anni) siamo stati particolarmente coinvolti in questa attività poiché stiamo sviluppando il tema della conoscenza del territorio per il nostro “capitolo”. Infatti, seguendo ciò che ha detto Baden Powell (il nostro fondatore), lasciate il mondo migliore di come l'avete trovato (che è stato anche il motto dell'evento).
Graziati in extremis dal meteo abbiamo potuto anche quest'anno, seppur con meno forze del solito, raccogliere ogni tipo di rifiuti che si celano nei meandri loreggiani. Divisi in tre gruppi siamo passati in molte strade, vie, piazze e parchetti e anche grazie alle pinze fornite dall'ETRA abbiamo ripulito il paese da innumerevoli mozziconi e pacchetti di sigaretta, nonché carte di caramelle (che pare siano molto apprezzate dai loreggiani), bottiglie di vetro, lattine, vari pezzi di plastica non identificabili, giornali, volantini e altri rifiuti che abbiamo ovviamente differenziato.
Gandhi diceva che “Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere”. Si, il mettersi in gioco, lo sporcarsi le mani è un punto fermo dei nostri valori scout. A tutti noi cittadini piace l’ordine e la pulizia, ma purtroppo siamo sempre pronti a denunciare lo sporco nelle strade senza fare nulla. Per essere il cambiamento che vorremmo vedere alle volte non servono grandi gesti ma fare più attenzione a dove riponiamo le nostre immondizie. Stanchi ma fieri di aver riempiti molti sacchi di rifiuti, segno che il nostro passaggio è stato fruttuoso, siamo stati premiati con dei panini buonissimi per questa giornata dedicata al rispetto del nostro territorio!
E' giunto il momento di ringraziare chi ha reso possibile questa manifestazione: l’amministrazione comunale di Loreggia che ha organizzato l'evento, in particolare l'assessore Livio Genesin, l'ETRA che ha fornito gli strumenti e tutti i cittadini che hanno contribuito alla realizzazione di questo importante progetto e in fine a noi scout dell’Agesci Loreggia 1.
Vi aspettiamo numerosi il prossimo anno all’ultima domenica di maggio con il sole o con la pioggia per diventare il cambiamento che tutti vorremmo vedere.
Grazie
Alice
Clan dei Viaggiatori Liberi
Capi scout in pellegrinaggio a Roma
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Quando un gruppo di persone condivide un percorso che dura anni, quando si perseguono gli stessi obiettivi, quando ci si confronta su tematiche che a volte risultano anche piuttosto spinose, ecco pronta sull’uscio la necessità di vivere un’esperienza forte, un’esperienza che esuli dalla quotidianità (se così si può chiamare, data la dinamicità delle nostre avventure) e che dia nuovi stimoli.
La Comunità Capi di Loreggia alla fine dell’anno scorso ha sentito questa necessità… Nonostante fossimo comunque abbastanza legati, abbiamo sentito il bisogno di rinforzare la nostra identità, in modo che quando parliamo di “NOI” in qualità di capi dello stesso gruppo, non sia un “NOI” di pura formalità, ma un “NOI” che parte da dentro, nel quale ci si possa davvero riconoscere. Dopo un’analisi delle nostre necessità, siamo stati tutti concordi nel dire che per passare ai nostri ragazzi un messaggio di fede dobbiamo essere noi i primi a viverlo con convinzione e dobbiamo essere uniti in questo obiettivo. Ecco dunque spiegata l’idea del pellegrinaggio a Roma il 10, 11 e il 12 ottobre 2014.
In quest’avventura (perché, strano a dirsi, ma anche quella di fede può essere un’avventura a tutti gli effetti!!) siamo stati accompagnati da don Luca che ci ha fornito costanti provocazioni e spunti di riflessione che ci permettessero di vivere appieno il nostro pellegrinaggio, coronato dalla partecipazione all’Angelus in Piazza S. Pietro di domenica 12 Ottobre.
Il nostro weekend è stato scandito da varie tappe, tutte improntate su un cammino di fede. Abbiamo infatti visitato la Basilica di San. Agnese e le sue catacombe, la Basilica di San. Paolo, la Basilica di San Pietro, la chiesa di San. Agnese in Agone, e la Basilica della Santa Croce di Gerusalemme poi già che c'eravamo l'Altare della Patria e i Fori Imperiali.
Non abbiamo sicuramente messo a tacere la vena spassosa e un po’ da eterni Peter Pan che ci contraddistingue, infatti in serata abbiamo fatto un po’ i turisti e ci siamo divertiti a mangiare seduti sulle gradinate di Piazza di Spagna.
Tornati a casa ci siamo guardati negli occhi e abbiamo ammesso che un’esperienza di questo genere ci ha dato molto più di quello che ci aspettavamo. Ancora una volta essere scout ci ha permesso di vivere un’esperienza con occhi diversi, dandoci cosi la conferma del fatto che anche noi possiamo puntare in alto.
Lasciamo concludere quest’articolo a Sir Robert Baden Powell:
"Quando sembra tutto cancellato, allora parti per l'avventura: apriti la strada con coraggio. Quando ti sembrano cancellati l'entusiasmo, la speranza, l'amore, questi tre sentimenti meravigliosi, allora parti per l'avventura con coraggio".
Buona strada
Guilia
La Comunità Capi del Loreggia 1
