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Comunità Capi Scout

Una domanda ci ha accompagnati quest’anno: Dove andavano i Discepoli di Emmaus?

Ogni autunno quando si riparte con le attività scout, dopo una meritata sosta dai “campi” estivi, non si sa come finirà l’anno. O meglio, c’è il progetto di gruppo triennale, ci sono i programmi delle branche, il programma pastorale diocesano, ma la provvidenza è la compagna più sincera nel trasformare riunione dopo riunione le varie montagne di difficoltà in sassolini da custodire gelosamente perché ogni problema superato è una conquista nella vita.

Quest’anno sabato 10 giugno 2017 alla chiusura delle attività si sono concretizzate tutte le aspettative di qualche mese prima. La Comunità Capi per metà si è rinnovata con giovani forze e una maggiore consapevolezza di chi siamo ci ha portato a concludere un bellissimo anno di attività, molto intenso e ben speso. L’equilibrio tra formazione personale e di gruppo e le attività metodologicamente ben programmate con i ragazzi hanno dato nuova vitalità all’intero gruppo riportando a livelli alti nella formazione dello scautismo. Potenziare i capi gruppo della Comunità Capi, l’equilibrio tra giovani capi e meno giovani, la formazione dei singoli capi e di gruppo, un solido programma di catechesi, la presenza discreta in parrocchia nei servizi, il sostegno dei genitori nelle varie attività e tanta voglia di giocare dei ragazzi sono state le pietre d’angolo per costruire un anno eccezionale.

Noi scout ce la tiriamo con i moti del nostro fondatore Baden-Powell come quello che dice:”Non esiste bello o brutto tempo ma buono o cattivo equipaggiamento”, nel senso che per affrontare qualsiasi avversità bisogna essere preparati. Per preparati intendiamo una minuziosa programmazione rendendo i ragazzi, che ci sono affidati, protagonisti delle attività perché reali autori della propria maturazione personale. Questo è successo quando la squadriglia pipistrelli ha organizzato, alla chiusura, un torneo di “roverino” per tutto il gruppo scout con i genitori. Gli esploratori hanno concluso una delle attività più importanti del reparto che si chiama “Impresa”, con grande soddisfazione da parte di tutti noi nel giocare assieme.

Poi è seguita la S.S. Messa celebrata dal nostro assistente Don Davide, che è sempre presente se non fisicamente in “chat” (anche la tecnologia se usate bene è utile), una mega pizzata con tutti i genitori e non poteva mancare la gara di “master chef” per la consolidata gara di torte preparate dai genitori, con tanto di giudici a 5 stelle eccezionali.

La chiusura anche se breve è stata molto bella, e la soddisfazione di un bell’anno trascorso ci ha ricaricato per la preparazione delle attività estive.

Il Branco della roccia azzurra trascorrerà le Vacanze di Branco a Melara (Ro) dal 30/07 al 06/08/2017, il Reparto orizzonte a svolgerà il campo estivo a Sovramonte (Bl) dal 05/08 al 14/08/2017, e il Clan/Fuoco sarà impegnato nella Route sull’alta vi n°1 delle Dolomiti, dal 08/08 al 12/08/2017.

Volevamo ringraziare Don Leone per l’ospitalità e per accogliere le nostre richieste (alle volte bizzarre), ai catechisti per la disponibilità quando le attività programmate si sovrappongono, ai collaboratori/gruppi nella pastorale come il NOI che ci aiutano nelle nostre attività e che accolgono i nostri Rover/Scolte nei servizi, ai genitori destinatari indiretti della nostra proposta educativa, ai ragazzi che accettano di mettersi in cammino e a noi capi che un grazie riempie il cuore. Grazie.

Concludiamo richiamando il tema diocesano: “I discepoli di Emmanus”, perché ci sentiamo un po’ come loro in cammino alla costante ricerca del Signore senza accorgerci, alle volte, che è sempre con noi nel guidarci e sostenerci in questo bellissimo servizio educativo nella nostra chiesa. 

Eliseo Guin

La Comunità Capi Loreggia 1

P.S. Attenzione che prossimamente festeggeremo il quarantesimo della presenza del gruppo scout Don Antonio Serafin a Loreggia, e sarà un anno che spacca.

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Sabato 25 marzo, 8 più e meno giovani si sono ritrovati alle ore 12.45 in piazza a Loreggia,  direzione Jesolo. No, non è stata l’improvvisa necessità di aprire la stagione marittima a spingere la comunità capi scout di Loreggia a quest’uscita ma la voglia di partecipare al convegno regionale per capi “Intreccio di passioni”; due giorni durante i quali quasi 2300 capi scout del Veneto si sono interrogati su come coltivare e rendere fruttuose le relazioni che si intrecciano nel nostro percorso di educatori e persone inserite nel tessuto sociale del nostro territorio. Dalle esperienze condivise nei vari livelli associativi l’ AGESCI ha  percepito una certa fragilità della Comunità Capi, nella gestione delle relazioni tra i capi e nella condivisione delle loro scelte di vita con la CoCa.

Il convegno è stato il culmine di un percorso iniziato qualche mese fa durante il quale la Co.ca (abbreviazione di comunità capi) di Loreggia si è interrogata sui valori fondanti del gruppo e ha definito la propria identità attraverso anche il confronto con un’altra comunità capi, il Vicenza 8.

Dopo aver diligentemente montato le tende al Parco Pegaso di Jesolo ci siamo diretti al Pala Arrex; la vista delle duemila e più camice azzurre era davvero impressionante. Il sabato pomeriggio il convegno si è aperto con l’intervento di Johnny Dotti professore all’ università  Cattolica di Milano e presidente di Welfare Italia Servizi e Donatella Mela medico internista e capo guida d’Italia. Attraverso le testimonianze dei due super ospiti abbiamo riflettuto su come le comunità capi devono essere generative e soprattutto devono essere delle comunità nel senso etimologico della parola ovvero  communitas, da  communis "che compie il suo incarico ( munus) insieme con ( cum) altri" e non  immunitas,  gruppi chiusi su loro stessi che non rischiano di “contaminarsi” con l’esterno. Durante la seconda parte del pomeriggio invece ci siamo confrontati con la comunità capi del Vicenza 8 per prendere coscienza delle potenzialità della nostra comunità capi e pensare a un progetto da realizzare per essere communitas nel nostro territorio.

Dopo una piacevole serata animata dal gruppo “Oltre il sipario” che ha simpaticamente preso in giro i capi scout ci siamo diretti verso le nostre tende consci e consapevoli che uscita scout e cambio dell’ora… non sono un’abbinata vincente!

Alla mattina, dopo aver prontamente smontato le tende in tempo record per poter guadagnare 10 minuti di sonno, siamo tornati al Pala Arrex pronti per affrontare la seconda parte del convegno, durante la quale si è svolta l’assemblea di primavera e i capi hanno avuto la possibilità di partecipare a un approfondimento della tematica relazioni scegliendo fra:   relazione con i ragazzi  relazione con i media e la tecnologia, relazione con il territorio, relazione con Dio, relazione tra adulti, ripartire con una relazione dopo una sconfitta. Ogni gruppo era guidato da un esperto che ha cercato di trasmettere ai capi la consapevolezza che il termine relazione comprende moltissime sfaccettature e che solo l’incontro e lo scambio con il nostro prossimo possono arricchirci e produrre un potenziale ancora maggiore di quanto potremmo offrire come singoli capi.

Dopo la Santa Messa e un lauto pranzo il convegno si è volto verso la chiusura con i dovuti ringraziamenti a chi si è speso in questi mesi per creare un’occasione così entusiasmante di condivisione e crescita. 

Da parte della comunità capi di Loreggia possiamo dire che siamo tornati sicuramente carichi, pronti a impegnarci con rinnovata passione nell'educazione e nel territorio per far crescere i ragazzi che ci sono affidati.

A tutti noi, buona strada

Raganella Effervescente

Venerdì sera, e per la precisione il 27 febbraio, in piazza a Loreggia si sono radunati alcuni individui ben poco rassicuranti in braghe corte calzettoni lunghi e imbarettati come eschimese. D’altronde, chi sarebbe rassicurante conciato in quel modo? 

La cosa bella è che questi scout, (chi altro si concerebbe in quella maniera?), e più esattamente i capi scout, stavano per partire per condividere una giornata in cui fare un po’ di comunità e lanciarsi in una nuova personale sfida che presentasse per ognuno l’obiettivo per i prossimo due anni: il “Progetto del Capo”. 

Per cui dopo aver trovato le coordinate e decifrato il percorso ci siamo messi in strada destinazione Carceri, piccola frazione di Este dove è situata una casa di spiritualità per scout intitolata a Giulia Spinello. Abbiamo così attraversato l’intera provincia di Padova passando affianco alle splendide luci che i colli e le loro costruzioni ci offrono per poterci permettere un momento di calma dedicato solo a noi educatori, e come svolgere al meglio il nostro servizio nei confronti dei bambini e ragazzi che ci vengono affidati. 

E così tra momenti di pura convivialità come la cena, durante la quale ognuno aveva un compito preciso come preparare lo spezzatino, tagliare il salame, lanciare dei brindisi, lamentarsi, correre attorno al tavolo o raccontare la storia della propria vita, momenti in cui anche i più “esperti” sono tornati ragazzi con una mini partita a scout ball, e momenti in cui i più freschi di formazione ci hanno tenuto svegli con dei fortissimi “ban”, siamo arrivati al momento di preghiera della sera. Qui la liturgia delle ore ci ha accompagnato verso la fine della prima parte dell’uscita e a nanna. 

Dopo un risveglio un po’ pazzerello al sabato mattina, merito di un capo mattacchione che se n’era andato (a preparare la colazione per tutti) lasciandoci in balia del tempo e del sonno conscio che senza di lui la nostra sveglia era compromessa, abbiamo recitato assieme le lodi mattutine, e siamo stati introdotti da don Davide al vangelo che ci avrebbe accompagnato nella mattinata: le Beatitudini. 

Ci siamo quindi lanciati in una visita, guidata proprio da don Riccardo che si occupa dell’abazia, del luogo meraviglioso e pieno di storia che ci circondava. Una storia che, come al solito, è maestra di vita. Che ci racconta di come anche degli uomini votati a Dio, come i frati che vivevano in quel posto, persero di vista il fine ultimo della propria esistenza, persero di vista la propria vocazione alla santità, si sono lasciarono assuefare dalle tentazioni che il mondo offriva. E tutto questo senza perdere quell’intuizione grande della fede, come testimonia l’architettura insolita della chiesa che fecero ricostruire in seguito alla rivolta dei contadini da loro oppressi. Una chiesa la cui facciata era inclinata rispetto all’intera struttura, così da rappresentare il capo reclinato di Gesù, e il capo reclinato nostro quando entriamo nella Sua casa. 

Ci debba essere da monito la storia di questi abati, che da ospitali divennero chiusi su loro stessi, che pensando di essere arrivati, di essere giunti alla destinazione della loro ricerca interiore hanno perso l’occasione di crescere ancora e diventare ancora più capaci di amare e di realizzare il progetto che Dio aveva in serbo per loro. 

Conclusa la visita dell’abazia di Carceri ci siamo dedicati al nostro fine ultimo dell’uscita: il Progetto del Capo. Il progetto del capo è un’istantanea che noi capi scout scattiamo della nostra vita attuale, dentro e fuori l’ambiente AGESCI. Ci scattiamo questa “foto” per capire meglio come siamo cresciuti dall’ultima volta che ce la siamo fatta e cosa vorremmo cambiare per la prossima che scatteremo. Per questo motivo nei diversi ambiti toccati dal progetto siamo chiamati a prenderci degli impegni concreti che ci consentano di crescere ma soprattutto di poterci verificare. 

Successivamente ognuno di noi ha condiviso quanto riteneva del proprio progetto, per renderci più uniti e per aiutarci anche a camminare nella direzione che vogliamo, tutti, comunque, verso un obiettivo comune: l’educazione dei nostri ragazzi. 

Conclusa la condivisione, ci siamo sfamati con un lauto pranzo e ci siamo rimessi in viaggio in direzione Loreggia, affiancati da nuovi obiettivi da raggiungere per migliorare ancora. 

Ringraziamo con il cuore, dunque, chi ha permesso a noi membri della Comunità Capi di avvicinarci di più l’un l’altro con questa uscita e di trovare nuovi stimoli per ricominciare l’anno nuovo con rinnovata verve. Grazie alla parrocchia che ci ha generosamente ospitato, grazie a chi ha organizzato il tutto, i nostri attivissimi Capi Gruppo Irene, Adelchi e Don Davide, grazie ai capi più esperti, che hanno sempre una parola, un sorriso una risata scaccia pensieri la quale ti ricorda che nonostante tutte le fatiche e tutte le avversità, che inevitabilmente piovono su chi si cimenta ad educare i ragazzi e giovani, non c’è nulla di invalicabile e la soddisfazione più grande passerà sempre attraverso la maturazione e la crescita di coloro che ci vengono affidati ogni sabato pomeriggio. Che per quanto ci sentiamo inadatti e incapaci sono la comunità e Dio a rendere il nostro messaggio non solo convincente, ma anche solido ed efficace. Che se questa è davvero la nostra vocazione allora non dobbiamo temere nulla, perché c’è anche qualcun altro che lavora con noi. Dopotutto, anche Giona è riuscito a convertire Ninive. 

Fabio Marconato

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"Un!". "Dois!". "Três!". "Quatro!". "Cinco!". "Seis!". E' iniziata così l'uscita di chiusura delle attività di quest'anno: numerandoci in brasiliano (non senza difficoltà dovute all'approssimarsi della fine dell’anno scolastico) per dividerci in squadre miste tra il Branco, il Reparto e il Clan, ognuna con il proprio nome e motto. Abbiamo quindi partecipato alle pre-Olipiadi, che si svolgeranno in brasile questa estate, dove in diverse stazioni dovevamo: costruire abitazioni, raccontare la storia di Robert Baden Powell (il fondatore dello scautismo), dimostrare le nostre ben collaudate abilità espressive e di gioco di squadra. Il tempo così è volato fino all’ora di cena.

Nonostante le previsioni meteo e un cielo ben poco rassicurante, che non ci ha consentito di dormire in tenda, abbiamo allietato la serata intrattenendo le autorità brasiliane, con le scenette, bans e canti che ogni squadra aveva preparato nel pomeriggio.

Prima di andare a nanna ci è stata raccontata la storia della "minestra di sassi". Il racconto ci ha ricordato che se tutti portiamo e condividiamo i nostri talenti, possiamo ottenere risultati straordinari.

Il giorno dopo destati dal sonno, abbiamo fatto colazione in sala del cinema (a volte le previsioni del tempo hanno ragione!) e poi tutti assieme ai genitori abbiamo partecipato alla S.S. Messa.

Verso le undici, dopo aver strappato qualcuno dai giochi gonfiabili dietro alla chiesa, pronti per la festa dell’oratorio nel pomeriggio, ci siamo diretti ai “tre ponti” dove in una battaglia con fanti, cavalieri e bersaglieri dovevamo recuperare delle preziosissime pelli dal campo avversario.

Nel frattempo i genitori e alcuni capi si sono ritrovati per parlare discutendo assieme il tema dell'adolescenza che quest’anno è stato trattato in maniera approfondita in Comunità Capi.

Per terminare (come siamo soliti) in bellezza porchetta e patate al forno per circa 140 persone e una gara di dolci in cui i giurati hanno avuto notevoli difficoltà ad assaggiarli tutti per premiare il migliore.

Ma anche se le attività sono terminate i saluti si possono rimandare perché ci sono ancora tre campi che devono essere preparati! Infatti le Vacanze di Branco si svolgeranno sul Lago di Santa Croce dal dal 24/31 luglio, il Reparto andrà sul Montello dal 24 luglio al 04 agosto e il Clan/Fuoco farà una Route a Roma per il Giubileo della Misericordia dal 06/13 agosto.

Al termine di questi due giorni e di quest'anno di attività non ci resta che ringraziare tutti i nostri capi che dedicano sforzo, energie e tempo, a don Davide che è sempre presente nelle nostre avventure e al nostro Parroco Don Leone che è sempre disponibile.

Ovviamente non dimentichiamo i cuochi/genitori Nicola, Stefano e Giancarlo che hanno preparato il pranzo per noi e ci hanno divertito in cucina.

A presto con le avventure dei campi estivi.

Buona Caccia e Buona Strada.

Alice

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Domenica 14 giugno Lupetti/e, Esploratori/trici, Rover/Scolte, fratelli, genitori, nonni e capi del gruppo scout Agesci Loreggia 1 si sono riuniti per vivere assieme la fine delle attività annuali 2014/2015.

La giornata è iniziata incontrando il Signore, alla Santa Messa, il quale ci ha accompagnato (e ci accompagnerà) durante le nostre attività estive.

In seguito, si è colta l’occasione per la presentazione, ai genitori, del Progetto Educativo, ovvero quel documento nel quale sono definiti gli obiettivi del gruppo fino al 2017. Sulla base di questi, ogni branca L/C, E/G e RYS andrà a definire il proprio programma annuale.

La definizione degli obiettivi deriva da una precedente analisi dei nostri ragazzi: delle loro caratteristiche e delle realtà che vivono. Dalla famiglia alla scuola, dalle associazioni sportive a quelle ludico ricreative, dalla realtà parrocchiale a quella civile. Da questo lavoro di osservazione, ne sono stati, poi, dedotti i loro bisogni educativi, sui quali si incentreranno le nostre attività.

Responsabilità, Avventura e Rispetto sono diventate, quindi, le parole d’ordine, dei nostri programmi, per il prossimo triennio.

Come nella più classica delle tradizione scout, una volta di ritorno tutti i ragazzi da una mattina di giochi in prato Wollemborg, si è conclusa la giornata tutti riuniti attorno al tavolo per un pranzo in compagnia.

Nonostante le attività siano state concluse, le varie branche sono già orientate in pieno all’organizzazione dei campi estivi: il Branco della Roccia Azzurra andrà a Campolongo sul Brenta, il Reparto a Tramonti di Sotto, mentre il Clan/Fuoco si avventurerà in una Route da Lucca a Siena, lungo la via Francigena.

Tale giornata si è, inoltre, caratterizzata per essere avvenuta in seguito all’incontro di Papa Francesco con 100.000 scout; rivolgiamo quindi a tutti il suo appello al dialogo, alla costruzione di ponti e non di muri!

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