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Intreccio di passioni: La Comunità Capi al Convegno Regionale
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Sabato 25 marzo, 8 più e meno giovani si sono ritrovati alle ore 12.45 in piazza a Loreggia, direzione Jesolo. No, non è stata l’improvvisa necessità di aprire la stagione marittima a spingere la comunità capi scout di Loreggia a quest’uscita ma la voglia di partecipare al convegno regionale per capi “Intreccio di passioni”; due giorni durante i quali quasi 2300 capi scout del Veneto si sono interrogati su come coltivare e rendere fruttuose le relazioni che si intrecciano nel nostro percorso di educatori e persone inserite nel tessuto sociale del nostro territorio. Dalle esperienze condivise nei vari livelli associativi l’ AGESCI ha percepito una certa fragilità della Comunità Capi, nella gestione delle relazioni tra i capi e nella condivisione delle loro scelte di vita con la CoCa.
Il convegno è stato il culmine di un percorso iniziato qualche mese fa durante il quale la Co.ca (abbreviazione di comunità capi) di Loreggia si è interrogata sui valori fondanti del gruppo e ha definito la propria identità attraverso anche il confronto con un’altra comunità capi, il Vicenza 8.
Dopo aver diligentemente montato le tende al Parco Pegaso di Jesolo ci siamo diretti al Pala Arrex; la vista delle duemila e più camice azzurre era davvero impressionante. Il sabato pomeriggio il convegno si è aperto con l’intervento di Johnny Dotti professore all’ università Cattolica di Milano e presidente di Welfare Italia Servizi e Donatella Mela medico internista e capo guida d’Italia. Attraverso le testimonianze dei due super ospiti abbiamo riflettuto su come le comunità capi devono essere generative e soprattutto devono essere delle comunità nel senso etimologico della parola ovvero communitas, da communis "che compie il suo incarico ( munus) insieme con ( cum) altri" e non immunitas, gruppi chiusi su loro stessi che non rischiano di “contaminarsi” con l’esterno. Durante la seconda parte del pomeriggio invece ci siamo confrontati con la comunità capi del Vicenza 8 per prendere coscienza delle potenzialità della nostra comunità capi e pensare a un progetto da realizzare per essere communitas nel nostro territorio.
Dopo una piacevole serata animata dal gruppo “Oltre il sipario” che ha simpaticamente preso in giro i capi scout ci siamo diretti verso le nostre tende consci e consapevoli che uscita scout e cambio dell’ora… non sono un’abbinata vincente!
Alla mattina, dopo aver prontamente smontato le tende in tempo record per poter guadagnare 10 minuti di sonno, siamo tornati al Pala Arrex pronti per affrontare la seconda parte del convegno, durante la quale si è svolta l’assemblea di primavera e i capi hanno avuto la possibilità di partecipare a un approfondimento della tematica relazioni scegliendo fra: relazione con i ragazzi , relazione con i media e la tecnologia, relazione con il territorio, relazione con Dio, relazione tra adulti, ripartire con una relazione dopo una sconfitta. Ogni gruppo era guidato da un esperto che ha cercato di trasmettere ai capi la consapevolezza che il termine relazione comprende moltissime sfaccettature e che solo l’incontro e lo scambio con il nostro prossimo possono arricchirci e produrre un potenziale ancora maggiore di quanto potremmo offrire come singoli capi.
Dopo la Santa Messa e un lauto pranzo il convegno si è volto verso la chiusura con i dovuti ringraziamenti a chi si è speso in questi mesi per creare un’occasione così entusiasmante di condivisione e crescita.
Da parte della comunità capi di Loreggia possiamo dire che siamo tornati sicuramente carichi, pronti a impegnarci con rinnovata passione nell'educazione e nel territorio per far crescere i ragazzi che ci sono affidati.
A tutti noi, buona strada
Raganella Effervescente
Scout: Uscita di Comunità Capi
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Venerdì sera, e per la precisione il 27 febbraio, in piazza a Loreggia si sono radunati alcuni individui ben poco rassicuranti in braghe corte calzettoni lunghi e imbarettati come eschimese. D’altronde, chi sarebbe rassicurante conciato in quel modo?
La cosa bella è che questi scout, (chi altro si concerebbe in quella maniera?), e più esattamente i capi scout, stavano per partire per condividere una giornata in cui fare un po’ di comunità e lanciarsi in una nuova personale sfida che presentasse per ognuno l’obiettivo per i prossimo due anni: il “Progetto del Capo”.
Per cui dopo aver trovato le coordinate e decifrato il percorso ci siamo messi in strada destinazione Carceri, piccola frazione di Este dove è situata una casa di spiritualità per scout intitolata a Giulia Spinello. Abbiamo così attraversato l’intera provincia di Padova passando affianco alle splendide luci che i colli e le loro costruzioni ci offrono per poterci permettere un momento di calma dedicato solo a noi educatori, e come svolgere al meglio il nostro servizio nei confronti dei bambini e ragazzi che ci vengono affidati.
E così tra momenti di pura convivialità come la cena, durante la quale ognuno aveva un compito preciso come preparare lo spezzatino, tagliare il salame, lanciare dei brindisi, lamentarsi, correre attorno al tavolo o raccontare la storia della propria vita, momenti in cui anche i più “esperti” sono tornati ragazzi con una mini partita a scout ball, e momenti in cui i più freschi di formazione ci hanno tenuto svegli con dei fortissimi “ban”, siamo arrivati al momento di preghiera della sera. Qui la liturgia delle ore ci ha accompagnato verso la fine della prima parte dell’uscita e a nanna.
Dopo un risveglio un po’ pazzerello al sabato mattina, merito di un capo mattacchione che se n’era andato (a preparare la colazione per tutti) lasciandoci in balia del tempo e del sonno conscio che senza di lui la nostra sveglia era compromessa, abbiamo recitato assieme le lodi mattutine, e siamo stati introdotti da don Davide al vangelo che ci avrebbe accompagnato nella mattinata: le Beatitudini.
Ci siamo quindi lanciati in una visita, guidata proprio da don Riccardo che si occupa dell’abazia, del luogo meraviglioso e pieno di storia che ci circondava. Una storia che, come al solito, è maestra di vita. Che ci racconta di come anche degli uomini votati a Dio, come i frati che vivevano in quel posto, persero di vista il fine ultimo della propria esistenza, persero di vista la propria vocazione alla santità, si sono lasciarono assuefare dalle tentazioni che il mondo offriva. E tutto questo senza perdere quell’intuizione grande della fede, come testimonia l’architettura insolita della chiesa che fecero ricostruire in seguito alla rivolta dei contadini da loro oppressi. Una chiesa la cui facciata era inclinata rispetto all’intera struttura, così da rappresentare il capo reclinato di Gesù, e il capo reclinato nostro quando entriamo nella Sua casa.
Ci debba essere da monito la storia di questi abati, che da ospitali divennero chiusi su loro stessi, che pensando di essere arrivati, di essere giunti alla destinazione della loro ricerca interiore hanno perso l’occasione di crescere ancora e diventare ancora più capaci di amare e di realizzare il progetto che Dio aveva in serbo per loro.
Conclusa la visita dell’abazia di Carceri ci siamo dedicati al nostro fine ultimo dell’uscita: il Progetto del Capo. Il progetto del capo è un’istantanea che noi capi scout scattiamo della nostra vita attuale, dentro e fuori l’ambiente AGESCI. Ci scattiamo questa “foto” per capire meglio come siamo cresciuti dall’ultima volta che ce la siamo fatta e cosa vorremmo cambiare per la prossima che scatteremo. Per questo motivo nei diversi ambiti toccati dal progetto siamo chiamati a prenderci degli impegni concreti che ci consentano di crescere ma soprattutto di poterci verificare.
Successivamente ognuno di noi ha condiviso quanto riteneva del proprio progetto, per renderci più uniti e per aiutarci anche a camminare nella direzione che vogliamo, tutti, comunque, verso un obiettivo comune: l’educazione dei nostri ragazzi.
Conclusa la condivisione, ci siamo sfamati con un lauto pranzo e ci siamo rimessi in viaggio in direzione Loreggia, affiancati da nuovi obiettivi da raggiungere per migliorare ancora.
Ringraziamo con il cuore, dunque, chi ha permesso a noi membri della Comunità Capi di avvicinarci di più l’un l’altro con questa uscita e di trovare nuovi stimoli per ricominciare l’anno nuovo con rinnovata verve. Grazie alla parrocchia che ci ha generosamente ospitato, grazie a chi ha organizzato il tutto, i nostri attivissimi Capi Gruppo Irene, Adelchi e Don Davide, grazie ai capi più esperti, che hanno sempre una parola, un sorriso una risata scaccia pensieri la quale ti ricorda che nonostante tutte le fatiche e tutte le avversità, che inevitabilmente piovono su chi si cimenta ad educare i ragazzi e giovani, non c’è nulla di invalicabile e la soddisfazione più grande passerà sempre attraverso la maturazione e la crescita di coloro che ci vengono affidati ogni sabato pomeriggio. Che per quanto ci sentiamo inadatti e incapaci sono la comunità e Dio a rendere il nostro messaggio non solo convincente, ma anche solido ed efficace. Che se questa è davvero la nostra vocazione allora non dobbiamo temere nulla, perché c’è anche qualcun altro che lavora con noi. Dopotutto, anche Giona è riuscito a convertire Ninive.
Fabio Marconato

Il discepolo "Amato": campo invernale 2017 del clan Loreggia 1
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Era il 6 Gennaio 2017, quando noi dello spopolato Clan Viaggiatori Liberi di Loreggia 1 ci ritrovammo in piazza a Loreggia per prepararci alla partenza per il campo invernale di quest’anno. Finita la SS. Messa e ad un piccolo ristoro al bar, come fanno i migliori guerrieri prima della battaglia, partimmo insieme a Don Davide, alla Comunità Capi e agli ex “Partenti” verso Caoria.
Dopo estenuanti ore di viaggio difficili da passare (se come la sottoscritta si ha problemi in fatto di bagno …), tra chiacchierate di scuola e quiz per la patente siamo finalmente arrivati alla meta. Preso possesso del fortino nella bellissima vallata senza un fiocco di neve, sistemammo le nostre cose e ci organizzammo per la cerimonia della Clara, Totem “Volpe Riflessiva”, che con il tema della “libertà” a concluso il suo cammino in Clan/Fuoco raggiungendo la sua meta. In una accogliente cappella dedicata alla Madonna di Lourdes, siamo stati “spaziodimensionati” indietro di 12 anni quando Clara leggendo la Lettera della Partenza ci ha fatto rivivere, assieme a lei, tutte le avventure che lo scoutismo gli ha offerto in questi anni. Tra Promesse, uscite campi invernali ed estivi c’è stata una costante crescita verso il divenire un “buon cittadino”, come direbbe il nostro fondatore Baden-Powell.
Tutti assieme abbiamo banchettato al caldo nel nostro fortino festeggiando l’epifania e approfittando del esoso numero di commensali concludendo con l’amatissimo gioco di noi scout (e non solo): lupus in tabula! Infine, la nostra libera volpe, tornò a Loreggia con la sua famiglia venuta per assistere alla cerimonia assieme alla Co.Ca. che ringraziamo, lasciando noi (pochi ma buoni) alle nostre divertenti attività di guerrieri. La pattuglia animazione (super the best) fece il lancio del tema campo, uno dei Capitoli che affronteremo quest’anno con giochi super divertenti, se ve lo state chiedendo il tema è la “disabilità”. Raggiungemmo la nostra pista di neve artificiale dove iniziammo le attività, immedesimandoci in ragazzi con qualche disagio fisico e sensoriale. Provammo a giocare a “scalpo” e “ fazzoletto”, con scarsi risultati, perché alcuni di noi non potevano usare le mani o le gambe o la vista. Successivamente, alle ultime slittate sulla neve, tornammo al rifugio per affrontare insieme la condivisione nelle difficoltà incontrate nei giochi e ponendoci degli obbiettivi personali da raggiungere durante l’anno, terminando la giornata con la compieta.
Il giorno 7 gennaio, dopo colazione, abbiamo accolto il Signore alla SS. Messa “fatta in casa” (come mi piace definirla) dal nostro Don Davide.Con un gioco dell’oca della la pattuglia liturgia svelò il tema sulla catechesi di quest’anno: San Giovanni Apostolo. Né seguì un altro gioco su una grande e colorata scacchiera tridimensionale, che tramite coordinate, combattemmo a squadre per conquistare gli indizi sulla vita dell’Apostolo Giovanni che poi ci fu spiegata da Don Davide dove noi integrammo con le nostre idee. Questo fondamentale evangelista ci seguirà durante l’anno per darci la possibilità di conosce meglio Gesù nel realizzare il suo messaggio d’Amore. Dopo pranzo ci precipitammo sulla neve per una staffetta con interessanti domande sulla disabilità che poi furono spiegate una volta tornati a “casa” dalla pattuglia animazione. Gli ultimi giochi sulla neve e scivolate improvvisate prima del rientro con il nostro magico “bob dei poveri” e buste in nylon che rendono noi scout umili e speciali … e un saluto al laghetto ghiacciato conosciuto due anni prima, risvegliando in noi divertenti ma freddi ricordi. Tornati alla clan-caverna fortificata, ci venne a trovare il parroco di Caoria Don Nicola che si accertò che lo stupendo alloggio fosse di nostro gradimento e ci augurò un buon proseguimento. Finì anche la seconda nonché penultima giornata di campo con un estremo ragionamento nel riportare le attività, la catechesi, i servizi, del programma dell’anno, in obiettivi personali, che affronteremo insieme in questo 2017 come comunità di Clan/Fuoco.
L’8 gennaio inizio con la SS. Messa, e continuò con la verifica del campo in cui fu trascritto tutto dall’artista Agniusca del Clan soprannominata “macchina da scrivere umana”, pranzammo e pulimmo prima di lasciare quel confortevole rifugio.
Ringraziamo il parroco Don Nicola per l’ospitalità i nostri capi Desirèe e Eliseo, Don Davide per il Tempo (con la T maiuscola) che ci ha dedicato, a noi pochi bravi e belli, e a tutti voi per la pazienza di arrivare fin qui nella lettura. Alla prossima.
Greta
Totem Ermellino Tranquillo
Eccoci! Apertura anno pastorale 2016/2017
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Forse nel pomeriggio di sabato 15 Ottobre qualcuno, passando per il centro di Loreggia, avrà visto centinaia di ragazzi che correvano sul piazzale della chiesa. Qualcun altro avrà visto alla sera la chiesa gremita di ragazzi, come nelle grandi feste! Tutte queste persone si saranno chieste quale strano evento ci dovesse essere per riunire così tanti giovani. Ebbene, dopo una breve pausa nel periodo estivo, sono ufficialmente iniziate le attività parrocchiali pastorali quali: Catechismo, azione cattolica, gruppi canto, oratorio e gli scout!
Tutti i giovani si sono infatti ritrovati per un sabato pomeriggio ricco di attività. Sono stati inizialmente divisi in ben 8 squadre e si sono sfidati in vari “sport”, qualcuno forse nuovo, come: roverino, dodgeball, tiro alla fune e fazzoletto. Dopo aver corso e saltato, ci aspettava la merenda dei campioni gentilmente fornita dall’oratorio a base di cioccolata calda e panini! Con questo rifornimento di energia il pomeriggio è potuto proseguire con una attività gestita dalle catechiste. I ragazzi erano divisi in classi, e hanno esplorato la Casa del Giovane, in cui, in ogni stanza, era presente un’attività diversa: hanno guardato video, superato un arduo percorso da bendati, scattato una foto gruppo, e cantato tutti assieme. I ragazzi hanno quindi imparato a lasciarsi sorprendere; a fidarsi dei compagni, degli animatori, delle catechiste; hanno imparato l’importanza di ricambiare un dono e di mettersi in gioco; hanno firmato le lettere della parola “Eccoci!” per mostrare sia il loro impegno sia di essere pronti a cominciare un nuovo anno di catechismo assieme a Gesù.
Il pomeriggio si è concluso partecipando tutti assieme alla SS Messa delle 19.00, dove il nostro parroco Don Leone ha sottolineato questo importante momento dialogando con i ragazzi sulle attività straordinarie e coinvolgenti preparate delle catechiste.
Per noi scout l’apertura del nostro anno non finiva qui. Dopo una cena a base di panini e dolci deliziosi, era giunto il momento dei “passaggi”, cioè definire i componenti delle 3 “branche” e i rispettivi capi. Ci siamo quindi spostati ai 3 ponti in cui una solida zattera ha accompagnato 8 coraggiosi vecchi lupi a vivere le avventure del Reparto, e ben 6 (img, img, img, img, img e img) nuovi capi a svolgere il loro servizio nelle varie branche che si sono chiaramente definite nel gioco “indovina chi è il capo?” in scala 1:1.
In conclusione auguriamo a noi giovani e alle nostre famiglie nella parrocchia della Purificazione della Beata Vergine Maria che possiamo vivere un anno ricco di esperienze che ci avvicinino di più al Signore e al mondo che ci aspetta; e ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito ad organizzare questa giornata.
Buona strada
Silvia
Colibrì Affidabile


