Ultime notizie dagli Scout
Educazione al Senso Civico: puliamo Loreggia 2015
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Ammettetelo! Chi di voi non si è chiesto chi fossero quegli strani personaggi che con giubbetto catarifrangente ETRA, sacchi di plastica, guanti (ed è stato avvistato anche un carrello da supermarket!) che si aggiravano per Loreggia domenica 31 maggio 2015? Beh, eravamo noi scout e alcuni volenterosi cittadini che hanno partecipato alla manifestazione Puliamo Loreggia organizzata assieme al nostro Comune. Noi del Clan (età 17/20 anni) siamo stati particolarmente coinvolti in questa attività poiché stiamo sviluppando il tema della conoscenza del territorio per il nostro “capitolo”. Infatti, seguendo ciò che ha detto Baden Powell (il nostro fondatore), lasciate il mondo migliore di come l'avete trovato (che è stato anche il motto dell'evento).
Graziati in extremis dal meteo abbiamo potuto anche quest'anno, seppur con meno forze del solito, raccogliere ogni tipo di rifiuti che si celano nei meandri loreggiani. Divisi in tre gruppi siamo passati in molte strade, vie, piazze e parchetti e anche grazie alle pinze fornite dall'ETRA abbiamo ripulito il paese da innumerevoli mozziconi e pacchetti di sigaretta, nonché carte di caramelle (che pare siano molto apprezzate dai loreggiani), bottiglie di vetro, lattine, vari pezzi di plastica non identificabili, giornali, volantini e altri rifiuti che abbiamo ovviamente differenziato.
Gandhi diceva che “Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere”. Si, il mettersi in gioco, lo sporcarsi le mani è un punto fermo dei nostri valori scout. A tutti noi cittadini piace l’ordine e la pulizia, ma purtroppo siamo sempre pronti a denunciare lo sporco nelle strade senza fare nulla. Per essere il cambiamento che vorremmo vedere alle volte non servono grandi gesti ma fare più attenzione a dove riponiamo le nostre immondizie. Stanchi ma fieri di aver riempiti molti sacchi di rifiuti, segno che il nostro passaggio è stato fruttuoso, siamo stati premiati con dei panini buonissimi per questa giornata dedicata al rispetto del nostro territorio!
E' giunto il momento di ringraziare chi ha reso possibile questa manifestazione: l’amministrazione comunale di Loreggia che ha organizzato l'evento, in particolare l'assessore Livio Genesin, l'ETRA che ha fornito gli strumenti e tutti i cittadini che hanno contribuito alla realizzazione di questo importante progetto e in fine a noi scout dell’Agesci Loreggia 1.
Vi aspettiamo numerosi il prossimo anno all’ultima domenica di maggio con il sole o con la pioggia per diventare il cambiamento che tutti vorremmo vedere.
Grazie
Alice
Clan dei Viaggiatori Liberi
100° anniversario della grande guerra
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Se per caso sabato 25 Aprile 2015, verso le ore 11 siete passati in piazza a Loreggia, avrete potuto notare un gruppo di impavidi Scout pronti ad affrontare quello che sarebbe stato il San Paolo, evento che riunisce i Clan/Fuoco della zona Agesci di Castelfranco Veneto. Ma questa volta oltre allo zaino a farci compagnia, ci eravamo muniti di zappe, spazzole d’acciao, picconi ed accette, diretti verso il Monte Tomba, che divide la provincia di Belluno e quella di Treviso.
Arrivati al famoso Tempio del Canova, ci siamo ritrovati con i Clan di Caerano San Marco e Vedelago, e dopo un veloce pranzo al sacco ed il lancio delle attività, presentata dal Generale Cadorna (si si avete capito bene!), con lo zaino in spalla siamo partiti a piedi per raggiungere il punto di ritrovo. Arrivati sulla cima del Monte Tomba, decisamente in anticipo rispetto agli altri gruppi (si perché a noi piace vantarci), ci siamo sistemati subito piantando le tende e concedendoci dei lanci olimpionici con il frisbee. Dai lo sanno tutti, gli Scout amano giocare a frisbee!!
Una volta arrivati tutti i gruppi da varie direzioni e sistemati, sono iniziate le attività con delle testimonianze. Abbiamo potuto ascoltare da un Alpino del luogo, i racconti di soldati e bambini ed aneddoti particolari riguardo la vita durante la guerra. Si perché il tema di questo San Paolo era la Grande Guerra, ed infatti, trovandoci tra le trincee del Monte Tomba, quale occasione migliore poteva essere quella di rivivere la vita dei soldati per non dimenticare, prima di tutto del 100° anniversario, ma anche per rendersi conto in prima persona di cosa voleva dire vivere in trincea.
Ma a questo ci torneremo tra poco. Finita la testimonianza, abbiamo partecipato tutti insieme alla S.S. Messa proprio sul cippo ai caduti trasformato in altare per l’occasione e dopodiché, diluvio. Acqua a non finire, il tempo di correre verso le tende per prendere la cena dagli zaini e precipitarsi verso il rifugio degli Alpini dove fortunatamente, la sala comune ci stava aspettando. Cucinata la nostra cena a base di un risotto gustoso e ricco di fibre (in memoria dei vecchi tempi) ci siamo preparati per la serata.
A causa del brutto tempo, l’animazione serale l’abbiamo trascorsa tutti insieme alternandoci con bans, giochi, canzoni urlate a squarciagola pur di farsi sentire e risate. Tante risate. Direi che l’obiettivo è stato raggiunto, infatti il tema della serata era il ritorno a casa dei soldati, in un clima di festa e vivacità. Certo non bisogna però dimenticare il bellissimo momento di preghiera comunitaria svoltosi a termine serata, con il quale abbiamo illuminato la stanza dove eravamo grazie a centinaia di lumini.
Ma eccoci qui, dopo esserci svegliati alla buon ora e dopo aver fatto la colazione, smontato le tende, preparato gli zaini e fatto gli ultimi due tiri a frisbee, dopo l’ultimo significativo momento di preghiera ci siamo preparati a svolgere il servizio. Si, perché Clan vuol dire soprattutto questo, SERVIZIO. Attrezzi alla mano, divisi per gruppi, ci siamo impegnati a pulire le trincee, togliere il muschio dai muri delle strade, dalla chiesa ed i luoghi significativi del Monte Tomba, riscoprendo i posti che hanno fatto la storia, cercando di immedesimarci nelle situazioni di guerra ed infine, lasciando il luogo nel quale abbiamo trascorso due intensi giorni, migliore di come l’abbiamo trovato (B.P.).
Per concludere, ringraziamo il Sindaco, gli Alpini e i Fanti di Cavaso del Tomba (anche per il buonissimo pranzo), Don Franco per la messa e tutti coloro che si sono impegnati per la realizzazione dell’evento. Grazie.
Con questo non mi resta che dirvi, come sempre, Buona Strada ed alla prossima Magica Avventura!
N.B. un caloroso saluto a Pablo della Pamplona (acc. stavo per dimenticarlo)!!!
Dario del Clan dei Viaggiatori Liberi
Uscita Noviziato Scout a Cavaso
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VEGLIA D’ARMI
Sabato 20 Marzo il Noviziato e il Clan/Fuoco si sono ritrovati in piazza con destinazione Cavaso rimasta segreta fino alla partenza. Giunti al luogo stabilito un canto “Andate per le strade” e letto un passo del Vangelo, Eliseo e Myriam hanno inviato i membri del Clan/Fuoco a cercare qualcuno che desse loro ospitalità per la notte, in cambio di qualche aiuto in casa: il tanto temuto Hike.
A noi ragazze del Noviziato, invece, attendeva un’attività ben diversa. Incamminate verso la sede del MASCI di Caniezza, abbiamo meditato lungo il tragitto sul posto che abbiamo riservato a Dio in questi ultimi anni, e su quanto gli Scout abbiano influenzato la nostra fede. Lungo la strada abbiamo avvistato i nostri compagni del Clan/Fuoco e per fortuna qualcuno aveva già trovato una casa in cui pernottare.
Giunti a destinazione abbiamo fatto un gioco dell’oca più animato del solito. Girovagando dentro e fuori per tutta la casa, affrontando piccole e grandi prove per ogni casella. Lo scopo, una volta giunte alla fine, era di farci capire che il nostro cammino non sarebbe finito con la salita al Clan/Fuoco del giorno successivo, ma che sarebbe stato un nuovo punto di partenza.
Finito questo momento di svago abbiamo cenato con abbondante insalata di riso (visto che erano ospiti i Capi), torta salata… e soprattutto una favolosa torta al cioccolato! Il nostro pensiero andava anche ai nostri compagni che si erano avventurati per l’Hike, tentando di immaginare come avrebbero passato la notte nei vari posti ospitati. Finita la cena è iniziata la veglia in stile RYS, in cui abbiamo riflettuto sull’importanza di questi mesi in Noviziato, l’importanza della Fede e sul cammino che ci attenderà entrando a far parte del Clan/Fuoco.
Il mattino seguente dopo aver fatto colazione, esserci preparate e aver ripulito la sede, ci siamo dirette alla chiesetta di San Martino, in cui abbiamo trovato il Clan/Fuoco, Irene e Don Luca ad aspettarci. I ragazzi/e del Clan/Fuoco reduci dall’Hike raccontavano una storia più divertente e interessante dell’altra. Qui agitate e un po’ansiose per ciò che ci attendeva ci siamo preparate per la cerimonia di salita al Clan. Abbiamo inizialmente composto un puzzle, che ritraeva attività fatte dai componenti del Clan e da noi del Noviziato, per indicare l’unione e l’inizio di un nuovo cammino assieme, ora siamo Scolte a tutti gli effetti.
È seguita poi la S.S. Messa celebrata da Don Luca, ed infine è arrivato il momento di firmare la Carta di Clan, impegnandoci a rispettarla e a utilizzarla come punto di partenza per questo nuovo cammino.
Ringraziamo la comunità di Cavaso, la sede del MASCI che ci ha ospitate, e la disponibilità di Don Luca.
Alice, Anna, Greta, Irene, Silvia - “ex Noviziato” Fenice Loreggia 1
Uscita Clan/Fuoco Scout a Cavaso
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…. E LI MANDO AD ANNUNZIARE IL REGNO DI DIO
La nostra avventura è iniziata sabato 21 marzo.
Alle 15:30 ci siamo ritrovati in piazza a Loreggia carichi e pronti per quella che credevamo una comune uscita. Ma quale è stata la nostra sorpresa quando, una volta arrivati a Cavaso, i nostri capi ci hanno annunciato con entusiasmo che l'attività prevista era l'Hike. In pratica ognuno di noi doveva partire e cercare ospitalità per la notte in cambio di un aiuto in casa.
Stupore, confusione, imbarazzo. Ecco cosa si leggeva nei nostri occhi mentre Eliseo pronunciava la parola “HIKE”, e poi assieme ascoltavamo il vangelo della Missione degli Apostoli di Gesù, e successivamente i nostri cellulari venivano sigillati. Ma per fortuna c'era anche Myriam, che ha voluto aiutarci consegnandoci una cartina dove era indicato il punto e l'orario di ritrovo per il giorno seguente: la chiesetta di San Martino, località Castelcies alle ore 10,00. Ma la bontà dei capi non ha limite! Ci è stata infatti consegnata anche una BUSTA DI EMERGENZA da aprire in condizioni estreme (per esempio se alle 21:00 vagavamo ancora senza meta per “Valcavasia”...).Questa era la sorte di noi ragazzi/e del Clan/Fuoco. Alle donzelle del Noviziato era riservato un programma speciale (in preparazione alla loro ufficiale salita al Clan/Fuoco del giorno seguente), composto da Deserto, Veglia, verifica dei mesi trascorsi e tanti dolci dolciosi da gustare mentre i Rover e le Scolte continuavano a cercare un alloggio.
Ma alla fine il momento di gloria arriva per tutti! E così qualcuno si è ritrovato a fare festa con gli Alpini di Caniezza, qualcun’altro è stato accolto in una gioiosa famiglia (di ex scout), altri ancora hanno avuto il piacere di addormentarsi di fronte al fuoco di un caminetto in un'accogliente taverna e infine c'è chi ha avuto l'onore (e la fortuna), di soggiornare ospite in una lussuosissima camera di un agriturismo del posto.
Insomma, nonostante l'imbarazzo nel chiedere ospitalità, i rifiuti di chi non poteva/voleva accoglierci, tutti abbiamo trovato un posto in cui passare la notte. Questo è stato possibile grazie alla presenza di alcune persone che si sono fidate di noi e con generosità e gratuità ci hanno aiutato e aperto le loro case senza conoscerci. Persone che hanno fatto la differenza davanti all'indifferenza di molti e che ci sentiamo in dovere di ringraziare ancora di cuore. GRAZIE.
Domenica mattina alle ore 10,00, spaccando il secondo con la forcola in mano, finalmente è arrivato Dario (dato per disperso) e tutti assieme: Clan, Noviziato e Capi abbiamo iniziato quella che è la parte più importante dell'uscita: l’accoglienza del Noviziato e la firma della Carta di Clan. Siamo stati accolti dai Irene con the caldo biscotti e con un gesto particolare: la lavanda dei piedi. Si, i capi hanno voluto farci capire che il mandarci in Hike, per prepararci degnamente alla Firma della Carta di Clan, è un grande gesto di fiducia nei nostri confronti e lavandoci i piedi dimostrare che le prove a cui ci sottopongono sono per farci maturare provando a “vivere” il Vangelo.
Con la bellissima coreografia della chiesetta di San Martino è iniziata la cerimonia di accoglienza ufficialmente dell'ormai ex-Noviziato, unendo anche materialmente, i pezzi della storia del Clan/Fuoco a quelli del Noviziato fino a creare un fantastico puzzle, pronti a continuare assieme il nostro cammino scout.
A ciò è seguita la Santa Messa, celebrata dal nostro assistente Don Luca nella suggestiva chiesetta e animata da noi portando le nostre forti esperienze appena vissute.
Infine dopo SS Messa, uno alla volta, abbiamo apposto la nostra firma nella nuova Carta di Clan, impegnandoci a seguirla e ad usarla nella vita quotidiana e in Clan come strumento per la nostra progressione personale e comunitaria. Così è terminata la nostra intensa e nuova avventura!
Vogliamo ringraziare le famiglie di Cavaso che ci hanno accolto, il gruppo Masci per la disponibilità della sede, il custode della Chiesetta di San Martino e Don Luca che tra mille impegni trova il tempo per seguirci nel nostro cammino di Fede. Grazie.
Alla prossima e Buona Strada!
Valentina - Clan dei Viaggiatori Liberi
E se toccasse a noi finire in carcere?
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Com’è la vita nel carcere?
È questa la domanda che ci siamo poste noi ragazze del Noviziato del gruppo Scout ad inizio anno, quando era giunto il momento di scegliere cosa fare in questi mesi prima della salita in Clan/Fuoco. La risposta ci incuriosiva, perché è un tema solitamente non molto trattato dai mass media che seguiamo.
A rispondere a questa domanda ci ha aiutato Don Pietro Zardo, originario di Loreggia, cappellano del carcere di Santa Bona a Treviso.
Dopo esserci un po’ informate della sua esperienza tramite il suo libro “Condannati a vivere”, Don Pietro ha dato la disponibilità per parlare, a noi e al Clan/Fuoco, della realtà nelle carceri italiane, in particolare di quello di Treviso.
Don Pietro ci ha fatto una breve presentazione della vita in un carcere. Non molti saranno a conoscenza del sovraffollamento nelle carceri che arrivano a contenere addirittura il doppio delle persone che possono ospitare; del poco personale: circa 100 “ospiti” sono seguiti da un solo psicologo; dalla varietà di etnie che spesso possono causare contrasti; dalla diversità delle persone messe assieme che hanno commesso reati più o meno gravi; dalla mancanza di laboratori che costringe i detenuti a vivere la maggior parte del tempo in una cella stretta e angusta, formata solamente dai posti letto, un piccolo tavolo per sedersi a turno, e un bagno composto da un lavandino e una turca, un luogo che diviene inospitale in estate con afa e caldo. A seguito di questa introduzione ci è stato mostrato un video in cui si rappresentava la giornata-tipo in carcere, con l’intervista ad alcuni carcerati che esprimevano le loro difficoltà nel vivere in un ambiente eccessivamente ristretto, a volte abbandonati dai famigliari ed emarginati dalla società. I detenuti intervistati praticavano laboratori di falegnameria e assemblaggio e affermavano che si poteva trascorrere in modo più proficuo il tempo, creando anche delle amicizie, ma non c’è posto per tutti e si fa quindi a rotazione tra i laboratori, le pulizie, la cucina e la lavanderia.
Don Pietro infine ha soddisfatto tutte le nostre domande e curiosità su questo ambito, così da aprirci gli occhi sulla nostra realtà, quella che viviamo tutti i giorni, si quella fuori dal carcere. Ci ha chiesto di attivarci di vegliare perché le persone a cui viene privata la libertà sono persone con un disagio che nasce nell’adolescenza. Ci ha chiesto di essere vicini ai nostri coetanei con difficoltà in famiglia, a scuola o semplicemente tra le compagnie perché sono i soprusi e la solitudine vissute da giovanissimi che poi “scoppiano” da adulti. Ci ha letto una lettera di un carcerato che ripercorreva la sua infanzia di tristezza, di solitudine. Del bullismo tra giovani subito e poi contraccambiato con i più deboli.
Don Pietro ci ha messo in comunicazione con il Cappellano del carcere minorile di Treviso don Giorgio, dove a fine marzo ci recheremo per animare una SS Messa domenicale.
Ringraziamo Don Pietro per la disponibilità di averci portato la sua testimonianza, al Clan/Fuoco nostro ospite e i Capi che ci hanno organizzato questo incontro.
Alice, Anna, Greta, Irene e Silvia
Il Noviziato Fenice
Loreggia 1
