Ultime notizie dagli Scout
Campo invernale Canal San Bovo, dal 26 al 28 dicembre 2014
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26 Dicembre 2014, ore 7.30 del mattino.
E’ a quest’ora della giornata che inizia il nostro campetto invernale in quel di Canal San Bovo, in provincia di Trento. Dopo la S.S. Messa in ricordo del martirio di San Stefano, con gli zaini in spalla (o per meglio dire, nei bagagliai) si parte. Speranzosi di trovare la neve e la misteriosa creatura di nome Bigfoot, abbiamo trascorso tre giorni insieme per scrivere nero su bianco i punti fondamentali della Carta di Clan.
Arrivati con un po’ di anticipo rispetto all’ora prevista, ci siamo subito sistemati all’interno della canonica di Canal San Bovo e dopo aver pranzato e goduto della splendida vista che dava la terrazza del soggiorno, ci siamo diretti al passo Broccon a 1650 metri di altezza in cerca di un po’ di bianco divertimento.
Ed è proprio qui che certe volte non ci accorgiamo di quanto poco ci basta per passare del tempo in allegria: dei buoni compagni di viaggio e un laghetto ghiacciato. Si, perché il primo giorno è stato segnato da botte, cadute, palle di neve e ancora cadute e ancora botte. E dopo un gioco a fazzoletto ricco di scivolate di potenza sul ghiaccio, siamo tornati al caldo per progettare assieme le linee guida per i prossimi Punto della Strada: il momento in cui si verifica il percorso individuale del proprio cammino scout e lo si condivide con gli altri.
Dopo la cena il giovane Noviziato ci ha tenuti occupati con il fantastico gioco di Lupus in Tabula, con il quale siamo riusciti a “tirare giù” la canonica nella quale risiedevamo. Il giorno seguente, dopo una colazione ricca di fibre, siamo tornati al passo per svolgere le attività ed i giochi ideati dalla pattuglia Animazione. E qui, il miracolo: la neve. Abbiamo saputo quasi in diretta che siamo riusciti a portarne un po’ anche a Loreggia. Ci fa piacere. Quando abbiamo visto che la soffice e candida neve avrebbe potuto trasformarsi in una bufera (si scherza ovviamente) abbiamo deciso di tornare alle auto, non prima ovviamente di esserci di nuovo “tuffati” nel laghetto tanto amato. A questo punto, è doveroso ringraziare Matteo, che con tanto coraggio ha solcato le intrepide strade innevate di Canal San Bovo per riportarci al nostro rifugio.
E dopo tutti questi momenti di svago, siamo ritornati seri per scrivere e condividere i punti nei quali vogliamo si basi il Clan/Fuoco, mettendoci la faccia e in un futuro ormai non distante, la “Firma”, La Strada, la Fede, il Servizio, la Comunità e lo Scouting.
Dopo un’ultima battaglia sulla neve, che era arrivata ormai anche in centro del paese di Canal San Bovo, ed una cena degna dei migliori rifugi di montagna, il fuoco serale ha visto come protagonista la sfida delle canzoni vinta dai Capi (Eliseo, Irene, Miriam, Don Luca). Vogliamo la rivincita.
Concludendo, l’ultimo giorno abbiamo salutato alla mattina Don Luca che è ripartito prima di noi, per impegni in parrocchia, e con il quale abbiamo deciso quali saranno le festività alle quali parteciperemo come Clan e Noviziato. Infine abbiamo ospitato a pranzo Kaa facendo ritorno alla pianura innevata di Loreggia.
Il campo invernale è stata una buona occasione per unire il Clan con il nuovo e tenace Noviziato tutto al femminile. E direi che l’opportunità è stata colta al meglio.
Ringraziamo, Don Luca per il costante cammino di formazione degli ultimi tre anni sempre presente ai campi invernale e estivo, al parroco Don Nicola della parrocchia di San Bartolomeo per la squisita ospitalità.
Con questo, non mi resta che dirvi: Buona Strada e alla prossima magica avventura!
Dario del Clan dei Viaggiatori Liberi
Capi scout in pellegrinaggio a Roma
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Quando un gruppo di persone condivide un percorso che dura anni, quando si perseguono gli stessi obiettivi, quando ci si confronta su tematiche che a volte risultano anche piuttosto spinose, ecco pronta sull’uscio la necessità di vivere un’esperienza forte, un’esperienza che esuli dalla quotidianità (se così si può chiamare, data la dinamicità delle nostre avventure) e che dia nuovi stimoli.
La Comunità Capi di Loreggia alla fine dell’anno scorso ha sentito questa necessità… Nonostante fossimo comunque abbastanza legati, abbiamo sentito il bisogno di rinforzare la nostra identità, in modo che quando parliamo di “NOI” in qualità di capi dello stesso gruppo, non sia un “NOI” di pura formalità, ma un “NOI” che parte da dentro, nel quale ci si possa davvero riconoscere. Dopo un’analisi delle nostre necessità, siamo stati tutti concordi nel dire che per passare ai nostri ragazzi un messaggio di fede dobbiamo essere noi i primi a viverlo con convinzione e dobbiamo essere uniti in questo obiettivo. Ecco dunque spiegata l’idea del pellegrinaggio a Roma il 10, 11 e il 12 ottobre 2014.
In quest’avventura (perché, strano a dirsi, ma anche quella di fede può essere un’avventura a tutti gli effetti!!) siamo stati accompagnati da don Luca che ci ha fornito costanti provocazioni e spunti di riflessione che ci permettessero di vivere appieno il nostro pellegrinaggio, coronato dalla partecipazione all’Angelus in Piazza S. Pietro di domenica 12 Ottobre.
Il nostro weekend è stato scandito da varie tappe, tutte improntate su un cammino di fede. Abbiamo infatti visitato la Basilica di San. Agnese e le sue catacombe, la Basilica di San. Paolo, la Basilica di San Pietro, la chiesa di San. Agnese in Agone, e la Basilica della Santa Croce di Gerusalemme poi già che c'eravamo l'Altare della Patria e i Fori Imperiali.
Non abbiamo sicuramente messo a tacere la vena spassosa e un po’ da eterni Peter Pan che ci contraddistingue, infatti in serata abbiamo fatto un po’ i turisti e ci siamo divertiti a mangiare seduti sulle gradinate di Piazza di Spagna.
Tornati a casa ci siamo guardati negli occhi e abbiamo ammesso che un’esperienza di questo genere ci ha dato molto più di quello che ci aspettavamo. Ancora una volta essere scout ci ha permesso di vivere un’esperienza con occhi diversi, dandoci cosi la conferma del fatto che anche noi possiamo puntare in alto.
Lasciamo concludere quest’articolo a Sir Robert Baden Powell:
"Quando sembra tutto cancellato, allora parti per l'avventura: apriti la strada con coraggio. Quando ti sembrano cancellati l'entusiasmo, la speranza, l'amore, questi tre sentimenti meravigliosi, allora parti per l'avventura con coraggio".
Buona strada
Guilia
La Comunità Capi del Loreggia 1
Apertura anno scout 2014/2015
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Come ogni anno, con l’inizio della stagione autunnale prendono avvio numerose attività in parrocchia, tra cui anche gli Scout. Entusiasti delle esperienze estive vissute chi sul Nevegal, chi a Chies d’Alpago e chi partecipando alla Route Nazionale a San Rossore, Domenica 19 ottobre il Branco, il Reparto e Clan/Fuoco si sono ritrovati per cominciare nel migliore dei modi un altro anno di attività scout.
La mattinata è iniziata con la S.S. Messa per affidarsi anche quest’anno a Dio, fedele compagno di strada e guida del nostro cammino; in seguito ci siamo spostati in prato Wollemborg dove sono avvenuti i “passaggi”: momento nel quale i ragazzi più grandi delle branche (branche = gruppi: lupetti/e, esploratori/guide, Rover/Scolte) passano in quella successiva. Quest’anno abbiamo anche il gruppo del Noviziato.
Il filo conduttore di questa giornata (e di tutto il prossimo anno) riprende un punto fondamentale del movimento scout: la fiducia. È proprio con la fiducia, infatti, che le famiglie affidano alla nostra associazione i loro figli, ed è ancora con la fiducia che le Comunità Capi affidano la conduzione delle branche ad adulti responsabili e disponibili, consci dell’importanza di educare.
Questo legame di fiducia reciproca sta alla base della nostra associazione e del nostro agire, ed è sottolineato anche dal primo punto guida della nostra azione (Legge Scout):“pongono il loro onore nel meritare fiducia”.
Ringraziando don Leone per l’ospitalità e don Luca per la paziente conduzione spirituale auguriamo a tutti un fraterno buona strada.
Buona strada
Mattia
La comunità capi Agesci Loreggia 1
Dal 2 al 14 agosto: campo di reparto Scout
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CAMPO DEL REPARTO ORIZZONTE 2-14 AGOSTO 2014 CHIES D'ALPAGO
Erano le 7:30 del 2 agosto quando partimmo per un’avventura straordinaria.
Arrivammo con grande entusiasmo, scaricammo il camion e iniziammo a montare le tende e gli angoli in mezzo al bosco. Arrivò così mezzogiorno ed affamati mangiammo i nostri prelibati panini … poi costruimmo l’alzabandiera, la cambusa, la tenda soggiorno imperterriti, stanchi, ma col sorriso anche sotto la pioggia.
Ecco l’inizio della nostra mega avventura scout a Chies d’ Alpago, iniziata il 2 agosto e conclusa il 14 agosto!
Nei giorni seguenti siamo stati impegnati in tante attività: eravamo degli agenti segreti che dovevano aiutare il capo Big Man a custodire e nascondere il segreto della felicità dalle mafie.
Tra le attività, un bel giorno siamo andati al lago di Santa Croce per fare una breve camminata … appena 21Km!!!
Lì ci siamo fatti un bagno rigenerante nell’ acqua fredda e fonda. Alla sera, in riva al lago, c'è stata la cerimonia dei nomi di caccia ed alle 23:30 siamo andati all’oratorio per dormire. “Che dormita quella notte!”.
La mattina seguente siamo tornati all’ accampamento a piedi … qualcuno non c’è l’ha proprio fatta ed è salito in macchina.
Un'altra attività svoltasi a metà campo è stata la caccia al tesoro in cui dovevamo cercare una valigetta, contenente il segreto della felicità.
Finalmente dopo due estenuanti ore di fatica e di ricerca, la Squadriglia delle Aquile ha avuto la meglio sulla sfida.
Al campo scout ci siamo divertiti un mondo. La cosa più importante che abbiamo fatto sono state le promesse. Quel giorno di buon mattino ci siamo svegliati, abbiamo fatto colazione e ci siamo incamminati verso la chiesa dove ci aspettavano i nostri genitori.
Finita la messa ci siamo riuniti al campo dove abbiamo fatto le promesse, prendendoci i nostri impegni e fissandoci delle mete, siamo passati di grado: da lupetti a esploratori.
Poi abbiamo condiviso con i genitori del pane abbrustolito con le caciottine fatte da noi nei giorni precedenti. Si sono leccati i baffi!
Ci siamo proprio divertiti tanto e non vediamo l’ora di fare il prossimo campo!
Davide e Filippo

Dall'1 al10 agosto 2014: Route Nazionale Scout RYS
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San Rossore. Primi di Agosto. Oltre 30000 persone. È questa la realtà in cui noi Viaggiatori Liberi del Clan di Loreggia ci siamo trovati a vivere per cinque densi giorni. Quest'anno come molti di voi sapranno già i Rover e le Scolte Agesci di tutta Italia si sono radunati nel pisano per la Route Nazionale 2014. Noi c'eravamo dunque, e l'incredibile dose di emozioni condita alla bellezza di quei giorni vissuti assieme ad altri giovani che non si vergognano (o si vergognano poco) di viaggiare con una camicia blu e un fazzolettone al collo, ci hanno dato la carica per continuare a fare scout, per continuare a farlo meglio, per continuare ad essere testimoni di qualcosa che altri a loro volta ci hanno lasciato.
L’ultima Route nazionale RYS è stata fatta nel 1986.
La storia di questo campo estivo però comincia prima. Comincia il primo Agosto, quando in treno ci siamo spostati da Padova a Parma per cominciare la prima parte di questo campo: la parte mobile, che abbiamo compiuto, zaini in spalla, sugli Appennini emiliani, assieme ad altri due clan con cui eravamo gemellati: due clan molto diversi dal nostro e tra di loro, le personalità esplosive dei siciliani del Catania 19, dalle quali è stato difficile a volte difendersi e sfuggire, e la personalità varia del numeroso clan di Parma 5, composto dalla più ampia varietà di individui.
I primi cinque giorni sono stati dunque giorni di condivisione, i tre clan sono entrati l'uno nell'altro attraverso la condivisione del percorso compiuto durante l'anno sul ”Coraggio”, tema portante dell'intero campo. A volte talmente al centro dell'attenzione che si è finito per travisarlo. Solo un po'.
Abbiamo avuto modo di condividere il nostro cammino “il coraggio di amare” con questi fratelli Rover e Scolte che hanno vissuto il coraggio, nell'ambito di “liberare il futuro” a Parma e “di essere cittadini” a Catania: percorsi che ci hanno permesso di capire come siamo realmente chiamati ad essere responsabili della realtà in cui viviamo ed essere parte attiva e non spettatori delle sfide che il mondo ci mette davanti.
Abbiamo avuto modo di conoscere queste persone e creare un clan di formazione, la Route 227, unito. Ovviamente non senza pregiudizi e discrezioni che hanno causato attriti e spesso incomprensioni mute ma se lasciate scorrere anche corrosive.
Fortunatamente la fatica, condivisa nella strada, ha permesso mano a mano un'apertura totale e la Route 227 è finita per salutarsi tra gli abbracci di chi sa di aver condiviso qualcosa di grande ma sente che avrebbe voluto condividere ancora di più. Abbiamo capito che anche se viviamo a 1000 km di distanza i problemi sono gli stessi ma la condivisione porta a nuove soluzione che da soli non ci saremmo arrivati.
Il campo fisso iniziato il 6 Agosto e finito dopo di cinque giorni, con la messa celebrata dal Cardinale Bagnasco, è stato ricco di esperienze: tavole rotonde con ospiti illustri (Rita Borsellino, il Presidente del Consiglio Renzi, Il presedente della Camera Boldrini, don Ciotti e non solo), la redazione della Carta del Coraggio da parte dei 459 alfieri (rappresentanti di ogni Route) vero obiettivo dell'anno, laboratori e veglie.
Certo a volte la retorica, in cui spesso gli oratori finivano per affossarsi, rischiava di tramutare l'immensa città a cui avevano dato vita grazie all'aiuto di migliaia di volontari in un comunissimo raduno nel quale spronarci a fare ciò per cui siamo stati chiamati: cambiare il mondo rendendolo migliore di come lo abbiamo trovato. Convincendoci che ne siamo capaci, assicurando che si può fare. Consapevoli, a mio avviso, che qui oggi noi siamo la storia, consapevoli che noi abbbiamo una ragione per combattere, per amare, per farsi ultimi, per essere cittadini, per liberare il futuro, per essere Chiesa (si, anche questo!).
Per concludere bando alla retorica falsa, di cui probabilmente siamo sazi, bando alle polemiche, che sempre infiammano quando si muove qualcuno di scomodo, bando a chi la saprà sempre un po' più lunga di te, ci si deve guardare in faccia e rendersi conto di cosa noi possiamo fare se per cinque lunghi (sì, sono stati anche lunghi) giorni abbiamo saputo convivere, abbiamo saputo condividere e abbiamo saputo guardarci negli occhi assieme a tutte le difficoltà del tempo. Forse allora possiamo fare qualcosa. Forse. Ma ci sono poche alternative, e sarebbe brutto scartarne una in partenza.
Quel che rimane da fare è una virile stretta di mano, un grazie che va a tutte le persone che hanno permesso che potessimo avventurarci in questo cammino, dai capi clan Eliseo e Irene a don Luca, agli amici di Parma e Catania e i rispettivi capi, che sarebbe troppo lungo anche se doveroso ricordare per nome, a tutti gli organizzatori che sono troppo in alto perché ne conosciamo il nome.
Ricominciamo carichi di emozioni di un ricordo vivo che non si è sbiadito, perché la Carta del Coraggio firmata e approvata dal consiglio nazionale dei Rover e Scolte Agesci, ci guiderà nei prossimi anni. Sarà nostro compito farla conoscere nelle nostre realtà, dalla Parrocchia al comune dove proveremo a trasmettere quella forte emozione di cambiamento che abbiamo vissuto questa estate nella città del “Coraggio”.
Buona strada
Fabio

