"Un!". "Dois!". "Três!". "Quatro!". "Cinco!". "Seis!". E' iniziata così l'uscita di chiusura delle attività di quest'anno: numerandoci in brasiliano (non senza difficoltà dovute all'approssimarsi della fine dell’anno scolastico) per dividerci in squadre miste tra il Branco, il Reparto e il Clan, ognuna con il proprio nome e motto. Abbiamo quindi partecipato alle pre-Olipiadi, che si svolgeranno in brasile questa estate, dove in diverse stazioni dovevamo: costruire abitazioni, raccontare la storia di Robert Baden Powell (il fondatore dello scautismo), dimostrare le nostre ben collaudate abilità espressive e di gioco di squadra. Il tempo così è volato fino all’ora di cena.

Nonostante le previsioni meteo e un cielo ben poco rassicurante, che non ci ha consentito di dormire in tenda, abbiamo allietato la serata intrattenendo le autorità brasiliane, con le scenette, bans e canti che ogni squadra aveva preparato nel pomeriggio.

Prima di andare a nanna ci è stata raccontata la storia della "minestra di sassi". Il racconto ci ha ricordato che se tutti portiamo e condividiamo i nostri talenti, possiamo ottenere risultati straordinari.

Il giorno dopo destati dal sonno, abbiamo fatto colazione in sala del cinema (a volte le previsioni del tempo hanno ragione!) e poi tutti assieme ai genitori abbiamo partecipato alla S.S. Messa.

Verso le undici, dopo aver strappato qualcuno dai giochi gonfiabili dietro alla chiesa, pronti per la festa dell’oratorio nel pomeriggio, ci siamo diretti ai “tre ponti” dove in una battaglia con fanti, cavalieri e bersaglieri dovevamo recuperare delle preziosissime pelli dal campo avversario.

Nel frattempo i genitori e alcuni capi si sono ritrovati per parlare discutendo assieme il tema dell'adolescenza che quest’anno è stato trattato in maniera approfondita in Comunità Capi.

Per terminare (come siamo soliti) in bellezza porchetta e patate al forno per circa 140 persone e una gara di dolci in cui i giurati hanno avuto notevoli difficoltà ad assaggiarli tutti per premiare il migliore.

Ma anche se le attività sono terminate i saluti si possono rimandare perché ci sono ancora tre campi che devono essere preparati! Infatti le Vacanze di Branco si svolgeranno sul Lago di Santa Croce dal dal 24/31 luglio, il Reparto andrà sul Montello dal 24 luglio al 04 agosto e il Clan/Fuoco farà una Route a Roma per il Giubileo della Misericordia dal 06/13 agosto.

Al termine di questi due giorni e di quest'anno di attività non ci resta che ringraziare tutti i nostri capi che dedicano sforzo, energie e tempo, a don Davide che è sempre presente nelle nostre avventure e al nostro Parroco Don Leone che è sempre disponibile.

Ovviamente non dimentichiamo i cuochi/genitori Nicola, Stefano e Giancarlo che hanno preparato il pranzo per noi e ci hanno divertito in cucina.

A presto con le avventure dei campi estivi.

Buona Caccia e Buona Strada.

Alice

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Anche quest’anno, grazie alla generosa disponibilità di Don Leone, noi ragazzi del Clan dei Viaggiatori liberi, abbiamo avuto la possibilità di vivere l’esperienza della settimana comunitaria in Casa del Giovane.

Tutto è cominciato lunedì 4 aprile alle ore 18:30 con la cena, tra imprevisti e ritardi vari, tutti assieme (a tema “olio di oli”), al termine della quale abbiamo cominciato il percorso di catechesi che ci avrebbe accompagnato durante tutta la settimana: “Le opere di misericordia”. Il percorso di catechesi iniziava il mattino con un salmo e un brano del vangelo, alla sera mettevamo in comune le varie riflessioni cercando di capire quale Opera di misericordia era citata nelle Scritture e come l’avevamo vissuta nel quotidiano. Concludevamo con la compieta.

Martedì è stato il primo giorno intero di settimana comunitaria, dopo una nutriente colazione collettiva (fatta eccezione di Eliseo, che ha tradito il proprio latte), ognuno si è recato ai propri impieghi, lavoro, scuola. Il pomeriggio lo abbiamo dedicato allo studio mentre alla sera abbiamo avuto l’onore di avere la Comunità Capi a cena. Considerato che, negli ultimi mesi, il nostro clan ha trattato il capitolo su informazione/disinformazione, abbiamo pensato di dedicare la serata proponendo alla Co.Ca. delle attività volte a condividere con loro ciò che abbiamo scoperto in questi mesi di indagine. Abbiamo quindi volontariamente immesso nelle conversazioni notizie false e tendenziose, cosa che abbiamo rivelato solo a fine serata, in modo tale da far capire che vanno analizzate le fonti di tutte le informazioni, non basta il “sentito dire”, o a “ciacoea”. Sempre nella serata, divisi in due gruppi, abbiamo dovuto interpretare e rappresentare un titolo di un giornale, l’obbiettivo di questa attività è stata quella di dimostrare come nella narrazione di qualcosa, sia estremamente difficile attenersi ai fatti, senza farsi depistare da errori di interpretazione e opinioni personali.

Nella giornata di mercoledì, ormai ferrati nella routine scuola-pranzo-studio-attività, abbiamo dedicato la prima parte della serata a criticare Dario per il suo modo di cucinare. Successivamente la pattuglia attività ci ha proposto un gioco, che aveva come obiettivo, quello di rivivere tutte le esperienze vissute durante il capitolo sulla informazione, in modo tale da poter fissare meglio i punti salienti. Abbiamo rivisto le testimonianze a cui abbiamo preso parte durante l’anno, ci siamo messi alla prova scegliendo l’impaginazione di una ipotetica pagina di giornale (basandoci sull’importanza degli articoli), ed abbiamo riassunto quelli che sono i concetti fondamentali che questo capitolo ci ha lasciato.

Giovedì, provati dalla stanchezza dei giorni precedenti, abbiamo dedicato la serata alla visione di un film inerente a quello che sarà in nostro prossimo capitolo: “la disabilità”. Il film “Quasi amici” ci ha fatto riflettere su quanto una persona con disabilità, abbia bisogno di essere ascoltata e considerata accolta come una amica/o, senza limitazione alcuna. Quella sera abbiamo anche imparato che, guardare un film divertente con Eliseo non è una buona idea, in quanto si viene continuamente sovrastati dalle sue risate.

Venerdì, ultimo giorno della nostra settimana comunitaria, lo abbiamo dedicato alle pulizie e, alla verifica che ci ha permetterà di organizzare meglio la prossima settimana comunitaria. Dopo la verifica, abbiamo concluso la catechesi prendendo coscienza del Giubileo e delle Opere di Misericordia che ci porteranno questa estete a Roma.

Sicuramente la settimana comunitaria è un’esperienza entusiasmante, ma al contempo ha richiesto molta dedizione e sacrificio da parte di tutti. Vogliamo ringraziare i nostri capi Clan Irene e Eliseo che ci hanno dato la possibilità di vivere questa esperienza, Don Davide che, nonostante i “millemila” impegni, si è prodigato nel seguirci per quanto concerne la preparazione del percorso di catechesi (ed è anche riuscito ad essere partecipe per la maggior parte del tempo). Un sentito ringraziamento anche a Don Leone che ci ha lasciato usufruire delle strutture della parrocchia. Grazie alla Paola per l’impiego della cucina che troviamo sempre ordinata e pulita e al presidente dell’oratorio Mauro per l’utilizzo dello stesso.

Ermellino Tranquillo

Gabbiano Spontaneo

 

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Perché perdere tre giorni delle proprie vacanze con gli scout? Perché non c’è niente di meglio da fare? Perché abbiamo voglia di fuggire dalla nebbia che ci assale? O forse perché con gli scout è come essere parte di una famiglia insieme alla quale sentiamo la necessità di passare un po’ di tempo?? Mah! Chi lo sa?!

Sta di fatto che in una fredda mattina di fine dicembre il solito gruppetto in pantaloncini corti e calzettoni si è riunito sotto il campanile e si è messo in strada verso le montagne. All’arrivo, dopo esserci preparati ad affrontare le insidie di una casa “spartana”, abbiamo aperto le porte e…tadann!! Veniamo accecati da uno splendore a cui noi scout siamo poco abituati. Una volta sistemati nelle lussuose suite a cinque stelle, la pattuglia logistica ci ha deliziati con i suoi manicaretti e dopo pranzo la pattuglia animazione ha lanciato le attività e svelato che il tema del campo sarebbe stato “A Christmas Carol”, la storia che narra di Scrooge, un vecchio scorbutico che pensa solo agli affari, odia il Natale e ignora i problemi delle persone a lui vicine.

Indossate le nostre armature da guerrieri della neve siamo andati al Passo Brocon a cercare un po’ di bianca magia. Purtroppo dopo l’ultimo tornante le nostre speranze di ritrovare l’amato laghetto giacchiato e le cime innevate si sono spente in un bruno paesaggio, comunque non privo di fascino. Fortunatamente a rianimare i nostri spiriti sono bastate le lingue di neve artificiale che poco più in là abbiamo trovato. E così dopo infauste scivolate, luoghi comuni sfatati e immancabili battaglie di neve siamo ritornati al calore della nostra dimora per ripassare e imparare, grazie ad un’attività organizzata dai capi, che cos’è un capitolo, in particolare il “Progettare”. Il Clan per mezzo di questo strumento individua le tematiche che più gli stanno a cuore, le approfondisce, fa esperienze, ne discute e prende decisioni e impegni al fine di migliorare se stesso e la comunità in cui vive. Il dopocena è stato animato da qualche partita a “lupus in tabula”, gioco al quale ci siamo molto appassionati.

Dopo una sveglia più o meno traumatica, la colazione e le lodi, nella mattinata del secondo giorno abbiamo partecipato alla caccia al tesoro organizzata dalla pattuglia liturgia, che, grazie anche al contributo di Don Davide, ci ha fatto conoscere meglio la vita e le opere del patrono della Branca RYS scout: San Paolo, il Santo che ci accompagnerà nella catechesi di quest’anno. Non sono mancate le scenette degne di premio oscar che comprendevano prodi destrieri e strabilianti effetti speciali. Al pomeriggio siamo tornati sulla soffice (si fa per dire) neve dove si è svolta una “caccia alla notizia” e, usando dei sacchetti di plastica, abbiamo tentato di imitare i bambini che gioiosi scivolavano con i loro bob. Siamo rientrati per la seconda parte dell’attività, la quale prevedeva il confronto di diversi articoli di giornale che trattavano gli stessi argomenti e abbiamo tentato di capire più chiaramente i fatti attraverso l’unione di diversi punti di vista. Dopo la messa e una ricca cena abbiamo aggiunto nuovi ruoli al gioco della sera precedente e abbiamo preso parte alle più avvincenti partite di “lupus in tabula” mai viste prima.

Ed eccoci all’ultimo giorno. Dopo le solite cose, abbiamo concluso il racconto proposto dalla pattuglia animazione, che ha collegato la storia di Scrooge alle tre fasi del nostro “progettare”: quella del VEDERE a quando il protagonista inizia a capire che nel suo stile di vita c’è qualcosa che non va; il GIUDICARE alle visite dei fantasmi di presente, passato e futuro che gli fanno capire che cosa avesse sbagliato in tutti quegli anni per ritrovarsi così solo e insignificante; infine Scrooge AGISCE, rivoluziona la sua vita aiutando le persone a lui vicine e guadagnandosi il loro amore. Dopo le pulizie e la verifica abbiamo pranzato in compagnia dei due delegati della Co.Ca. Babbo Lupo e Marco, e con loro abbiamo giocato due ultime partite dell’amato “lupus in tabula” prima di lasciare la bellissima casa che per tre fantastici giorni ci ha ospitato.

Torniamo a Loreggia/Piombino con il bellissimo ricordo di un campetto che ci ha uniti ancora di più, anche con i due compagni che non sono potuti essere con noi Matteo e Leonardo. Ringraziamo la pattuglia logistica per i ricchissimi pasti, la pattuglia liturgia per averci tenuti sulla retta via e la pattuglia animazione per la simpatia.

Ringraziamo il parroco di San Bovo, Don Nicola che ci ha ospitati, Don Davide che chi ha accompagnato in questa esperienza portandoci anche gli auguri del nostro Parroco, Myriam che ci ha dato una mano in veste di cambusiera e i capi Irene e Eliseo che sono sempre all’opera per far funzionare il tutto.

Volpe Riflessiva

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Qualcuno di voi ha presente una sfida? Lunga e impegnativa se è una vera sfida. La prima volta nessuno se lo aspetta così. Però il risultato poi rimane una delle gioie più grandi delle proprie esperienze, perché si sono superati i limiti crescendo e maturando.

Per alcuni può essere la vetta di un monte, un esame all’università, migliorare la posizione lavorativa. Per il Clan dei Viaggiatori Liberi la conclusione del “Capitolo” con un incontro aperto alla cittadinanza, e il capitolo stesso, è stata un po' così.

Piena di difficoltà, lunga da “partorire”, ma alla fine il risultato è stata una grande soddisfazione anche per le belle parole spese dagli ospiti della tavola rotonda del 23 Ottobre 2015.

Ma andiamo con ordine: circa due anni fa il suddetto Clan è partito con altri 30000 ragazzi di tutta Italia per vivere la Route Nazionale 2014, la quale ha visto il suo culmine nella stesura della Carta del Coraggio, un grande insieme di richieste e impegni che i Rover e le Scolte dell’Agesci prendevano, più o meno inconsciamente, nei confronti della comunità italiana.

Da questa importante Carta, all'interno della quale sono concentrati vari ambiti (quali Politica, Religione, Scuola, e che dovrebbe, con il tempo, diventare riferimento per ognuno di noi), abbiamo scelto di fare più nostro l'ambito del Territorio, e investire le nostre energie di quest'anno per capire cosa va e cosa non va nei piccoli problemi che, come cittadini, dovremmo giustamente avere a cuore nel territorio che calpestiamo tutti i giorni.

Così dopo alcune esperienze durante l'anno, con la Protezione Civile di Camposampiero invitata tramite il nostro referente EPC Agesci di zona, per imparare anche come comportarsi nelle emergenze, con Giuliano Gallo, uno che del territorio nostrano se ne intende, con il Sindaco e assessore competente nel nostro comune siamo arrivati alla tavola rotonda di Venerdì scorso, quando 4 ospiti hanno gentilmente risposto alle domande che gli ponevamo su tutto quello che durante quest'anno avevamo visto e ci aveva messo in dubbio.

E arriviamo finalmente all’introduzione dell’articolo. Perché arrivare a questo punto non è stato semplice. In primo luogo per il modo scomodo in cui un capitolo è strutturato per un Clan: esso infatti costringe a vedere e prendere coscienza prima di giudicare e agire.

È una struttura scomoda perché dover prendersi la briga di non tapparsi gli occhi alla verità prima di aprire bocca ti porta a dover anche rivedere la tua idea, se necessario. E penso non serva ricordare quanto sia difficile. È scomodo perché poi si deve prendere posizione: per non dimenticare che stare a guardare non è nello stile scout e nemmeno nello stile di qualunque bravo cittadino. È scomodo perché poi ci si deve rimboccare le maniche e darsi da fare, perché il mondo appartiene fin troppo a quelli che sputano sentenze.

E allora 23 Ottobre 2015 il Sindaco di Loreggia Fabio Bui, l'assessore Livio Genesin, il responsabile della Protezione Civile di Loreggia Disma Genesin e l’incaricato della Protezione Civile AGESCI zona di Castefranco V.to Romolo Canciani sono stati invitati da noi nella Sala Consiliare del comune di Loreggia e hanno reso partecipi i cittadini esaudendo quelli che potevano essere i crucci di ognuno di loro. Prima di tutto il nostro capogruppo Adelchi Barichello ha illustrato cos'è la realtà scout nel nostro paese e dopo una breve introduzione la serata si è subito immersa nelle domande a cui ogni ospite è stato tenuto a rispondere. Quindi hanno concluso da due Rover del nostro Clan, spiegando a tutti i presenti cosa fosse un capitolo e cosa ci saremmo impegnati a fare nel futuro. Detto questo tutti i presenti si sono diretti verso un breve rinfresco.

Impresa conclusa vetta conquistata.

Una sfida che ha costretto ognuno di questi Viaggiatori Liberi a impegnarsi, mettersi in gioco, e prendere conoscenza dei problemi, prendere una posizione iniziando a poggiare i mattoni per un mondo, speriamo, migliore di come lo abbiamo trovato.

Per dare compimento alla serata, partita dalla Carta del Coraggio, abbiamo raccolto la sfida dell’assessore Genesin di fare manutenzione al parco intitolato al nostro fondatore Baden-Powell per il prossimo anno per renderci partecipi concretamente del cambiamento che vogliamo portare.

Ringraziamo l’amministrazione comunale di Loreggia per l’appoggio; per essere intervenuti i nostri ospiti sopra elencati, il coordinatore della protezione civile di Camposampiero con i suoi collaboratori, il Clan-Noviziato del gruppo scout di Resana 1, la Comunità Capi del nostro gruppo Loreggia 1, i nostri genitori, i nostri capi Myriam, Irene e Eliseo convinti del successo, ma soprattutto quei cittadini che hanno sfidato la routine per ascoltare quello che avevamo da dire. Grazie

Perciò continuiamo così, attenti a ciò che la realtà in cui viviamo ci propone, per non essere solo un gruppo di amici che si riunisce una volta a settimana, chiacchierando e costruendo castelli di carte che crollano alla prima ventata che esce dalla consueta retorica di cui ci riempiono le orecchie. Bensì un gruppo solido che si impegna a crescere e a fare qualcosa di più del minimo indispensabile, per non essere comuni servi inutili...

Fabio (Giaguaro Entusiasta)

 

E anche quest’anno è ricominciata una nuova avventura scout per tutti: Lupetti, Reparto, Clan/Fuoco e Capi.

Ebbene Sabato 17 ottobre 2015 il sagrato della chiesa di Loreggia era affollata di gioventù pronta pronta a conquistare il mondo. Si perché quest’anno l’apertura Scout è stata vissuta insieme all’ACG e ai bambini del catechismo.

Ci siamo trovati nel campetto sportivo dietro alla chiesa per un super cerchio tutti insieme. Qui, i capi scout avevano organizzato un grande gioco suddiviso in cinque fantastici giochi che ci hanno occupato il pomeriggio. Divisi per squadre miste dei vari gruppi, i giochi prevedevano: fazzolettone, tiro alla fune, bandiera genovese, palla avvelenata, e mussa.

Ogni squadra aveva un proprio nome ed un proprio urlo di battaglia scelti dai partecipanti, inutile dire che c’era un premio per la squadra che totalizzava più punti!

Ebbene sì, orde di bambini e giovani che correvano su e giù per il campetto.

Finiti i giochi, fatta la premiazione della squadra migliore ed il cerchio finale, ci siamo spostati all’esterno dell’Oratorio,dove il NOI ci ha offerto bibite, cioccolata calda e dolci per riprenderci dalle corse dei giochi. Grazie.

Ed ecco che ridendo e scherzando era arrivata l’ora della SS. Messa, partecipata da tutti i presenti genitori compresi, pensate la Chiesa era addirittura più piena di quando ci sono sette battesimi ed un matrimonio lo stesso giorno. Infatti noi Scout con ACG siamo finiti in fondo alla chiesa.

Dopo messa, noi Scout ci siamo ritrovati insieme alla Casa del Giovane per la cena al sacco, composta da panini e buonissimi dolci. (Si, vogliamo ancora un po’ di dolci, grazie. Il Clan vi aspetta non con le mani in mano, sapete dove trovarci).

Ed ecco che arriviamo al momento più importante dell’Apertura dell’Anno Scout, quello dei passaggi. Perché ad inizio anno, c’è chi passa dai Lupetti al Reparto, chi dal Reparto al Clan/Fuoco, alcuni capi concludono il loro cammino Scout ed altri iniziano il loro percorso. Dopo quindi esserci tutti spostati ai Tre Ponti, i passaggi erano basati sull’attraversare una tenda montata per l’occasione, dove da un lato si salutava il proprio gruppo, e dall’altro si veniva accolti in quello nuovo. Tutto ciò reso più magico solo dalla luce dei lumini.

Per il passaggio del Clan inoltre, i nuovi arrivati hanno attraversato la tenda con sulle spalle uno zaino pieno di simboli, che subito dopo gli sono stati spiegati dai membri del Clan. I simboli rappresentano i punti su cui si basa la Carta di Clan: Fede, Servizio, Comunità, Strada e Scouting. Con questo il Clan da il proprio benvenuto ai due nuovi Novizi: Thomas e Leonardo!

Mentre dai lupetti al reparto sono passati Jacopo, Damiano, Tomaso, Laurentia, e Alessandro.

Una volta conclusi i passaggi, i Capi, camminando su un sentiero a forma di forcola creato con i lumini, hanno raggiunto i rispettivi gruppi che seguiranno quest’anno e salutato quelli che non cammineranno più con noi, sotto una pioggia di lacrime e risate. Conclusi i passaggi, siamo tornati in Casa del Giovane, per le pulizie e per un piccolo fuoco serale in compagnia, per poi concludere la giornata, salutarci e prepararci per le prime riunioni.

Con questo non mi resta che augurare a tutti buona strada, buona caccia e buon anno scout!

Dario (Tasso Laborioso)

 

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