Ultime notizie dagli Scout

Com’è la vita nel carcere?

È questa la domanda che ci siamo poste noi ragazze del Noviziato del gruppo Scout ad inizio anno, quando era giunto il momento di scegliere cosa fare in questi mesi prima della salita in Clan/Fuoco. La risposta ci incuriosiva, perché è un tema solitamente non molto trattato dai mass media che seguiamo.

A rispondere a questa domanda ci ha aiutato Don Pietro Zardo, originario di Loreggia, cappellano del carcere di Santa Bona a Treviso.

Dopo esserci un po’ informate della sua esperienza tramite il suo libro “Condannati a vivere”, Don Pietro ha dato la disponibilità per parlare, a noi e al Clan/Fuoco, della realtà nelle carceri italiane, in particolare di quello di Treviso.

Don Pietro ci ha fatto una breve presentazione della vita in un carcere. Non molti saranno a conoscenza del sovraffollamento nelle carceri che arrivano a contenere addirittura il doppio delle persone che possono ospitare; del poco personale: circa 100 “ospiti” sono seguiti da un solo psicologo; dalla varietà di etnie che spesso possono causare contrasti; dalla diversità delle persone messe assieme che hanno commesso reati più o meno gravi; dalla mancanza di laboratori che costringe i detenuti a vivere la maggior parte del tempo in una cella stretta e angusta, formata solamente dai posti letto, un piccolo tavolo per sedersi a turno, e un bagno composto da un lavandino e una turca, un luogo che diviene inospitale in estate con afa e caldo. A seguito di questa introduzione ci è stato mostrato un video in cui si rappresentava la giornata-tipo in carcere, con l’intervista ad alcuni carcerati che esprimevano le loro difficoltà nel vivere in un ambiente eccessivamente ristretto, a volte abbandonati dai famigliari ed emarginati dalla società. I detenuti intervistati praticavano laboratori di falegnameria e assemblaggio e affermavano che si poteva trascorrere in modo più proficuo il tempo, creando anche delle amicizie, ma non c’è posto per tutti e si fa quindi a rotazione tra i laboratori, le pulizie, la cucina e la lavanderia.

Don Pietro infine ha soddisfatto tutte le nostre domande e curiosità su questo ambito, così da aprirci gli occhi sulla nostra realtà, quella che viviamo tutti i giorni, si quella fuori dal carcere. Ci ha chiesto di attivarci di vegliare perché le persone a cui viene privata la libertà sono persone con un disagio che nasce nell’adolescenza. Ci ha chiesto di essere vicini ai nostri coetanei con difficoltà in famiglia, a scuola o semplicemente tra le compagnie perché sono i soprusi e la solitudine vissute da giovanissimi che poi “scoppiano” da adulti. Ci ha letto una lettera di un carcerato che ripercorreva la sua infanzia di tristezza, di solitudine. Del bullismo tra giovani subito e poi contraccambiato con i più deboli.

Don Pietro ci ha messo in comunicazione con il Cappellano del carcere minorile di Treviso don Giorgio, dove a fine marzo ci recheremo per animare una SS Messa domenicale.

Ringraziamo Don Pietro per la disponibilità di averci portato la sua testimonianza, al Clan/Fuoco nostro ospite e i Capi che ci hanno organizzato questo incontro.

Alice, Anna, Greta, Irene e Silvia

Il Noviziato Fenice

Loreggia 1

 

26 Dicembre 2014, ore 7.30 del mattino.

E’ a quest’ora della giornata che inizia il nostro campetto invernale in quel di Canal San Bovo, in provincia di Trento. Dopo la S.S. Messa in ricordo del martirio di San Stefano, con gli zaini in spalla (o per meglio dire, nei bagagliai) si parte. Speranzosi di trovare la neve e la misteriosa creatura di nome Bigfoot, abbiamo trascorso tre giorni insieme per scrivere nero su bianco i punti fondamentali della Carta di Clan.

Arrivati con un po’ di anticipo rispetto all’ora prevista, ci siamo subito sistemati all’interno della canonica di Canal San Bovo e dopo aver pranzato e goduto della splendida vista che dava la terrazza del soggiorno, ci siamo diretti al passo Broccon a 1650 metri di altezza in cerca di un po’ di bianco divertimento.

Ed è proprio qui che certe volte non ci accorgiamo di quanto poco ci basta per passare del tempo in allegria: dei buoni compagni di viaggio e un laghetto ghiacciato. Si, perché il primo giorno è stato segnato da botte, cadute, palle di neve e ancora cadute e ancora botte. E dopo un gioco a fazzoletto ricco di scivolate di potenza sul ghiaccio, siamo tornati al caldo per progettare assieme le linee guida per i prossimi Punto della Strada: il momento in cui si verifica il percorso individuale del proprio cammino scout e lo si condivide con gli altri.  

Dopo la cena il giovane Noviziato ci ha tenuti occupati con il fantastico gioco di Lupus in Tabula, con il quale siamo riusciti a “tirare giù” la canonica nella quale risiedevamo. Il giorno seguente, dopo una colazione ricca di fibre, siamo tornati al passo per svolgere le attività ed i giochi ideati dalla pattuglia Animazione. E qui, il miracolo: la neve. Abbiamo saputo quasi in diretta che siamo riusciti a portarne un po’ anche a Loreggia. Ci fa piacere. Quando abbiamo visto che la soffice e candida neve avrebbe potuto trasformarsi in una bufera (si scherza ovviamente) abbiamo deciso di tornare alle auto, non prima ovviamente di esserci di nuovo “tuffati” nel laghetto tanto amato. A questo punto, è doveroso ringraziare Matteo, che con tanto coraggio ha solcato le intrepide strade innevate di Canal San Bovo per riportarci al nostro rifugio.

E dopo tutti questi momenti di svago, siamo ritornati seri per scrivere e condividere i punti nei quali vogliamo si basi il Clan/Fuoco, mettendoci la faccia e in un futuro ormai non distante, la “Firma”, La Strada, la Fede, il Servizio, la Comunità e lo Scouting.

Dopo un’ultima battaglia sulla neve, che era arrivata ormai anche in centro del paese di Canal San Bovo, ed una cena degna dei migliori rifugi di montagna, il fuoco serale ha visto come protagonista la sfida delle canzoni vinta dai Capi (Eliseo, Irene, Miriam, Don Luca). Vogliamo la rivincita.

Concludendo, l’ultimo giorno abbiamo salutato alla mattina Don Luca che è ripartito prima di noi, per impegni in parrocchia, e con il quale abbiamo deciso quali saranno le festività alle quali parteciperemo come Clan e Noviziato. Infine abbiamo ospitato a pranzo Kaa facendo ritorno alla pianura innevata di Loreggia.

Il campo invernale è stata una buona occasione per unire il Clan con il nuovo e tenace Noviziato tutto al femminile. E direi che l’opportunità è stata colta al meglio.

Ringraziamo, Don Luca per il costante cammino di formazione degli ultimi tre anni sempre presente ai campi invernale e estivo, al parroco Don Nicola della parrocchia di San Bartolomeo per la squisita ospitalità.

Con questo, non mi resta che dirvi: Buona Strada e alla prossima magica avventura!

Dario del Clan dei Viaggiatori Liberi

 20141226-28 Camp Inv RYS 26

 

Quando un gruppo di persone condivide un percorso che dura anni, quando si perseguono gli stessi obiettivi, quando ci si confronta su tematiche che a volte risultano anche piuttosto spinose, ecco pronta sull’uscio la necessità di vivere un’esperienza forte, un’esperienza che esuli dalla quotidianità (se così si può chiamare, data la dinamicità delle nostre avventure) e che dia nuovi stimoli.

La Comunità Capi di Loreggia alla fine dell’anno scorso ha sentito questa necessità… Nonostante fossimo comunque abbastanza legati, abbiamo sentito il bisogno di rinforzare la nostra identità, in modo che quando parliamo di “NOI” in qualità di capi dello stesso gruppo, non sia un “NOI” di pura formalità, ma un “NOI” che parte da dentro, nel quale ci si possa davvero riconoscere. Dopo un’analisi delle nostre necessità, siamo stati tutti concordi nel dire che per passare ai nostri ragazzi un messaggio di fede dobbiamo essere noi i primi a viverlo con convinzione e dobbiamo essere uniti in questo obiettivo. Ecco dunque spiegata l’idea del pellegrinaggio a Roma il 10, 11 e il 12 ottobre 2014.

In quest’avventura (perché, strano a dirsi, ma anche quella di fede può essere un’avventura a tutti gli effetti!!) siamo stati accompagnati da don Luca che ci ha fornito costanti provocazioni e spunti di riflessione che ci permettessero di vivere appieno il nostro pellegrinaggio, coronato dalla partecipazione all’Angelus in Piazza S. Pietro di domenica 12 Ottobre.

Il nostro weekend è stato scandito da varie tappe, tutte improntate su un cammino di fede. Abbiamo infatti visitato la Basilica di San. Agnese e le sue catacombe, la Basilica di San. Paolo, la Basilica di San Pietro, la chiesa di San. Agnese in Agone, e la Basilica della Santa Croce di Gerusalemme poi già che c'eravamo l'Altare della Patria e i Fori Imperiali.

Non abbiamo sicuramente messo a tacere la vena spassosa e un po’ da eterni Peter Pan che ci contraddistingue, infatti in serata abbiamo fatto un po’ i turisti e ci siamo divertiti a mangiare seduti sulle gradinate di Piazza di Spagna.

Tornati a casa ci siamo guardati negli occhi e abbiamo ammesso che un’esperienza di questo genere ci ha dato molto più di quello che ci aspettavamo. Ancora una volta essere scout ci ha permesso di vivere un’esperienza con occhi diversi, dandoci cosi la conferma del fatto che anche noi possiamo puntare in alto.

Lasciamo concludere quest’articolo a Sir Robert Baden Powell:

"Quando sembra tutto cancellato, allora parti per l'avventura: apriti la strada con coraggio. Quando ti sembrano cancellati l'entusiasmo, la speranza, l'amore, questi tre sentimenti meravigliosi, allora parti per l'avventura con coraggio".

Buona strada

Guilia

La Comunità Capi del Loreggia 1

 

20141010-11-12 CoCa Roma 070

 

Come ogni anno, con l’inizio della stagione autunnale prendono avvio numerose attività in parrocchia, tra cui anche gli Scout. Entusiasti delle esperienze estive vissute chi sul Nevegal, chi a Chies d’Alpago e chi partecipando alla Route Nazionale a San Rossore, Domenica 19 ottobre il Branco, il Reparto e Clan/Fuoco si sono ritrovati per cominciare nel migliore dei modi un altro anno di attività scout.

La mattinata è iniziata con la S.S. Messa per affidarsi anche quest’anno a Dio, fedele compagno di strada e guida del nostro cammino; in seguito ci siamo spostati in prato Wollemborg dove sono avvenuti i “passaggi”: momento nel quale i ragazzi più grandi delle branche (branche = gruppi: lupetti/e, esploratori/guide, Rover/Scolte) passano in quella successiva. Quest’anno abbiamo anche il gruppo del Noviziato.

Il filo conduttore di questa giornata (e di tutto il prossimo anno) riprende un punto fondamentale del movimento scout: la fiducia. È proprio con la fiducia, infatti, che le famiglie affidano alla nostra associazione i loro figli, ed è ancora con la fiducia che le Comunità Capi affidano la conduzione delle branche ad adulti responsabili e disponibili, consci dell’importanza di educare.

Questo legame di fiducia reciproca sta alla base della nostra associazione e del nostro agire, ed è sottolineato anche dal primo punto guida della nostra azione (Legge Scout):“pongono il loro onore nel meritare fiducia”.

Ringraziando don Leone per l’ospitalità e don Luca per la paziente conduzione spirituale auguriamo a tutti un fraterno buona strada.

Buona strada

Mattia

La comunità capi Agesci Loreggia 1

2014-15 Apertura

 

CAMPO DEL REPARTO ORIZZONTE 2-14 AGOSTO 2014 CHIES D'ALPAGO

Erano le 7:30 del 2 agosto quando partimmo per un’avventura straordinaria.
Arrivammo con grande entusiasmo, scaricammo il camion e iniziammo a montare le tende e gli angoli in mezzo al bosco. Arrivò così mezzogiorno ed affamati mangiammo i nostri prelibati panini … poi costruimmo l’alzabandiera, la cambusa, la tenda soggiorno imperterriti, stanchi, ma col sorriso anche sotto la pioggia.
Ecco l’inizio della nostra mega avventura scout a Chies d’ Alpago, iniziata il 2 agosto e conclusa il 14 agosto!
Nei giorni seguenti siamo stati impegnati in tante attività: eravamo degli agenti segreti che dovevano aiutare il capo Big Man a custodire e nascondere il segreto della felicità dalle mafie.
Tra le attività, un bel giorno siamo andati al lago di Santa Croce per fare una breve camminata … appena 21Km!!!
Lì ci siamo fatti un bagno rigenerante nell’ acqua fredda e fonda. Alla sera, in riva al lago, c'è stata la cerimonia dei nomi di caccia ed alle 23:30 siamo andati all’oratorio per dormire. “Che dormita quella notte!”.
La mattina seguente siamo tornati all’ accampamento a piedi … qualcuno non c’è l’ha proprio fatta ed è salito in macchina.
Un'altra attività svoltasi a metà campo è stata la caccia al tesoro in cui dovevamo cercare una valigetta, contenente il segreto della felicità.
Finalmente dopo due estenuanti ore di fatica e di ricerca, la Squadriglia delle Aquile ha avuto la meglio sulla sfida.
Al campo scout ci siamo divertiti un mondo. La cosa più importante che abbiamo fatto sono state le promesse. Quel  giorno di buon mattino ci siamo svegliati, abbiamo fatto colazione e ci siamo incamminati verso la chiesa dove ci aspettavano i nostri genitori.
Finita la messa ci siamo riuniti al campo dove abbiamo fatto le promesse, prendendoci i nostri impegni e fissandoci delle mete, siamo passati di grado: da lupetti a esploratori.
Poi abbiamo condiviso con i genitori del pane abbrustolito con le caciottine fatte da noi nei giorni precedenti. Si sono leccati i baffi!
Ci siamo proprio divertiti tanto e non vediamo l’ora di fare il prossimo campo!

Davide e Filippo

2014 Reparto ChiesdAlpago 3

Pagina 9 di 10