Quando si pensa ai lupetti, si tende a pensare a dei bambini vestiti di azzurro, col cappellino in testa che fanno giochi e bans in piazza. Quest’anno però domenica 23 Agosto Loreggia ha assistito alla partenza di 25 supereroi che avevano una missione ben precisa da compiere: approdare a Campolongo sul Brenta per aiutare un omino strano proveniente dallo spazio a sconfiggere il mostro che andava in giro a spargere solitudine, perché secondo lui “da soli è meglio”.

Questo è stato il tema in cui abbiamo immerso i nostri supereroi durante le vacanze di branco. Come ogni supereroe che si rispetti, erano a gruppi e ogni gruppo era dotato di un superpotere: super vista, super udito, super forza e super elasticità.  Scoperta l’esistenza di queste loro nuove doti, abbiamo potuto cominciare gli allenamenti, in modo che il mostro non ci trovasse impreparati al suo arrivo. Era necessario imparare a controllare le nostre nuove doti, per poterle poi utilizzare al meglio.

Andando avanti col campo, però, si renderanno conto che il loro potere è un incredibile vantaggio, ma può diventare anche un grosso limite. Per trovare l’antidoto contro la malvagità del mostro hanno dovuto infatti fare affidamento anche sui poteri degli altri supereroi.

Gradualmente dunque ogni supereroe si è reso conto che ognuno di loro aveva un punto di forza da valorizzare, senza però dimenticare che se li avessero tenuti solo per loro l’efficacia sarebbe stata limitata. Quindi non è vero che “da soli è meglio”, anzi: mettere a reciproca disposizione le doti di cui si dispone è l’unico modo per costruire davvero qualcosa. È proprio in questo modo che abbiamo sconfitto il mostro durante la battaglia finale!

Anche supereroi così allenati e coraggiosi però, sentono la mancanza dei genitori, quindi domenica 30 Agosto si sono goduti il riposo del guerriero tra le braccia della mamma e del papà, mentre raccontavano loro tutte le nuove esperienze.

Noi Vecchi Lupi, anche noi un po’ supereroi, cogliamo l’occasione per ringraziare i genitori che si sono resi disponibili per la buona riuscita del campo, i cambusieri che ci hanno viziati con ogni lauto pasto e Don Luca, per aver trovato ben due giorni da dedicarci.

I Vecchi Lupi

2015 VdB Campolongo sul Brenta

 

“Ragazzi, voi che siete giovani potete aiutarci a scaricare la spesa che abbiamo in macchina?”; “Good morning, I'm sorry the place fifteen, sixteen wagon nine are occupied?”; “Vi offriamo qualcosa noi...” e “Per arrivare su prendiamo l'autobus!” sono le frasi che non potremo dimenticare (soprattutto la seconda) di questa Route che ci ha portato a Siena ri-calpestando le orme di tre illustri pellegrini (e un cavallo). Ma partiamo dall'inizio...

Il nostro di quest'anno è stato un campo mobile (Route) sulla via Francigena, un itinerario di pellegrinaggio che unisce Canterbury a Roma. Abbiamo scelto di percorrere il tratto che va da Gambassi Terme (Firenze) a Siena dove siamo stati testimoni del “Miracolo Eucaristico”: le ostie consacrate incorrotte da ormai 300 anni, conservate nella Basilica di San Francesco.

Il tragitto prevedeva tappe tra i 15 e i 20km con le soste a San Gimignano (dove non ci ha fermato la pioggia torrenziale), Torraccia di Chiusi (dove non ci ha fermati la tentazione di una mitica piscina a filtro svedese e una straordinaria ospitalità), Colle Val d'Elsa, Monteriggioni, Castellina Scalo e Siena.

Durante il cammino ci è stata accanto la figura dell’Apostolo Pietro, non nella veste di Santo e guida del popolo cristiano ma di uomo con il suo rapporto con gli altri, con la fede e con Dio che come per noi è stato più volte controverso, “umano”. Ci hanno accompagnato anche altri tre personaggi che pare (o siamo noi a volerlo credere) abbiano percorso guarda caso il nostro stesso tratto di Via Francigena e sono stati esempi del motto che ben compendia l'avventura di questa Route: “la gioia di vivere deriva dall'incontro con nuove esperienze”. Le storie giusto un po' rivisitate di questi tre pellegrini ci hanno dato anche lo spunto per riflettere su alcuni aspetti del servizio e ciò ci ha portato a parlare del Punto della Strada, una verifica del nostro percorso di fede, scouting, strada, servizio e comunità per migliorarci e aiutare gli altri a fare altrettanto perché la condivisione del cammino, della fatica, delle nostre capacità ci rendono quel “gruppo coeso” con cui ci siamo definiti nella Carta di Clan.

Ma la nostra è stata anche un'esperienza che ha arricchito noi stessi, infatti tutti siamo stati esortati a “gettare la maschera” e esaltare le nostre capacità migliori magari aiutati da chi, secondo noi nel Clan, avrebbe potuto darci una mano.

Fondamentale, quasi provvidenziale, è stato in alcuni momenti l'aiuto di qualche toscano che, pur avendo un sistema di misurazione delle distanze un po' diverso dal nostro, ci ha aiutato a ritrovare la strada o ad asciugare noi e le nostre scarpe dalla pioggia.

La fatica della strada, il peso dello zaino e le vesciche non sono state sufficienti a frenarci da cacce al tesoro (e al cavallo), interessanti discussioni, una visita guidata a Siena tra contrade, bandiere, Basiliche, Duomo e la famosa piazza addobbata per il Palio. Non dimentichiamo un tour ultrarapido di Firenze mentre aspettavamo la coincidenza per casa.

Al campo ci siamo tolti la maschera che ogni giorno portiamo per guardarla con gli occhi del compagno accettando consapevolmente i nostri pregi e difetti, accettando noi stessi, la nostra umanità.

Per tutto questo dobbiamo ringraziare i capi: Eliseo, Irene, Myriam e Don Luca che ci hanno guidati in questo campo e durante tutto quest'anno che, dobbiamo ammetterlo, è risultato ben sopra le nostre aspettative. In particolare un grazie a Don Luca che non ci ha mai fatto mancare il suo aiuto fondamentale nell’ affrontare i molti temi della fede che non saremmo stati in grado di trattare senza la sua guida, ma anche nelle scelte quotidiane che ogni giorno ci chiamano a misurarci. Grazie alla sua umanità e alla passione per il servizio pastorale abbiamo potuto conoscere da vicino la conversione dell’Apostolo Pietro in Route ma soprattutto il vivere la fede nella comunità parrocchiale durante questi tre anni.

Cosa ci ha lasciato questo campo? Ognuno ha risposto a modo suo a questa domanda, ma nelle nostre risposte le parole più frequenti sono state “crescita”, “cammino”, “consapevolezza”.

Alice

Clan dei Viaggiatori Liberi, Loreggia 1

P.S. Se vi capiterà di peregrinare per la via Francigena, magari passando per Torraccia di Chiusi, portategli i nostri più caldi ringraziamenti per la generosa ospitalità e la cortesia offerta.

Route ViaFrancigena 024

 

Tu, cosa puoi fare per rendere migliore e più sicuro il posto in cui vivi?

Questa è la domanda che ci siamo posti leggendo la Carta del Coraggio (vedi articolo precedente) scritta alla Route Nazionale 2014.

Da un paio di mesi, il nostro Clan dei Viaggiatori del Loreggia 1, sta affrontando un argomento, detto “Capitolo”, riguardante il territorio che ci circonda. Buona parte di questo capitolo è incentrato sull’analisi idrica del territorio. Abbiamo pertanto organizzato una serie di incontri con esperti del settore, con il responsabile della Protezione Civile e con il Sindaco Fabio Bui.

Il pezzo forte di questo capitolo è stata l’esercitazione con i volontari della Protezione Civile di Camposampiero organizzata dalla Pattuglia di Protezione Civile Scout della Zona Agesci di Castelfranco V.to. La pattuglia è riconoscibile perché se la tirano per il loro fazzolettone di colore arancio (sia chiaro che ne vorrei uno anch’io). L’obbiettivo dell’esercitazione è stato quello di capire cosa un normale cittadino può/deve fare in caso di esondazione nel proprio territorio.

Cosi, Domenica 28 Giugno, mentre tutta la popolazione si dedicava al meritato riposo domenicale, il nostro Clan ed i volontari della Protezione Civile erano sotto il sole cocente pronti per le grandi manovre. L’attività, durata tutta la mattina, ci ha insegnato a preparare e a posizionare i “mitici” sacchi di Sabbia, abbiamo simulato le operazioni che la protezione civile compie nel caso si apra un varco nel fiume, abbiamo finalmente capito cos’è il famigerato “fontanasso” e come va gestito. Infine un operatore sanitario ci ha mostrato alcune manovre di primo soccorso, da applicare nel caso in cui una persona si senta male. L’esercitazione ci ha inoltre insegnato che non bisogna mai dare nulla per scontato, neanche di saper usare un badile, abbiamo scoperto che per portare una carriola carica di sacchi di sabbia bisogna essere almeno in due ed abbiamo addirittura provato, con immensa soddisfazione, ad usare una “lancia per idranti”.

Per quel che ci riguarda l’attività che ci è stata proposta ha soddisfatto pienamente le nostre aspettative.

In conclusione, un sentito ringraziamento ai volontari della Protezione Civile che, nonostante il caldo, si sono prestati per l’attività rivelandosi capaci e molto disponibili. Un grazie anche alla pattuglia della protezione civile scout della zona e, in particolare a Romolo Canciani, che ci ha proposto con entusiasmo l’iniziativa.

Noi ci rivediamo a ottobre con la conclusione del Capitolo.

Buona strada

Gabbiano Spontaneo

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Con la mente caricata al massimo di energia ed entusiasmo e lo zaino pieno di indumenti pesanti per passare quella che si prospettava una notte a dir poco gelida, sabato 20 giugno siamo partiti nel far del giorno per il Challenge, un evento di zona per soli Noviziati. Il Challenge è una sfida, che si cimenta su più prove da superare lungo un percorso.

Ripartiti da Possagno con un lungo gregge di auto, sbagliato strada, rotto una frizione e attraversato una mandria di simpatiche mucche siamo (fortuitamente) arrivati a Malga Camparona un posto disperso sul monte Grappa a circa 1300 s.l.m.

Lì abbiamo subito montato le tende sotto una lieve pioggerellina e mangiato sotto una rovinosa grandinata al riparo in una stalla.

A causa delle complicazioni atmosferiche con circa un'ora di ritardo siamo stati divisi in pattuglie formate da tre (per i più fortunati/e quattro) persone provenienti da Noviziati di diversi gruppi scout della zona Agesci di Castelfranco V.to.

Con tante domande siamo dunque partiti alla volta delle postazioni con l’ausilio di bussola, cartina e coordinatometro, come i veri scout. Le tappe prevedevano attività riguardanti: sicurezza in Route, primo soccorso, montaggio tenda (la più estenuante!), messa in sicurezza in montagna, servizio antincendio, ponte tibetano, botanica e comunicazione radio.

Tornati al campo base, dopo aver coperto circa mezzo percorso, abbiamo partecipato alla SS. Messa. La cena sempre per pattuglia era un’altra prova per testare la nostra creatività e abilità ai fornelli, seguita da una scenetta con il gioco notturno che prevedeva il recupero di palloncini illuminati da starlight (ancora un’altra prova).

La preghiera serale ci ha fatto riflettere sui nostri talenti, bellissimo momento perché almeno questa non era una prova e tutti a dormire con un caldo te e un buon dolce.

Svegliate alle 6.30 da un urlo alquanto insolito in una splendente domenica, dopo aver fatto colazione, siamo partite con le nostre pattuglie per completare le prove che non avevamo fatto il sabato.

Concluso il percorso siamo tornati al campo pensando chi avesse vinto. Senza un attimo di tregua abbiamo smontato le tende, pranzato con la pasta preparata dalla cambusa e preparati per concludere l'evento. Il cerchio è iniziato con il mostrare a tutti il simbolo che meglio rappresentava il Talento scoperto in questo Challenge come chiedeva la preghiera del mattino, poi è stata premiata la pattuglia che aveva totalizzato più punti in tecnica e stile nelle varie prove sostenute.

Ringraziamo tutti i capi e volontari che nelle prove ci hanno insegnato cose nuove indispensabili per la Route e la cambusa per la pasta buonissima.

Il nostro super ringraziamento va a Myriam e Eliseo che hanno vissuto con noi questa avventura e che insieme a Irene e don Luca ci hanno supportate in tutto il percorso del Noviziato Fenice 2014/2015.

Buona strada.

Greta, Alice, Silvia

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  • Uniforme e berretto
  • Sacco a pelo, federa e lenzuola/copri materasso
  • Zainetto per brevi escursioni
  • 2/3 paia di scarpe: da ginnastica, scarponcini (OBBLIGATORI) e ciabatte
  • 2 paia di calzettoni grossi di lana
  • 5/6 paia di calzetti di cotone
  • Un magione pesane
  • Una felpa
  • 6/7 magliette di cotone
  • 3 paia di pantaloni corti
  • 2 paia di pantaloni lunghi
  • 1 tuta da ginnastica
  • Pigiama o tuta per la notte
  • Giacca a vento E K-way/poncho
  • Biancheria intima
  • 2 asciugamani (uno grande o un accappatoio per la doccia e uno medio o uno piccolo)
  • Sapone, spazzolino, dentifricio, shampoo e fazzoletti
  • Sacca per la biancheria usata
  • Una torcia, con batterie di ricambio
  • Una borraccia

Inoltre ogni lupetto dovrà portare:

  • Il quaderno di caccia
  • Colla
  • L’astuccio
  • Il materiale per le prede e le specialità
  • Forbici

Tutto il materiale sopraelencato deve essere, possibilmente, contenuto in uno zaino o borsa.

N.B.: Facciamo presente ai signori genitori che l’occorrente per le Vacanze di Branco può diminuire o aumentare a seconda delle esigenze del figlio

Cose da evitare: Scarpe nuove, sandali, valigie rigide (non portare trolley), cellulari e dispositivi elettronici.

Buona Caccia